Servizio militare di leva in Italia

Il servizio militare di leva in Italia (detto anche coscrizione obbligatoria di una classe, volgarmente naja), venne istituito formalmente nel neonato Regno d'Italia unitario e nella Repubblica italiana ed è stato in regime dal 1861 al 2005, per 144 anni.
La coscrizione obbligatoria nello stato italiano unitario, sebbene mai formalmente abolita, è di fatto terminata dal 1º gennaio 2005 come stabilito dalla legge Martino (legge 23 agosto 2004, n. 226).
La parola militesente quindi oggi è un aggettivo e sostantivo maschile utilizzata per definire una persona libera da obblighi militari.

Cenni storici 
Invero già alcuni stati preunitari della penisola italiana contemplavano il servizio militare obbligatorio (come ad esempio nel Regno delle Due Sicilie). La leva obbligatoria, introdotta già nel regno d'italia napoleonico, fu poi adottata dallo stato sabaudo con la riforma La Marmora (legge 20 marzo 1854 n. 1676), dopo l'unità d'italia, dopo l'unificazione amministrativa, vedi legge 20 marzo 1865, n. 2248).
Venne successivamente estesa al neonato regno d'italia nel 1862, obbligatoria per i nati nel 1842.
Dal punto di vista formale, la coscrizione obbligatoria di tutti i cittadini di sesso maschile fu sancita definitivamente dalla legge 7 giugno 1875 n. 2532 (e, con l'ordinamento repubblicano, riconfermata dall'art. 52 della Costituzione italiana).
Durante la Prima Guerra mondiale si diffuse il termine volgare-dialettale naja, come sinonimo di vita militare, soprattutto nell'Italia settentrionale, quindi successivamente esteso a tutto il territorio italiano. Probabilmente derivato dal dialettale veneto (teatro delle battaglie della prima guerra) te-naja, inteso come morsa, tenaglia, il termine indica, in senso dispregiativo, la vita militare che obbliga un individuo a strapparsi dai propri affetti per subordinarsi alle gerarchie istituzionali.
Negli ultimi decenni del XX secolo avvennero poi varie riforme sugli esoneri e sulla riduzione del periodo minimo di servizio militare. Nel secondo dopoguerra, il periodo minimo di servizio obbligatorio, per la leva di terra, fu ridotto da 24 a 18 mesi, e quindi ulteriormente ridotto a 12 mesi nel 1977. L'ultima riduzione si ebbe nel 1997 (da 12 a 10 mesi), prima della riforma del 2004 che sospese le chiamate al servizio.

Individui soggetti alla chiamata obbligatoria 
Destinatari della chiamata erano tutti i cittadini italiani maschi e maggiorenni, attraverso le c.d. liste di leva (cioè contenenti i nomi dei soggetti interessati all'obbligo) formate dal comune di residenza del cittadino interessato (legge 20 marzo 1865, n. 2248 allegato A), nelle quali venivano iscritti tutti i giovani al compimento del 17º anno di età.
Tali liste venivano pubblicate presso l'Albo pretorio del comune di residenza e comunque i soggetti interessati venivano informati mediante l'affissione di appositi manifesti.
Tali soggetti erano tassativamente indicati all'art 1 del D.P.R. 14 febbraio 1964 n. 237 ("Leva e reclutamento obbligatorio nell'Esercito, nella Marina e nell'Aeronautica").
Si era quindi sottoposti alla visita medica di leva e se dichiarati idonei si svolgeva servizio obbligatorio in marina, esercito o aeronautica solitamente con incarichi di bassa responsabilità (servizi) o incarichi di servizio nei corpi di combattimento (ad esempio fuciliere); solitamente dalla visita all'arruolamento passava al massimo un anno.
Coloro che dopo aver ricevuto la chiamata (c.d. cartolina-precetto) non si presentavano presso il distretto militare competente, venivano dichiarati renitenti alla leva ed assoggettati alle sanzioni del caso previste dalla legge.
Il servizio di leva si poteva svolgere anche come ausiliario nelle forze dell'ordine (arma dei carabinieri, polizia di stato, polizia penitenziaria, vigili del fuoco) per la sua durata complessiva, garantendo alle amministrazioni interessate un flusso continuo di personale giovane da impiegare per svariati compiti a seconda delle necessità che si presentavano, dall'ordine pubblico, alle catastrofi naturali e la lotta alla criminalità.
L'esito delle visite, effettuate da medici militari e che duravano da uno a tre giorni a seconda dei casi, poteva essere di tre tipi:
Idoneo al servizio militare: In questo caso era, ovviamente, previsto l'arruolamento.
Rivedibile: In questo caso il coscritto era invitato a ripresentarsi l'anno seguente per effettuare nuovamente le visite in quanto giudicato temporaneamente inabile. Nel caso tale infermità perdurasse anche alla seconda visita il soggetto veniva riformato.
Riformato: Questo giudizio sanciva la permanente inidoneità al servizio militare.

