Killer dell'ozono nella neve Artica. Gli scienziati: "Ghiacci si sciolgono dieci volte più velocemente"


Si nasconderebbe nella neve artica uno dei maggiori “killer” dell'ozono: è il bromo e viene rilasciato nell’atmosfera dallo scioglimento primaverile. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori statunitensi, coordinato dall'Università di Purdue, che ha pubblicato i risultati su Nature Geoscience. Le vaste distese di neve giocano un ruolo molto importante nell'evoluzione del clima, una delle più evidenti caratteristiche in tal senso risiede nella capacità di riflettere gran parte della luce solare e quindi limitare il riscaldamento del pianeta. Un fenomeno finora poco compreso è invece legato alla regolamentazione dei livelli di ozono. E' noto da tempo che, con l'arrivo della primavera polare, le concentrazioni di ozono negli strati bassi dell'atmosfera tendono a ridursi, fino a scomparire, mentre aumentano parallelamente i livelli di composti di bromo.

Il bromo si trova nella neve - Eseguendo una vasta campagna di misurazioni sulle distese di neve dell'Alaska, i ricercatori statunitensi hanno ora verificato per la prima volta che la sorgente di bromo sarebbe la neve stessa: il suo scioglimento porterebbe alla liberazione di molecole di bromo, che attraverso complesse reazioni chimiche portano alla distruzione delle molecole di ozono.

Ghiacci dell’Antartico si sciolgono rapidamente - La scoperta risulta ora anche preoccupante visto che i ghiacci perenni dei poli si stanno progressivamente ma inesorabilmente sciogliendo. In Antartide, dal ventesimo secolo in poi, lo scioglimento dei ghiacci, in estate, è diventato 10 volte più intenso rispetto ai secoli passati. Lo ha confermato anche la ricostruzione del clima antartico negli ultimi 1000 anni pubblicata sulla rivista Nature Geoscience. Per gli esperti il lavoro potrà aiutare a mettere a punto modelli climatici più precisi sui cambianti che riguardano l'Antartide.

Due studi confermano cambiamenti climatici in corso - La ricostruzione è frutto di due studi, uno coordinato dal programma British Antarctic Survey e dall'università australiana di Canberra l'altro guidato dall'università americana di Washington, a Seattle. La fusione del ghiaccio estivo influisce sulla stabilità di piattaforme di ghiaccio dell'Antartide e per la prima volta si mostra che la Penisola Antartica, la lingua settentrionale del continente ghiacciato, è particolarmente sensibile all'aumento della temperatura.

Oceani e clima influenzati da scioglimento ghiacci - "Anche piccoli cambiamenti di temperatura - sottolinea uno degli autori, Nerilie Abram del programma British Antarctic Survey, e dell'università australiana di Canberra - possono far aumentare notevolmente la fusione dei ghiacci nelle zone dove le temperature estive sono vicine a 0 gradi, come a esempio nella Penisola Antartica, e questo ha importanti implicazioni per l'instabilità del ghiaccio e di conseguenza del livello degli oceani in un clima più caldo".

Processo di scioglimento potrebbe essere "periodico" - Per ricostruire i periodi in cui il continente ghiacciato ha sperimentato periodo di fusione dei ghiacci, i ricercatori hanno condotto perforazioni nell'isola di James Ross, vicino alla punta settentrionale della Penisola Antartica. Le perforazioni sono state condotte fino a 364 metri di profondità e gli strati delle crepe di ghiaccio estratte mostrano quali sono stati i periodi in cui il ghiaccio antartico si è fuso e righiacciato.
[fonte tiscali]

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