Si può essere grassi e sani", in soffitta l'indice di massa corporea

Gli esperti: per la salute contano di più silhouette e circonferenza in vita. Pronto un nuovo algoritmo. Meno rischi di ammalarsi per chi è sovrappeso ma ha un buon metabolismo.

All'inizio i medici hanno guardato i dati con incredulità. Uno studio mostrava chiaramente che in media le persone sovrappeso vivono più a lungo di quelle in linea. La ricerca dei Centers for Disease Control and Prevention, condotta su quasi 3 milioni di americani e pubblicata a gennaio suJama, sembrava andare contro uno dei dogmi più solidi della medicina: che i chili di troppo causino diabete, problemi al cuore e aumentino il rischio di cancro.

In realtà, spiega oggi un editoriale su Science, a essere sbagliato non è l'assioma che l'obesità faccia male alla salute. Ma è il metodo con cui l'obesità viene calcolata: quell'indice di massa corporea che è in vigore da quasi un secolo, ma che secondo la maggior parte dei nutrizionisti dovrebbe esseremandato decisamente in pensione. Da un lato infatti sottostima il numero dei veri obesi. Dall'altro include fra i sovrappeso le persone molto alte o muscolose.

Per sostituire l'indice di massa corporea è già pronto un altro algoritmo (a dire il vero assai più complicato), che dà maggiore importanza a forma del corpo, circonferenza della vita, rapporto fra massa grassa e massa magra (quindi dimensioni dei muscoli) e altezza.

Il nuovo sistema, chiamato Absi (a body shape index: un indice della forma del corpo) è stato messo a punto l'anno scorso dai ricercatori del City College di New York. E viene sposato oggi dalla rivista scientifica più prestigiosa d'America per risolvere le contraddizioni emerse in alcuni studi, l'ultimo dei quali è quello pubblicato su Jama.

"L'indice di massa corporea non tiene conto della distribuzione del grasso" scrive Science. "Il tessuto adiposo dell'addome predispone a diabete e malattie cardiovascolari, mentre quellodistribuito in zone periferiche sembra essere più innocuo per la salute". 

La massa magra (cioè i muscoli) al contrario sono un indicatore di salute "perché smaltiscono la maggior parte del glucosio che assumiamo con l'alimentazione ". Ecco perché quel 10 per cento della popolazione americana che è sovrappeso, ma ha un metabolismo perfettamente funzionante (pratica sport, ha insulina e zuccheri a livelli normali) ha un rischio di ammalarsi inferiore rispetto all'8 per cento di persone con il peso nella norma, ma poca voglia di muoversi, pancetta, scarsa capacità di produrre insulina per smaltire gli zuccheri e alto rischio di ammalarsi di diabete.

Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca all'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, conferma: "Ormai è chiaro che il grasso dell'addome, a differenza di quello delle altre zone del corpo, è più soggetto a infiammazione e mette in circolo sostanze che promuovono l'aterosclerosi e alcuni tumori.

Il rapporto fra massa grassa e magra è un indicatore molto più preciso dell'indice di massa corporea. Per misurarlo esistono apparecchi che si chiamano bioimpedenziometri. Alcuni modelli, non troppo accurati ma semplici da usare, sono già in vendita, applicati alle bilance".

Oltre all'indice di massa corporea, anche il concetto di caloria viene oggi messo in discussione. Un articolo suScientific Americandi agosto svela quanta variabilità ci sia dietro al conteggio che troviamo sulle etichette dei cibi, e che risale a tabelle messe a punto nell'800. Uno stesso alimento fornisce energia diversa se è crudo o cotto: in questo secondo caso la digeribilità, quindi l'assorbimento di calorie, aumenta.

Se è ricco di proteine o integrale (in entrambi i casi il corpo fa più fatica a digerirlo, quindi le calorie assorbite diminuiscono). E se l'intestino è popolato da alcuni tipi di batteri che facilitano l'assimilazione, e che non a caso sono presenti in grandi proporzioni nelle persone obese.
[fonte rep.ca]

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