La civiltà Maya è tutta da riscrivere, nata dall'incontro di culture diverse


L'antica civiltà dei Maya è 'figlia' di culture differenti, che si sono incontrate e mescolate grazie a intensi scambi tra popolazioni diverse circa 3.000 anni fa, in un periodo di grande fermento sociale e culturale nell'America centrale. A raccontarlo sono le antiche architetture del sito di Ceibal, in Guatemala, la cui storia è stata completamente riscritta dagli antropologi dell'università dell'Arizona a Tucson. La loro scoperta, che sfida tutte le attuali teorie, ha conquistato la copertina di Science.

Sette anni di scavi e analisi - Ci sono voluti ben sette anni di scavi e analisi per accendere una luce nel buio che avvolge la misteriosa origine dei Maya. A premere l'interruttore sono stati i ricercatori guidati da Takeshi Inomata e Daniela Triadan, che hanno datato al radiocarbonio le architetture del sito di Ceibal. Piazze per i rituali, tumuli, piramidi: tutto è risultato sorprendentemente più antico di circa 200 anni rispetto a un altro famoso sito archeologico, quello di La Venta, uno dei principali centri della civiltà degli Olmechi che si pensava avesse pesantemente influenzato quella dei Maya.

Erano due le teorie più accreditate sulla origine dei Maya - La prima ipotizzava che i Maya si fossero evoluti in autonomia nella giungla tra il Messico meridionale e il Guatemala, senza risentire di influenze esterne; la seconda sosteneva invece che la cultura Maya fosse stata pesantemente condizionata da un'altra civiltà precolombiana, quella degli Olmechi, sviluppata lungo la costa del Golfo del Messico. "Il rapporto con gli Olmechi è sempre stato il centro del dibattito", spiega Inomata. "Noi pensiamo che non siano stati solo loro ad avere importanti relazioni con i Maya - aggiunge - ma anche molti altri gruppi, come quelli che vivevano nel Chiapas centrale e quelli della costa pacifica meridionale".

Strutture di Ceibal inizialmente erano alte circa 2 metri - Secondo la ricostruzione dei ricercatori, le strutture di Ceibal sarebbero nate come piccole costruzioni, alte all'incirca due metri. Restauri e rimaneggiamenti successivi ne avrebbero determinato un progressivo innalzamento fino a diventare delle vere e proprie piramidi. La loro datazione, spiega Inomata, non dimostra che i Maya siano nati prima degli Olmechi (che in precedenza avevano costruito siti ancora più antichi di La Venta, come quello di San Lorenzo), né significa che i Maya si siano sviluppati in maniera indipendente. Dimostra invece che la civiltà Maya, con il sito di Ceibal, e quella olmeca, con La Venta, non si sono sviluppate per un semplice processo di imitazione l'una dell'altra, ma insieme hanno preso parte ad un'ondata di cambiamento sociale e culturale che tra il 1.000 e il 700 a.C. ha investito una vasta regione del Centro America, dando forma anche ad un nuovo stile architettonico.
[fonte tiscali]

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