Il primo fegato costruito in laboratorio

Grande passo verso la medicina rigenerativa. Un fegato umano è stato costruito in laboratorio utilizzando le cellule staminali ottenute con la riprogrammazione di cellule adulte. Trapiantato in un topo, l'organo funziona perfettamente. E' un passo concreto verso la futura medicina rigenerativa. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, si deve al gruppo giapponese coordinato da Takanori Takebe, dell'Universita' di Yokohama.

''Si tratta di un grande traguardo - ha commentato Carlo Alberto Redi, direttore del laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'università di Pavia - che dimostra come, passo dopo passo, stiamo arrivando finalmente alla creazione di organi completi''.

Il successo e' stato raggiunto sfruttando le cosiddette staminali pluripotenti indotte (Ips), ossia cellule adulte già specializzate (come quelle della pelle) che attraverso l'inserimento di un 'cocktail' di geni vengono riprogrammate e fatte tornare 'giovani' e indifferenziate. Sfruttando questa tecnica, premiata con il Nobel per la medicina nel 2012, i ricercatori sono riusciti a riprogrammare cellule umane del fegato e permettere la spontanea organizzazione del tessuto cellulare nelle tre dimensioni. In questo modo è stato possibile produrre delle 'gemme' epatiche, ossia le strutture base dalle quali si forma l'organo intero, che sono state poi trapiantate in topi. Una volta trasferite, le gemme hanno rapidamente portato allo sviluppo dell'organo completo e perfettamente funzionante. 

''La produzione di organi a partire da staminali indotte pluripotenti - ha spiegato Redi - è un segnale di grande rilievo, che dimostra le capacità dell'impresa scientifica nel rispondere alle necessità sociali, come l'esigenza di cura per i pazienti che hanno bisogno di organi, e di rispondere alle esigenze etiche, in quanto permette di superare gli ostacoli di natura etica posti in particolare dal mondo cattolico sull'utilizzo delle staminali embrionali''. 

L'esperimento condotto in Giappone dimostra infatti le grandi potenzialità dello sfruttamento delle staminali pluripotenti indotte, una tipologia di staminali che a differenza di quelle prelevate da embrioni non solleva problematiche etiche. Essendo generate a partire da cellule adulte del paziente stesso, l'uso delle Ips avrebbe inoltre il vantaggio di evitare il rigetto degli organi trapiantati. Nonostante resti ancora da capire se la tecnica possa essere applicata facilmente anche su pazienti umani, lo studio fornisce la prova che l'utilizzo di queste staminali e la successiva creazione di 'gemme' di organi possa essere un nuovo approccio verso la medicina rigenerativa.
[fonte ansa]

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