Corte suprema Usa: Dna umano non può essere brevettato

La sentenza relativa all'azienda Myriad Genetics, che detiene i diritti sui test cui si è sottoposta Angelina Jolie per il rischio di cancro al seno. Ora sarà vietato brevettare geni estratti dal corpo umano, ma sarà lecito farlo con quelli "sintetici".

Nesun brevetto sui geni umani. La Corte Suprema degli Stati Uniti prende finalmente posizione su un filone della scienza che per decenni era rimasto nell'ambiguità. E lo fa con una sentenza relativa a quell'azienda - la Myriad Genetics - che detiene i diritti di proprietà del test cui si era sottoposta Angelina Jolie. L'esame permette di individuare eventuali mutazioni dei due geni Brca1 e Brca2 che fanno aumentare di decine di volte il rischio di ammalarsi di cancro del seno e delle ovaie. Se l'Europa, con il suo ufficio brevetti, si era fin da subito schierata contro la possibilità di sottoporre a protezione il test della Myriad, negli Usa il brevetto era sempre rimasto valido, portando il costo di un esame a circa 3mila euro (anche se in genere la spesa era coperta dalle assicurazioni).

Il verdetto della Corte Suprema americana è chiaro nei principi, ma non necessariamente nella sua applicazione. Anche se i nove giudici si sono trovati d'accordo nel votare la sentenza, c'è un nodo che resta ancora da sciogliere. D'ora in poi sarà vietato brevettare i geni semplicemente estratti dal corpo umano. Ma sarà lecito chiedere la protezione per i geni "sintetici", in cui cioè è stato operato un qualunque intervento in laboratorio. Essendo la biologia sintetica una delle discipline del futuro, Wall Street ha colto subito la notizia del bicchiere mezzo pieno e ha dato il suo verdetto. Con le azioni della Myriad che in pochi minuti sono aumentate dell'8%.

I brevetti della Myriad sui geni Brca1 e Brca2, tra l'altro, sarebbero scaduti nel 2015. La soluzione di compromesso adottata alla Corte Suprema ha permesso sia all'azienda di Salt Lake City di uscire abbastanza indenne dal verdetto, sia alle associazioni di pazienti e di medici che nel 2009 avevano presentato ricorso contro la Myriad di cantare vittoria, visto che il prezzo dei test - venduto finora a circa un milione di donne - è destinato ad abbassarsi e che altre aziende potranno lanciarsi sul mercato con nuovi tipi di esami. 

Alla vigilia della sentenza i rappresentanti delle aziende di biotecnologie avevano messo in guardia che un verdetto troppo duro avrebbe messo a repentaglio miliardi di dollari di investimenti. Negli ultimi trent'anni l'ufficio brevetti americano ha concesso circa 40mila protezioni nei confronti di invenzioni relative al Dna (paradossalmente, i geni umani sono circa 25mila). Ma in una delle sue motivazioni che hanno condotto alla sentenza, ad aprile la Corte Suprema aveva già fatto intuire di essere orientata in senso contrario, sancendo che i prodotti della natura non possono essere sottoposti a protezione. E uno dei membri della Corte, la giudice Elena Kagan, si era fatta sfuggire il commento che l'ufficio brevetti aveva "il grilletto troppo facile". 

Il magistrato Clarence Thomas, che oggi ha redatto le 18 pagine di sentenza, è riuscito alla fine nell'impresa di non scontentare nessuno, scrivendo che "la Myriad non ha creato nulla. Ha sicuramente trovato un gene utile e importante, ma separare quel gene dal materiale genetico circostante non rappresenta un atto di invenzione". 
[fonte rep.ca]

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