Anno positivo per la banchisa polare, ma è subito confusione climatica

L'organismo statunitense incaricato di monitorare e informare il pubblico sullo stato di neve, ghiacciai e aree polari, informa che quest'anno è ben più estesa (2.35 milioni di chilometri quadrati) dell'anno scorso. Gli scettici sui cambiamenti climatici esultano. Ma l'ottimismo è fuori luogo. E gli esperti spiegano perché.

Siamo al termine dell'estate e l'estensione della banchisa polare sta per raggiungere il minimo stagionale. Il National Snow and Ice Data Center (NSDIC), l'organismo statunitense incaricato di monitorare e informare il pubblico sullo stato di neve, ghiacciai e aree polari, informa infatti che quest'anno la banchisa è ben più estesa (2.35 milioni di chilometri quadrati) dell'anno scorso. Una "vittoria" facile, visto che l'anno scorso la banchisa registrava comunque un record negativo storico. Anche se è ancora presto per fornire dati precisi, i media cominciano a trarre conclusioni, spesso affrettate, talvolta fuorvianti.

La notizia di un anno positivo per il ghiaccio marino del polo nord, anche se non ancora ufficializzata dallo NSDIC, è stata già ripresa da diversi media, tra cui il britannico Mail on Sunday che è stato a sua volta diffuso dai media on-line e dai blogger scettici sui cambiamenti climatici i quali hanno inneggiato a un dietrofront degli esperti sul cambiamento climatico. 

La verità è però più complessa, come spiega Sergio Castellari, referente per l'Italia dell'IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), l'organismo internazionale che raccoglie gli studi di migliaia di ricercatori per informarci sugli scenari futuri del clima terrestre. Il climatologo del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, con sede a Bologna, spiega: "Dal 1979, cioè da quando i satelliti artificiali ci inviano immagini dell'Artico, la banchisa è andata ritirandosi, con minimi storici negli anni 2007, 2011 e 2012". Un anno di ripresa, dice dunque poco agli esperti: "Quello che conta è la tendenza a lungo termine, e su questo non abbiamo dubbi: dal 1979 il ghiaccio marino artico estivo è in diminuzione".

Il fatto poi che i media, tra cui la BBC, e qualche ricercatore avventato abbiano proclamato qualche anno una catastrofica disfatta della banchisa per il 2030 non cambia lo stato delle cose. "Io credo che sia sbagliato abituare la gente all'idea che ogni giorno il clima diventerà più caldo, perché ogni evento che va controcorrente finirà per genererà confusione". Ma, sottolinea Castellari, esiste una variabilità naturale nel sistema climatico e lo sforzo che la comunità scientifica internazionale sta facendo è quella di vedere oltre a queste variazioni e capire quale sarà la tendenza nei decenni che ci attendono.

Niente "boom di espansione dei ghiacci artici", dunque (e purtroppo), ma solo una stagione estiva che per la banchisa polare si avvia a concludersi positivamente rispetto agli ultimi anni. La maggior estensione del ghiaccio non è una "scoperta" che sconvolge la comunità scientifica, come riportano alcuni media. Siamo invece dinanzi a variazioni naturali e si sovrappongono a quelle di origine umana. E niente comitati di crisi speciali dell'IPCC a fine settembre a Stoccolma per spiegarsi come mai una "rimonta" artica. 

"Chi ha scritto così ha fornito una informazione scorretta alimentando soltanto la confusione generale che dilaga su questo tema", dice con fermezza Castellari. "A fine Settembre a Stoccolma avrà luogo una riunione plenaria IPCC in cui i governi discuteranno e accetteranno il rapporto del primo Gruppo di Lavoro dell'IPCC, e il relativo sommario per i politici sullo stato del clima e le basi scientifiche da cui sono tratte le conclusioni del gruppo di lavoro. L'incontro e la pubblicazione del sommario sono pianificate da anni". Sarebbe bastato visitare il sito dell'IPCC per informarsi correttamente ed evitare di contribuire a confondere le acque e le idee del pubblico.
[fonte rep.ca]

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