POLITICA ALL'ITALIANA? - Doppio incarico per 59 parlamentari. E c'è chi arriva a quattro poltrone!


Il caso più esemplare è senza dubbio quello di Domenico De Siano. 55 anni, campano, politico di lungo corso, è attualmente deputato, consigliere regionale, consigliere provinciale a Napoli e consigliere comunale di Lacco Ameno, comune sull'isola di Ischia di cui è già stato sindaco.

Ma non è l'unico tra gli attuali deputati e senatori a poter sfoggiare un doppio o triplo incarico, e tra questi non mancano nomi importanti. I conti li ha fatto oggi Il Giornale: sono 59 gli amministratori locali titolari di più scranni compreso quello romano. È vero, le cose sono migliorate rispetto alla scorsa legislatura: nel 2011 l'Espresso aveva calcolato in ben 121 i politici con due o più poltrone.

Eppure i 59 adesso a Roma rischiano di mandare alle calende greche la scelta per l'incarico a tempo pieno: le incertezze legate alla legislatura non fanno che rafforzare in molti la tentazione di tenersi aperto un paracadute “locale”.

A balzare agli occhi sopra gli altri non possono che essere due governatori: l'onorevole Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, e l'onorevole Roberto Cota presidente della giunta in Piemonte. Per loro, come per gli altri, è fatto dalla legge espresso divieto di “appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e a una delle due Camere”. Cota e Vendola assicurano entrambi di voler tornare nelle loro regioni di appartenenza ma, se non dovessero decidersi, solo la Giunta per le elezioni (ancora da insediare) potrebbe metterli di fronte ad un aut-aut.

Inoltre è proprio la Puglia a centrare il record dei doppi incarichi: anche sei consiglieri del Pdl e quattro del Pd attualmente siedono sia in Parlamento che nella giunta o nel Consiglio pugliese (una situazione che ha portato anche al rinvio delle convocazioni del Consiglio regionale: mercoledì Vendola riunirà la sua nuova giunta). In tutta Italia, infine, sono decine i deputati e senatori che risultano anche consiglieri ed assessori.

A denunciare la situazione sono i Radicali Italiani, sempre molto attenti e sensibili alle “incompatibilità” della politica. “Questa fase è particolarmente interessante – ci spiega Mario Staderini, segretario dei Radicali - perché tutti vedono a rischio la legislatura e perciò nessuno vuole tornare indietro”. Eppure, se la situazione dovesse perdurare, ogni cittadino potrebbe far sentire la sua voce: “Qualsiasi cittadino – continua Staderini - può attivare una 'opzione popolare' recandosi dal giudice locale e chiedendo che una delle due posizioni dei politici venga fatta decadere”.

La legge prevede 60 giorni per decidere. L'unica notizia positiva per le casse pubbliche è che i “doppio-incarichi” non permettono il cumulo degli stipendi: ognuno incassa solo l'indennità “più conveniente”. Di certo, è una situazione che non aiuta il ricambio che tutti auspicano.
[fonte tiscali]

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