Tumori del sangue, individuate nuove cause genetiche

Specifiche mutazioni a carico del DNA sono correlate ad alcune comuni forme di tumori del sangue: sono quelle che colpiscono la coesina nel caso delle neoplasie mieloidi e il gene TERC nel caso del mieloma. Lo hanno scoperto due studi indipendenti, proseguendo sulla strada di una comprensione sempre migliore delle possibili cause genetiche di queste patologie e di un miglioramento degli approcci terapeutici.

Nuovi dati sui fattori genetici che predispongono ai tumori del sangue sono stati ottenuti da due studi indipendenti pubblicati sulla rivista “Nature Genetics”.

Nel primo studio, firmato da Ayana Kon, dell'Università di Tokyo e colleghi di un'ampia collaborazione di istituti di ricerca giapponesi, è stata condotta un'analisi approfondita dei dati genetici riguardanti 29 pazienti con neoplasie mieloidi, cioè tumori che riguardano le cellule staminali che si trovano nel midollo osseo, da cui si originano le altre linee cellulari del sangue. Oltre a ciò, gli autori hanno condotto un'analisi mirata di 581 campioni di varie forme di neoplasie mieloidi alla ricerca di possibili mutazioni nei geni che codificano per la coesina, un complesso proteico responsabile della coesione tra porzioni di cromosomi durante la replicazione cellulare e coinvolto anche in altri processi tra cui la regolazione dell'espressione genica e la riparazione del Dna in caso di danneggiamento. 

Alcuni precedenti risultati avevano fatto ipotizzare un coinvolgimento di mutazioni della coesina nell'insorgenza delle neoplasie mieloidi, dovute probabilmente a una disregolazione dei processi di espressione genica in cui è coinvolta la stessa proteina.

I risultati di Kon e colleghi hanno confermato questa ipotesi, documentando frequenti mutazioni e delezioni a carico delle quattro porzioni che compongono la coesina, e precisamente nel 12,1 per cento dei casi di leucemia mieloide acuta, nell'8 per cento delle sindromi mielodisplastiche, nel 10,2 per cento delle leucemie mieloidi croniche.

Nel secondo studio, condotto da Daniel Chubb, del Institute of Cancer Research del Surrey, nel Regno Unito e colleghi di un'ampia collaborazione europea, è stato individuato nel gene denominato TERC il principale legame tra l'invecchiamento e il rischio di insorgenza di mieloma, attualmente la forma più comune di tumore del sangue in cui i globuli bianchi chiamati plasmacellule si moltiplicano in modo incontrollato, accumulandosi nel midollo osseo e disturbando la normale produzione di cellule del sangue. 

In un precedente studio, lo stesso team aveva scoperto un maggior rischio d'insorgenza del mieloma in soggetti portatori di tre mutazioni del gene TERC, che regola un'importante processo che riguarda il genoma nel suo complesso: l'accorciamento dei telomeri, i “cappucci” di sequenze nucleotidiche non codificanti che proteggono gli estremi delle molecole di DNA.

In condizioni fisiologiche, i telomeri subiscono un accorciamento progressivo a ogni duplicazione cellulare, determinando l'invecchiamento delle cellule e quindi dei tessuti. Alcune cellule tumorali tuttavia sembrano in grado di poter ignorare questo segnale d'invecchiamento per poter continuare a replicarsi in modo incontrollato.

Nello studio sono stati confrontati i corredi genetici di quasi 4700 pazienti affetti da mieloma e di quasi 11.000 soggetti sani. Grazie anche al confronto con altri campioni raccolti in istituti di ricerca in Germania, gli autori sono riusciti a individuare quattro nuove varianti genetiche di TERC che predispongono all'insorgenza del mieloma.

“Sappiamo che spesso il cancro sembra ignorare gli usuali sistemi di controllo sull'invecchiamento e sulla morte cellulare, ed è stato estremamente importante aver documentato che nel caso dei tumori del sangue si tratta di un collegamento genetico diretto”, ha commentato Richard Houlston, coautore delllo studio. “La speranza è che la comprensione della complessa genetica dei tumori del sangue possa infine consentire una valutazione individualizzata del rischio o l'identificazione di nuove strategie di trattamento”.
[fonte lescienze]

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