I mercati promuovono Napolitano - Btp ai minimi, spread a quota 280


La conferma del capo dello Stato al Quirinale riduce l'incertezza politica sull'Italia. Il rendimento dei titoli a due anni scende ai minimi dal 1993, il decennale si avvicina al 4%. In ripresa l'euro e le materie prime.

La rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale spazza via - almeno per il momento - i timori sulla tenuta dell'Italia e allontana i timori legati all'instabilità politica. Gli investitori scommettono sulla radpida formazione di un governo del Presidente che porti a termine le riforme avviate un anno fa restituendo al Paese la credibilità perduta. Il primo effetto del voto di sabato scorso è l'allentamento della tensione sul debito pubblico: il rendimento dei titoli di Stato a due anni è sprofondato all'1,22%, ai minimi dal 1993. Il livello più basso, mai rilevato da Bloomberg. Sulla stessa lunghezza d'onda anche i tassi sulle scadenze più lunghe: il decennale rende il 4%, ai minimi dall'ottobre 2010 con lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, è sceso a 282 punti, sotto la soglia obiettivo indicata dal premier uscente Mario Monti (287 punti). 

Il calo dello spread e del rendimento dei titoli di Stato spinge anche i mercati del Vecchio continente. A Milano, Piazza Affari è in rialzo dell'1,6%, mentre Londra avanza dello 0,7% come Parigi e Francoforte guadagna lo 0,8%. L'euro è in lieve rialzo sopra 1,30 dollari, mentre il biglietto verde torna a balzare intorno a quota 100 sullo yen, dopo che il G20 ha evitato di criticare le politiche di stimolo all'economia del Giappone. La moneta europea passa di mano a 1,3070 dollari. Euro/yen a 130,30 e dollaro/yen a 99,70, dopo un top a 99,88. 

In mattinata, intanto, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, con l'indice Nikkei che avanza dell'1,89% a 13.568,37 punti, ai massimi da 5 mesi spinta proprio dalla conclusioni del G20 che non ha criticato l'aggressiva  politica monetarista del Giappone. Ora i mercati si aspettano ulteriori deprezzamenti dello yen.

Sul fronte delle materie prime continua il recupero dell'oro dopo lo scivolone della scorsa settimana quando ha ceduto quasi il 15%. Il lingotto con consegna immediata guadagna l'1,4% e viene scambiato a 1.423 dollari l'oncia. In crescita anche le quotazioni del petrolio. I contratti sul greggio Wti con consegna a maggio vengono scambiati a 88,51 dollari al barile sul mercato elettronico di New York, con un aumento di 50 centesimi. Avanza anche il Brent a 99,95 dollari.
[fonte rep.ca]

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