Gli Usa spostano la forza di intervento rapido,cinquecento marines dalla Spagna a Sigonella


Il loro compito, ha spiegato il portavoce George Little, è intervenire rapidamente nel caso di nuovi attacchi al personale diplomatico e agli americani presenti in Libia.

Dopo l'ultimo attentato a Bengasi, in Libia, il Pentagono ha spostato un contingente di circa 500 marines dalla Spagna alla base di Sigonella in Sicilia. Il loro compito, ha spiegato il portavoce George Little, è intervenire rapidamente nel caso di nuovi attacchi al personale diplomatico e agli americani presenti in Libia ed eventualmente effettuare la loro evacuazione. L'unità è dotata degli aerei da trasporto Bell Boeing CV-22 Osprey. Si tratta di un "convertiplano" (un bi-turboelica in grado di decollare come un elicottero e poi volare come un normale aereo). L'Osprey è in grado di trasportare fino a 24 soldati completamente equipaggiati alla velocità massima di 509 chilometri orari. 

Lo spostamento delle truppe spiega quanto e come gli Usa contino oggi più che mai sulla posizione strategica della Sicilia nel Mediterraneo. Nelle scorse settimane, nelle campagne di Palermo era stata segnalata la presenza di marines americani impegnati in misteriose esercitazioni: i militari in assetto di guerra atterravano dagli elicotteri gettando nel panico la popolazione e suscitando 
la protesta dei sindaci, che non erano stati avvisati delle manovre militari. Il ministero della Difesa aveva poi ammesso di avere autorizzato le esercitazioni senza informare le autorità locali. Una posizione strategica, quella dell'Isola, sottolineata dalla presenza della base radar "Muos" di Niscemi, dove da mesi è in atto uno scontro tra le popolazioni locali, sostenute dalla Regione Siciliana, contrarie all'impianto, e l'amministrazione Usa, che ha dalla sua parte il ministero della Difesa. Da tempo gli attivisti No Muos presidiano la zona in cui è in costruzione il radar, impedendo l'accesso alla base di militari e operai e dando vita a scontri, anche violenti, con la polizia. 

Ma quella dei marines a Sigonella è solo la punta dell'iceberg. Nell'Isola sono decine le installazioni militari americane che comprendono droni, aerei supersonici e navi. Basi, mezzi e impianti alla cui presenza ambientalisti e pacifisti hanno sempre cercato di opporsi.
[fonte rep.ca]

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