Il garante della Privacy in Parlamento: «Basta con lo strapotere dei colossi del web»

Soro: «No al modello Usa, Ue difenda la riservatezza dei cittadini». E annuncia nuove misure per le intercettazioni.

Il potere dei colossi di Internet «non può più essere ignorato, così come non sono più accettabili le asimmetrie normative rispetto alle imprese europee che producono contenuti o veicolano servizi». La denuncia arriva dal Garante privacy Antonello Soro, nella sua prima Relazione annuale al Parlamento puntando il dito contro gli operatori over the top (come Google, Facebook, Amazon).

NO AL GIORNALISMO DI TRASCRIZIONE - «La pretesa di proteggere la democrazia attraverso la compressione delle libertà dei cittadini rischia di mettere in discussione l'essenza stessa del bene che si vuole difendere». Il garante della Privacy Antonello Soro prende le distanze dal caso Datagate e sottolinea l'impegno Ue a non «rivedere al ribasso» la tutela della riservatezza. «Nelle prossime settimane» il Garante privacy ha annunciato che verrà adottato un «provvedimento generale» sulle intercettazioni «per indicare soluzioni idonee ad elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni». Le intercettazioni, sottolinea Soro, sono una «risorsa investigativa fondamentale, insostituibile, che andrebbe gestita con molta cautela: per evitare fughe di notizie - che, oltre a danneggiare le indagini, rischiano di violare la dignità degli interessati - e per evitare quel giornalismo di trascrizione che finisce, oltretutto, per far scadere la qualità dell'informazione».

IL MITO DELLA TRASPARENZA - Altro punto toccato è quello della violenza in rete: «Non possiamo più essere indulgenti con la violenza verbale presente nella Rete: è prima di tutto una sfida culturale alla quale i veri amici di Internet dovrebbero sentirsi impegnati». Nel suo intervento Soru si è soffermato anche sulla questione della trasparenza: «Nell'epoca della connessione continua si diffonde il mito della trasparenza assoluta che elimina ogni opacità. Internet dilata la richiesta e la pretesa di essere informati, in nome del principio per cui nulla dovrebbe sfuggire alla comunità». Il tutto evidenziando: come «non necessariamente trasparenza totale significa verità e la riservatezza non è sempre invocata per nascondere qualcosa in modo deprecabile: essa è comunque requisito fondamentale nella politica come nel privato».

DETENUTI E STRANIERI - Poi Soro ha ricordato l'importanza della tutela della privacy dei soggetti più deboli: «Essa rappresenta il presupposto per un corretto esercizio del potere, soprattutto nei confronti dei soggetti affidati alla potestà dello Stato: si pensi ai detenuti, agli internati o agli stranieri ristretti nei centri di identificazione ed espulsione».
[fonte c.d.s.]

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