Valentina Tereshkova, 50 anni fa la prima donna nello spazio

La 26enne partì a bordo della Vostok-6, restò in cielo quasi tre giorni e compì 49 orbite intorno alla Terra.

Nelle foto diffuse cinquant’anni fa alla vigilia del primo volo nello spazio Valentina Tereshkova mostrava un serioso ghigno militaresco e una folta chioma bruna. Dopo il ritorno sulla Terra sulle labbra le scoppiò un sorriso che sfoggiò senza sosta. E continua, felice di essere la prima donna a essere salita nel cosmo e la più celebre rappresentante del ristrettissimo club spaziale femminile.

IL VOLO - Il 16 giugno 1963 volò in orbita sulla navicella Vostok-6, una sfera uguale a quella usata da Juri Gagarin, il primo cosmonauta della storia, due anni prima. Aveva 26 anni, rimase in orbita tre giorni, fece 49 nove volte il giro della Terra e poi atterrò nelle vicinanze di Novosibirsk appesa al suo paracadute mentre la navicella, da sola, toccava terrà un po’ più lontano. La Vostok non consentiva, al contrario della Soyuz attuale, di arrivare a bordo e quindi il cosmonauta doveva lanciarsi col paracadute a un’altezza di 7 chilometri. A quella quota l’intero seggiolino con il cosmonauta veniva sparato fuori e poi iniziava la discesa.

LA VITA PRECEDENTE - Questo aspetto incise sulla scelta di Valentina perché era una campionessa di paracadutismo anche se nella vita aveva fatto svariati lavori: la sarta, la stiratrice, venne assunta in una fabbrica di pneumatici e poi di fili, frequentò corsi serali per diventare un tecnico. Ma, soprattutto, si dimostrò zelante organizzatrice dei giovani club comunisti e segretaria del locale Komsomol. Questo aspetto proletario, unito alla carriera da lavoratrice la fece emergere come un simbolo da esporre per il sistema comunista. Selezionata nel 1962 con altre quattro candidate fra 400 volontarie, alla fine scelsero lei con Valentina Ponomaryova da riserva e che non volò mai. E così venne spedita tra le stelle.

MISSIONE - Sulla sua missione ci sono testimonianze contrastanti. Negli ultimi anni i giornali russi riferirono di un volo estremamente difficile, per usare un eufemismo. Si è scritto che sia stata molto male, che addirittura si volesse farla rientrare prima del previsto e che i controllori di volo erano terrorizzati che lei compisse qualche azione impropria tanto da mettere a serio rischio anche la sua vita. Abbiamo parlato più volte con Valentina Tereshkova e lei ha sempre sostenuto il contrario. Anzi. «Dopo il primo giorno di volo», ci ha raccontato, «tutto andava così bene che Sergei Korolev, il responsabile del programma spaziale, decise di prolungarlo sino a tre giorni. Sono soltanto maldicenze che vengono ripetute. E poi, ci sono le registrazioni dell’intera missione, basta consultarle per rendersene conto».

DA KRUSHEV A PUTIN - Nonostante Valentina sia andata nello spazio in fretta e prima di tutte (si dice che fosse scelta dallo stesso premier Krushev), in Russia nelle spedizioni cosmiche non hanno mai amato le donne. Infatti sono rimaste pochissime quelle ad aver partecipato successivamente tanto da poterle contare su una mano. Durante un incontro Vassili Mishin, il vice di Korolev, ci disse che Valentina in orbita “arrivò sino ai limiti dell’instabilità psicologica”. Tutto vero? Comunque la missione fu importante perché fu la prima a realizzare il primo incontro con un’altra navicella Vostok senza tuttavia agganciarsi. Al ritorno diventò appunto l’ambasciatrice-simbolo dell’Unione Sovietica. Venne addirittura arruolata “d’onore” nell’aviazione militare, diventava persino membro del Soviet supremo e delegata all’ONU. Si sposava al Cremlino con il cosmonauta Andrian Nikolayev (un’altra “prima” da esibire), ebbe una figlia e poi divorziò. Ma ad un certo punto scomparì e per trent’anni non se ne seppe più nulla. Fino a quando Vladimir Putin non entrò al Cremlino. Da allora, lentamente, ricominciò ad apparire in pubblico e a diventare messaggera della nuova Russia che mostrava le sue glorie. Mercoledì scorso era a Vienna alla sede delle Nazioni Unite ospite d’onore ad un convegno sull’uso pacifico dello spazio discutendo in particolare sulla futura presenza delle donne; tema sul quale è intervenuta anche Amalia Ercole Finzi del Politecnico di Milano e prima docente italiana di meccanica spaziale. Valentina non tornò più nel cosmo ma domenica la festeggeranno a Mosca come simbolo di un’indimenticabile impresa compiuta mezzo secolo fa.
[fonte c.d.s.]

Commenti

Post popolari in questo blog

E se vivessimo in un universo che è un’illusione?

24 novembre 2010 - [I cerchi nel grano indicano questa data]

MAPPA DEI VULCANI ATTIVI NEL MONDO