Casi di esenzione dal servizio militare 
L'esonero (o dispensa) al servizio militare (diverso dalla riforma, in quanto non prevedeva l'effettuazione degli accertamenti medici) era previsto per alcune situazioni familiari:
Figlio o fratello di militare deceduto in guerra;
Fratello di militare deceduto durante la prestazione del servizio;
Orfano di entrambi i genitori (primogenito);
Vedovo o celibe con prole;
Arruolati con prole;
Unico fratello convivente di disabile non autosufficiente;
Primo figlio maschio di genitore invalido per servizio o caduto in servizio;
Terzo (o successivo) figlio maschio se (almeno) due fratelli avevano già assolto completamente il servizio di leva;
Responsabile diretto della conduzione di impresa familiare.
Alle suddette si aggiunge la casistica del decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1997 il quale ha stabilito che qualora si prevedano eccedenze rispetto alle esigenze di incorporazione potessero altresì essere dispensati i cittadini che versassero in difficolta' economiche o familiari ovvero particolari responsabilità lavorative.
Gli studenti delle scuole superiori e gli studenti universitari potevano domandare il rinvio del servizio ma non della visita (che comunque portava via, come accennato, solo 3 giorni - da qui l'appellativo di "tre giorni" usato come sinonimo di "visita militare", che nel corso degli anni si ridussero però a due); negli ultimi anni fu ammesso anche il rinvio della visita, come nel caso di cittadini italiani residenti all'estero.
In particolare, per gli studenti universitari, le norme per la concessione del beneficio di esenzione dal servizio per motivi di studio furono modificate dal predetto d.lgs 504/1997:
Per immatricolati prima dell'anno accademico 1998/1999 poteva essere concesso a seconda dell'anno di età e di iscrizione al corso di studi universitari:
- fino al compimento del venticinquesimo anno di età, per i corsi aventi la durata di tre anni
- fino al compimento del ventiseiesimo anno di età, per i corsi aventi la durata di quattro anni
- fino al compimento del ventisettesimo anno di età, per i corsi aventi la durata di cinque anni
- fino al compimento del ventottesimo anno di età, per i corsi aventi una durata maggiore di cinque anni.
Per gli studenti immatricolati dopo l'anno accademico 1998/1999:
- Per la prima richiesta era sufficiente l'iscrizione ad a un corso di istruzione universitaria di diploma e di laurea presso università statali o legalmente riconosciute
- Per la seconda richiesta era necessario aver superato n. 1 esame di quelli previsti dal piano di studi
- Per la terza richiesta era necessario aver superato complessivamente n. 3 esami di quelli previsti dal piano di studi del 1º e del 2º anno
- Per la quarta richiesta devi aver superato complessivamente n. 6 esami di quelli previsti dal piano di studi del 1°, del 2°, e del 3º anno
- Per la quinta richiesta e successive era necessario aver superato altri 3 esami per anno rispetto alla quarta richiesta.

Pro e contro 
Il servizio militare obbligatorio è stato sempre oggetto di dibattito nella società italiana. Tra le argomentazioni favorevoli alla leva possiamo annoverare:

