La cometa C/2012 S1 (ISON) in rotta verso il Sole: perchè non se ne sente più parlare?

Oltre l’estrema periferia del Sistema Solare, a molti milioni di chilometri dal Sole, risiede quella che gli astronomi definiscono Nube di Oort, un’ipotetica nube sferica nella quale stazionano piccoli corpi ghiacciati: le comete. Periodicamente, alcuni di questi astri subiscono un’interferenza gravitazionale, modificando l’orbita e dirigendosi verso le zone più interne del sistema solare. Tra queste la cometa C/2012 S1 (ISON), ormai oltre l’orbita di Giove, impegnata in un lungo viaggio verso la nostra stella. Le sue potenzialità non sono passate inosservate agli astronomi, che in poco tempo hanno divulgato la possibilità che l’astro potesse divenire addirittura più brillante della Luna piena. Attualmente la cometa è troppo vicina al Sole per poter essere osservata dalla Terra, ma già dopo la prima decade di Agosto, l’astro chiomato dovrebbe cominciare a rendersi visibile nei telescopi commerciali più grandi nelle prime luci del mattino. La cometa, tuttavia, ha manifestato negli ultmi tempi una luminosità stabile, mettendo in serio dubbio la possibilità che potesse divenire “la cometa del secolo”, e manifestando la possibilità che avesse subìto delle frammentazioni. Per questi due motivi, l’astro è stato un pò snobbato dai media, non più certi di una sua luminosità eccezionale, ed ancora in attesa di riosservarla quando sarà più lontana prospetticamente dal Sole. L’8 Agosto, la vagabonda dello spazio transiterà a 4 gradi sul pianeta Mercurio, che dovrebbe rendere più agevole la sua identificazione. Ma sarà ancora troppo debole per poter essere osservata con l’ausilio di piccoli strumenti. E’ possibile che la sua magnitudine scenda alla decima al termine del mese di Agosto, che sarebbe sinonimo di un astro in netta ripresa. La sua estrema vicinanza prospettica al Sole, come detto, non ci consente di conoscere la sua evoluzione, che potrebbe riservare sorprese nelle prossime osservazioni.

Ma come più volte ribadito, le comete sono astri estremamente complicati da prevedere. Una luminosità in fase di stallo potrebbe anche terminare improvvisamente, così come, viceversa, una cometa in grande spolvero potrebbe essere improvvisamente disgregata. Ci sono molte variabili che vanno a determinare quello che poi si vedrà: l’orbita della cometa, la posizione relativa al sole, alla Terra, e naturalmente le dimensioni e la composizione del materiale ghiacciato di cui è composto il suo nucleo. Per giustificare l’iniziale luminosità di ISON, gli astronomi hanno ipotizzato che l’oggetto possedesse un sottile strato di materiale volatile, che una volta vaporizzato, ha ridato alla cometa le sue reali potenzialità. E che quindi non si possa più parlare di cometa del secolo. Non è ancora possibile stabilire l’esatta evoluzione di ISON, ed è per questo che astrofili ed astronomi attendono con grande impazienza le prossime osservazioni. I primi dubbi, probabilmente, saranno svelati soltanto tra Luglio e Agosto, quando la cometa si sarà notevolmente avvicinata alla nostra stella. L’attesa, insomma, continua.
[fonte meteoweb]

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