Otturazioni pericolose: Il mercurio causa Alzheimer e Parkinson, ma i dentisti lo usano

Il mercurio è stato bandito dai termometri, ma non dalla bocca dei pazienti. Ogni otturazione dentale, infatti, contiene circa un grammo di mercurio e quest’ultimo costituisce il 52% del composto (ma in esso ci sono anche argento, rame, stagno, zinco, palladio ed indio). Questi metalli sono indagati per essere la concausa di malattie debilitanti come sclerosi multipla, Alzheimer e Parkinson. Già da parecchi anni Svezia, Norvegia e Danimarca hanno proibito l’uso di tali sostanze in ambito medico, ma l’Italia desiste. «L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dimostrato che l’80% delle patologie non causate da virus sono dovute ad intossicazione da metalli pesanti» ha spiegato l’odontoiatra Volfango Perotti, rappresentante umbro del comitato Mercurio Zero.

Mercurio Zero è un forum, costituito da medici e pazienti, che supporta l’approvazione del disegno di legge n. 3510 (26/05/10), che mira ad abolire nella Penisola l’uso dell’amalgama. Il documento menzionato afferma che gli effetti noti dell’esposizione al mercurio sono: danni alla vista e all’udito, paralisi, insonnia, instabilità emotiva, ritardi dello sviluppo, deficit della memoria, irritabilità e dermatosi aspecifiche, sclerosi multipla, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica e molte altre patologie neurologiche.
Cosa avviene nell’organismo? «Qualora il mercurio venisse assunto dal corpo esso andrebbe a depositarsi soprattutto nel sistema nervoso centrale e nei reni» ha ricordato Perotti  «l’azione di questo metallo pesante, meno tossico soltanto del plutonio, è quella di distruggere la guaina mielinica che riveste ogni singolo nervo. Quest’ultimo, tolta la guaina, muore e non si rigenera. Così s’innesca il processo domino che è alla base delle malattie degenerative». Dunque togliere il mercurio dai nostri denti sarebbe quasi una rivoluzione per la salute pubblica. E come spesso accade le rivoluzioni avvengono dal basso.

Si chiama Cristiana Di Stefano, ha 48 anni: tutto è partito da lei. Dopo aver scoperto la sua sclerosi multipla e l’intossicazione cronica causata da metalli pesanti si è ostinata, a partire dal 2007, nel proporre un disegno di legge che vietasse queste sostanze in campo medico. Così ha iniziato a tempestare di e-mail tutti i parlamentari per sensibilizzarli sull’argomento. «Il ddl 3510, stilato dall’on. Domenico Scilipoti, se non rimanesse bloccato in Parlamento, come lo è già da un anno, sarebbe un passo avanti» ha  commentato Cristiana.

Un ddl però «riduttivo. Non prevede infatti il controllo preventivo fornito dal sistema sanitario nazionale per tutti i cittadini che lo richiedano e non parla inoltre di eliminazione di adiuvanti (a base di metalli pesanti, ndr) dai vaccini, né di formazione per gli odontoiatri sulla rimozione protetta».

INTOSSICAZIONE DA MERCURIO: Per far capire di cosa significhi intossicazione cronica da mercurio «vi devo confidare che è da circa nove anni, ovvero da quando mi sono disintossicata dai metalli pesanti, che la mia malattia ha avuto un arresto. I medici gridano al miracolo, ma secondo me è frutto della disintossicazione». Cristiana ha consigliato quindi «di togliere gli amalgami e di sottoporsi al mineraltest (chiamato anche Tima o mineralogramma, ndr), per fare la mappa della propria salute». C’è un però: «Purtroppo questo tipo di esame non si può fare con convenzioni statali e in Italia lo fa un laboratorio soltanto, quello del dr. Gerardo Rossi a Civitanova Marche»

L’Andi: «La sostanza è innocua» Di tutt’altro avviso è l’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi).  Secondo la quale il mercurio contenuto nell’amalgama non sarebbe più libero di sprigionarsi nella bocca del paziente, e quindi diventerebbe innocuo, grazie al legame con gli altri metalli. L’Andi inoltre ribadisce l’esistenza di articoli scientifici che dimostrano la citotossicità anche dei materiali sostitutivi all’amalgama. Quest’ultimi sono le resine composite, spesso ricavate da derivati del petrolio. «Un recente studio, del 2008, fatto in vivo su 507 bambini» ha riferito il dott. Carlo Ghirlanda, segretario culturale Andi «ha ricercato la presenza di segni neurologici nei pazienti a cui, a random, sono stati eseguiti amalgami o compositi. Lo studio è durato sette anni e non ha dimostrato nessuna differenza statisticamente significativa tra i due gruppi».

In realtà il problema, sempre secondo Ghirlanda «è piuttosto complesso poiché i fattori in gioco sono molteplici tra cui età del paziente, dimensioni del dente e presenza di infiammazioni».

L’UE HA CHIESTO DI VALUTARE LA SOSPENSIONE. Lo scorso 15 marzo il Cese (Comitato economico e sociale europeo) per la prima volta si è pronunciato in materia, raccomandando alla Commissione e a tutti Stati membri di valutare la possibilità di sopprimere progressivamente l’uso del mercurio in odontoiatria e di far adottare separatori di amalgama in tutte le cliniche odontoiatriche.
[fonte signoraggio]

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