  • la leva ha favorito la conoscenza, soprattutto per i giovani di realtà disagiate, di aree lontane, e anche l'integrazione linguistica;
  • la leva garantiva un costante afflusso di soldati a costi poco elevati;
  • i giovani potevano conoscere realtà diverse da quelle quotidiane, con possibilità di stringere forti legami di amicizia;
  • la leva aiutava a dare una disciplina e uno spirito di cooperazione di gruppo;
  • secondo alcuni medici, l'abolizione della leva obbligatoria (con conseguente abolizione dell'obbligo di visita medica), non permetterà di identificare alcune patologie dell'apparato riproduttivo maschile che, molto spesso a causa di pigrizia o pregiudizi da parte dell'interessato, venivano identificati proprio dai medici militari durante la visita. Tra le patologie più comunemente riscontrate, la più frequente era il varicocele.
  • la leva poteva costituire un momento di formazione per l'individuo e dal punto di vista caratteriale e nello spirito.
  • al contrario di un esercito di coscritti, quello volontario creerebbe secondo taluni, in un contesto di non consolidata democrazia, una sorta di casta militare a se stante ed armata, che potrebbe degenerare in strumento di potere per colpi di stato od operazioni di repressione in nome dell'ordine pubblico.
  • Tra le argomentazioni contrarie si può osservare che:
  • la leva era un'imposizione contro la libertà personale, una sorta di schiavitù temporanea; alcune movimenti (come il pacifismo e l'antimilitarismo) sono contrarie per ragioni etiche;
  • un ambiente di rigorosa gerarchica disciplina non è adatto a tutti gli individui, tanto meno può essere imposto;
  • la leva sottraeva tempo utile alla vita civile, causando un costante danno economico, ritardando l'ingresso nel mercato del lavoro di migliaia di giovani;
  • il servizio poteva non dare una preparazione militare adeguata e sovente consisteva nel puro addestramento formale e in lavori di manovalanza per il semplice mantenimento della struttura dove il coscritto era incorporato;
  • a volte durante il servizio di leva non venivano rispettati i diritti umani dei militari, in particolare le reclute venivano vessate da militari più anziani, solitamente anch'essi di leva, con atti di bullismo e violenza. È da sottolineare la presenza di coscritti con disagio sociale e con precedenti giudiziari (la legge italiana fa divieto espressamente che questi ultimi vengano cancellati dalle liste di leva), soggetti per i quali gli altri giovani si trovavano impreparati, trovandosi a loro volta in stato di insubordinazione. Queste deprecabili pratiche erano inquadrabili nel fenomeno chiamato nonnismo, poiché esercitate dagli anziani (i cosiddetti "nonni");
  • sovente i militari acquisivano, nel corso dello svolgimento della leva, vizi che prima non avevano, come il tabagismo, l'alcolismo e in casi non rari il frequentare prostitute;
  • la coscrizione esclusivamente maschile configurava una forma di sessismo, essendo obbligatoria solo per gli individui di sesso maschile, che perdevano un anno di studio o di lavoro;
  • avere un esercito non basato sulla coscrizione permette di avere personale meglio motivato, formato, addestrato ed in generale più preparato ad operare in diverse situazioni ed attività.

Alternative al servizio militare obbligatorio
In Italia, il rifiuto di prestare il servizio di leva e l'obiezione di coscienza erano considerati, prima dell'emanazione della legge n. 772 del 15 dicembre 1972, come fattispecie che integravano il reato di renitenza alla leva, con conseguente applicazione delle sanzioni penali previste dalla legge.
A seguito dell'emanazione della predetta norma nel 1972, venne istituito il servizio civile, obbligatorio per chi, risultato idoneo alla visita di leva, non volesse prestare servizio militare.
Inizialmente il servizio civile obbligatorio aveva una durata maggiore rispetto al servizio militare, durata via via equiparata mentre il rapporto fra il numero di persone che svolgevano i due tipi di servizio si attestava sulla parità. Negli anni, inoltre, la richiesta di effettuare il servizio civile fu progressivamente svincolata dal soddisfacimento di particolari requisti, ad esempio, di natura religiosa.

