Grillo da Napolitano: "L'Italia è in macerie - Ho detto al presidente di tornare alle urne"

Il capo 5 Stelle al Quirinale per un'ora e mezza, c'è anche Casaleggio. Poi conferenza stampa: "Fucili pronti, noi vogliamo buttare fuori i partiti con mezzi democratici. Ma poi ci stuferemo".  "Il presidente vada in tv a dire la verità". Nuovo attacco ai giornalisti.

"I politici stanno chiusi nei palazzi a fare annunci e rinviare decisioni".  E intanto "la gente vuole prendere i fucili, i bastoni e sono io a dire proviamo ancora con la democrazia. Noi vogliamo buttare fuori i partiti con metodi democratici, però poi ci stuferemo". Beppe Grillo, dopo due ore di colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si ripropone come un mediatore che evita il degenerare della protesta sociale. E invita il capo dello Stato a sciogliere le Camere e tornare alle urne. 

Il resoconto dell'incontro.  "Ho ringraziato Napolitano per la gentile accoglienza e per la sollecitudine - ha detto Grillo in conferenza stampa al Senato subito dopo il colloquio -. Gli ho espresso la mia preoccupazione per la condizione economica, sociale e politica del paese".  Poi, rivolto al presidente, continua: "Napolitano è diventato uno scudo, un parafulmine dei partiti che non sono capaci di fare scelte. Doveva e poteva dire no al secondo mandato". E attacca: "Chi oggi è al governo del paese- aggiunge- è responsabile dello sfacelo. Sono gli stessi che hanno distrutto l'economia. Il governo delle larghe intese è stato voluto fortemente dal capo dello Stato e tutela solo lo status quo e gli interessi di Silvio Berlusconi". 

Giornalisti 'correi'. Parlando poi ai giornalisti li accusa di essere corresponsabili dello sfacelo: "Dovreste vergognarvi perchè parte dello sfacelo è colpa vostra. Se siamo un Paese semilibero è anche colpa della vostra informazione. E minaccia: "Uno dei problemi maggiori dell'Italia è la stampa. La Rai. Siete complici del sistema. Ma siete i primi precari che pagherete questa situazione perché i vostri giornali e le vostre tv chiuderanno".

Sul perché non sia nato un esecutivo Pd-M5S, Grillo risponde: Non c'è mai stata un'offerta seria, Bersani non voleva fare un governo o collaborare con noi, faceva solo scouting: voleva solo i nostri voti".

Economia di guerra. "Il paese è in macerie - continua il leader dei 5 Stelle- è una pentola pronta a scoppiare. Occorrono misure urgenti e straordinarie pari a quelle di un'economia di guerra. Non si può aspettare oltre, neppure un giorno. Non abbiamo più tempo". Se la prende con l'Europa: "Il debito ci sta divorando. Possiamo rimanere nell'euro solo se ricontrattiamo le condizioni o attraverso gli eurobond che è una storia già vecchia o, in alternativa, con la ristrutturazione del debito pubblico".

Fuori dal Parlamento. "Con questo Parlamento - attacca Grillo - non si possono realizzare davvero dei cambiamenti e se le cose restano così noi usciremo (metaforicamente parlando, come precisa in seguito, ndr), continueremo a lavorare fuori: nelle carceri, nei cantieri della Tav o davanti all'Ilva. Vogliamo portare il Parlamento dove serve perchè dentro i palazzi l'operato dei nostri eletti è snobbato". E conclude: "Ho detto a Napolitano che si deve abrogare l'attuale legge elettorale, che è incostituzionale. Gli ho chiesto di sciogliere le Camere e tornare al voto se necessario. E gli ho suggerito di andare in tv, a reti unificate, e dire la verità al Paese. L'autunno è vicino, e lì i problemi politici diventeranno sociali. Non c'è più tempo". 

La richiesta del colloquio. L'udienza era stata richiesta dallo stesso Grillo per discutere del "crollo del Paese" in atto. L'incontro era stato fissato dagli uffici della presidenza per venerdì scorso, ma l'ex comico aveva chiesto un rinvio per "precedenti impegni". Nei giorni scorsi Grillo e famiglia sono stati fotografati in vacanza in Sardegna, le lussuoso resort Cala di Volpe.  

Casaleggio inatteso. A sorpresa al Quirinale si è presentato anche Gianroberto Casaleggio, guru dei 5 Stelle, oltre ai due capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Nuti e Nicola Morra. Il Colle aveva precisato di poter ricevere assieme al capo politico quasiasi personalità, purché fosse chiaro il ruolo ricoperto nel Movimento.
[fonte rep.ca]

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