Quanto dista la supernova più lontana mai osservata?


Hubble, il telescopio spaziale della NASA, ha appena "spiato" una supernova a 10 miliardi di anni luce dalla Terra, la più lontana esplosione stellare di questo tipo mai rilevata. Il debole granello di luce infrarossa proveniente da questo antico faro, soprannominato UDS10Wil, stabilisce un nuovo record, staccando il precedente detentore di 350 milioni di anni luce.

La supernova appena rilevata, scoperta insieme ad altre sette esplosioni stellari a più di nove miliardi di anni luce, è parte di un piano triennale di indagine di corpi celesti distanti da parte di Hubble. (Nell'immagine - per gentile concessione A.Riess, D.Jones, e S.Rodney, STScI/JHU/ESA/NASA - la galassia ospite della supernova appena osservata in rilievo nel quadratino, in una foto del 2010 del telescopio spaziale Hubble).

Questi otto oggetti sembrano essere supernovae di tipo 1a, utilizzate dai ricercatori come "candele standard", ovvero metri di luminosità, perché emettono circa la stessa quantità di energia sotto forma di luce sia che si trovino in una galassia vicina a noi sia che si trovino a miliardi di anni luce di distanza - e le piccole differenze che esistono possono essere facilmente calibrate.

Questo significa che gli astronomi possono osservare la brillantezza di una supernova, confrontarla con la luminosità che dovrebbe avere in teoria e utilizzare la differenza per dedurre la distanza dalla Terra della supernova e della galassia che la ospita.

"Finora queste nuove osservazioni dimostrano che le supernovae sono ancora ottime candele standard, anche se siamo in attesa di eseguire un'analisi completa di tutto il campione rilevato", ha detto David Jones, astronomo presso la Johns Hopkins University di Baltimora, Maryland, che ha guidato il team di ricerca.

UDS10Wil si è formata nel primo universo, meno di quattro miliardi di anni dopo il Big Bang. A quel tempo, secondo gli astronomi, il cosmo potrebbe essere stato molto diverso da quello che conosciamo. "Questo studio è una prova importante per le supernovae, per verificare se possono ancora fornire misure di distanza affidabili in queste condizioni uniche", ha aggiunto Jones, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal.

Fare luce sull'energia oscura
La nuova scoperta ha messo in fibrillazione la comunità astronomica anche per altri motivi. Quello osservato è infatti lo stesso tipo di esplosione utilizzato per dedurre l'accelerazione dell'espansione dell'universo guidata dalla misteriosa forza chiamata energia oscura.

"Per capire meglio l'energia oscura, abbiamo bisogno di una buona comprensione delle supernovae di tipo 1a e di come si evolvono con il tempo cosmico", ha dichiarato Mario Livio, un astrofisico presso lo Space Telescope Science Institute, della Johns Hopkins University.

"Le osservazioni di supernovae a queste distanze possono aiutarci a esaminare i potenziali effetti evolutivi nelle supernovae stesse che, a loro volta, ci danno un quadro più chiaro della natura dell'energia oscura".

Supernovae lontane
Ci sono supernovae ancora più remote in attesa di essere scoperte? Forse, ma il compito è arduo. Più lontano osserviamo, più indietro nel tempo andiamo, e ciò significa che ci sono progressivamente meno galassie e di conseguenza un calo significativo del numero di supernovae. 

Ma Andrew Howell, astronomo presso la University of California di Santa Barbara, ha sottolineato che c'è una supernova che esplode da qualche parte nell'universo ogni secondo. La difficoltà di queste scoperte può essere quindi in parte superata migliorando le  nostre osservazioni di queste remote, deboli supernovae.

"Con questa scoperta stiamo davvero spingendo al limite i confini di ciò che è possibile fare con il telescopio spaziale Hubble", ha spiegato Howell. "Ma per trovare nuove informazioni che rendano scientificamente interessante queste scoperte, abbiamo bisogno di una nuova tecnologia, di un intero nuovo osservatorio spaziale", ha aggiunto.

Quando il successore di Hubble, il James Webb Space Telescope, inizierà le sue osservazioni nel 2018, sarà in grado di guardare ancora più lontano, spiega Jones. "Grazie alla sua potenza, potremmo osservare esplosioni di supernova in cui la stella che esplode è una delle prime stelle formatesi nell'Universo".
[fonte nat.geo]

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