Fine (Sospensione del servizio obbligatorio)
Nonostante nel corso degli anni si siano verificati sempre più spesso gravi episodi di atti di nonnismo, ed anche diversi omicidi legati al fenomeno, si avvertì nel corso del tempo una generale avversione alla coscrizione obbligatoria da parte della società italiana.[senza fonte]
Per la sospensione del servizio militare di leva, non l'abolizione, visto che sarebbe stata necessaria una legge costituzionale di modifica dell'articolo 52 (il quale dispone: "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino" e sancisce l'obbligatorietà del servizio militare "nei limiti e modi stabiliti dalla legge"), vennero poste le basi con la legge 14 novembre 2000 n. 331 (emanata durante il Governo Amato II, di cui il principale promotore fu però il senatore Carlo Scognamiglio, durante il Governo D'Alema I), che conferiva al Governo la delega a emanare disposizioni concernenti la graduale sostituzione, entro sette anni, dei militari in servizio obbligatorio di leva con volontari di truppa, che fissò l'organico dell'esercito italiano in numero di 190.000 unità.
Tale legge, benché già anelata da vari politici già negli anni immediatamente precedenti, ebbe un impulso decisivo con i fatti emersi nell'agosto del 1999 con la morte, avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite, del paracadutista siracusano Emanuele Scieri in forza alla Brigata Folgore, in servizio presso la Caserma Gamerra C.A.PAR Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa (che ancora vede i colpevoli impuniti),e la venuta alla luce di comportamenti ritenuti istigatori al razzismo da parte di alcuni ufficiali.
La suddetta norma del 2000 prevedeva la possibilità del ripristino dell'obbligo della coscrizione, di una o più classi, solo in caso di carenza di soldati, e in due casi particolari:
se sia deliberato lo stato di guerra ai sensi dell'art. 78 della Costituzione
in caso di gravissime crisi internazionali in cui l'Italia sia direttamente coinvolta o in ragione della sua appartenenza ad una organizzazione internazionale.
La sospensione venne sancita formalmente con il decreto legislativo 8 maggio 2001 n. 215, a partire dal 1º gennaio 2007 emanato durante il secondo governo Amato, emanato in ottemperanza ai dettami della legge 331/2000, che introdusse pure nuove norme sul rinvio degli ultimi coscritti.
Tale sospensione venne tuttavia anticipata è stata disposta con la legge 23 agosto 2004 n. 226, emanata durante il secondo governo Berlusconi: la norma, modificando il decreto legislativo n. 215/2001, fissava la sospensione delle chiamate per lo svolgimento del servizio di leva a decorrere dal 1º gennaio 2005, disponendo comunque la chiamata al servizio, fino al 31 dicembre 2004, per tutti i soggetti nati entro il 1985 incluso[9](ultima classe chiamata alle armi) tranne che nel caso costoro avessero presentato domanda di rinvio per motivi di studio entro il 31 dicembre 2004. Il successivo decreto legge 30 giugno 2005 n. 115 stabilì infine che a decorrere dal 1º luglio il personale di leva in servizio potesse, con apposita domanda, cessare anticipatamente il servizio.
Dal 1º gennaio 2005 quindi l'arruolamento in tempo di pace è divenuto sostanzialmente non più coatto, ma su base esclusivamente volontaria e a carattere professionale (VFP1 e VFP4).
La materia infine ha trovato una organica disciplina nel decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 66 (Codice dell'ordinamento militare) che limita la coscrizione obbligatoria (leva), o meglio il suo ripristino, alle summenzionate condizioni riportate in tale norma all'art. 1929.
Tuttavia, nonostante l'entrata in vigore delle nuove norme, la legge comunque non esime i comuni dalla formazione delle liste di leva, nelle quali continuano ad iscritti i cittadini italiani di sesso maschile all'anno del compimento del loro 17º anno di età. Vedasi ad esempio nelle ipotesi disciplinate dal libro VIII del D.P.R. 15 marzo 2010 n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare).

La mini naja
Con le Sentenze della Corte costituzionale n. 164 del 1985 e n. 228 del 2004 si è sancito che il dovere Costituzionale dei cittadini della Difesa della Patria, può venire svolto in maniera equivalente con modalità diverse e/o estranee alla Difesa militare.
Con DPCM del 18 febbraio 2004 è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Comitato di consulenza per la difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN).
I vari ambiti di intervento di peacekeepers, detti anche operatori di pace, sono:
-prevenzione dei conflitti (“conflict prevention”);
-edificazione della pace (“peace making”);
-mantenimento della pace (“peacekeeping”);
-assistenza umanitaria (“humanitarian aid”);
-consolidamento della pace (“peace building”).
Esempi dell'applicazione di tali principi sono, anche a livello internazionale ed europeo, i cosiddetti corpi civili di pace ed i caschi bianchi.
[fonte wikipedia]

Commenti

  1. un articolo ben inerente - http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=13310

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