Web, i nostri dati sempre più a rischio: in Usa i Datacenter diventano fortezze


L'Agenzia di sicurezza americana costruisce un centro per i dati informatici di massima sicurezza. Sarà la principale arma  per combattere terrorismo e cyberattacchi. E tra sicurezza e privacy, si apre il fronte della tutela dei diritti.

L'elicottero della FoxNews sorvola un gruppo di costruzioni bianche, a vederle dall'alto sembrano enormi hangar di un aeroporto. Poi le immagini zoomano sulla recinzione che protegge la zona, inquadra gli uomini al lavoro nel cantiere, le finestrone oscurate e una giungla di cavi. Siamo in pieno deserto, una quindicina di chilometri a sud di Salt Lake City, la capitale dello Utah, lo Stato dei mormoni. Ma questo quadrilatero di cemento e filo spinato non è terra di preghiera, è il nuovo (quasi) segreto supercentro di ricerca e archivio dati digitali che la National Security Agency, l'agenzia nazionale per la sicurezza, sta finendo di costruire.

Un progetto iniziato dieci anni fa, costato quasi due miliardi di dollari, che sarà pronto a settembre. Il magazine Wired è stato tra i primi a raccontarlo. Seguito da alcune inchieste tv che si concentrano su uno dei temi centrali nell'America post 11 settembre, ritornato d'attualità dopo la strage di Boston: ovvero il confine tra sicurezza e diritti. Sino a dove si può spingere chi governa per proteggerci? Sino a che punto chi governa può invadere la nostra privacy? Questo centro infatti sarà la principale arma dell'intelligence Usa per combattere il nemico di sempre: il terrorismo e la sua nuova, forse ancora più pericolosa reincarnazione, i cyberattacchi.

I suoi computer potranno contenere sino a 5 zettabyte di dati, qualcosa come un triliardo di byte, numeri impossibili da immaginare. Ma che serviranno per intercettare, ascoltare, decifrare, analizzare e conservare praticamente tutte le conversazioni del mondo. Il suo orecchio infatti è in grado di catturare qualsiasi cosa venga anche solo sussurrata: dai satelliti alle telefonate private, dai messaggini alle chiacchiere via Skype. E poi ancora leggerà le e-mail, le ricerche che si fanno su Google e tutti i dati personali: come l'uso delle carte di credito, lo scontrino del parcheggio, la ricevuta del pedaggio in autostrada, i viaggi prenotati on line e gli acquisti via Internet. Oltre naturalmente ad uno screening completo delle attività sui social network: da Facebook a Twitter.

È semplice immaginare le polemiche. Un ex agente della Nsa, intervistato dalla Fox, dice: "L'agenzia ha messo in piedi in questi anni una capacità straordinaria di raccogliere, memorizzare e analizzare una quantità impressionante di informazioni digitali. È qualcosa di molto simile ad un controllo totale: pensare a questa massa di dati concentrata in un solo posto, a disposizione delle più diverse fonti di intelligence, mette un po' paura. Dipende infatti da chi maneggerà tutto questo. E soprattutto con quali scopi". Il pensiero corre alla legge del Grande Fratello di Orwell: l'unico modo per avere una sicurezza perfetta è avere una sorveglianza perfetta.

Il capo della Nsa, il generale Keith Alexander, dà una versione, ovviamente, rassicurante: "La privacy e la libertà dei cittadini americani sono la nostra principale preoccupazione". La guerra ai pirati del web è adesso la priorità dell'intelligence Usa. Il New York Times svela che gli hacker cinesi sono tornati all'attacco colpendo gli obiettivi già presi di mira qualche tempo fa (società private e infrastrutture pubbliche) ma con sistemi ancora più sofisticati e pericolosi. Non a caso Obama ha escluso dai tagli previsti al bilancio la spesa in questo campo, che anzi toccherà quest'anno i 13 miliardi di dollari.

Il quartier generale della battaglia sarà nel deserto dello Utah. Dove i computer saranno anche in grado di decriptare ed elaborare i codici cifrati per rispondere o, ancora meglio, prevenire i futuri attacchi informatici. Ma, in realtà, nessuno sa con esattezza cosa avviene in quel fortino zeppo di computer. La Nsa non rilascia dichiarazioni e il sito continua ad essere sottoposto ad una rigida sorveglianza.  Ad un giornalista di Forbes che ha scattato alcune foto è stato sequestrato l'iPad con le immagini. E poche settimane dopo il reportage, il proprietario dell'elicottero usato dalla Fox è stato avvicinato da agenti dell'Fbi che volevano informazioni. Il Grande Fratello è già al lavoro. Per il nostro bene, o almeno si spera.
[fonte rep.ca]

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