Il terremoto più profondo mai registrato lascia perplessi i sismologi, nessuno sa cosa l’abbia provocato

Un terremoto magnitudo 8.3 ha avuto luogo molto in profondità nel Mare di Okhotsk il 24 maggio 2013, ed ha lasciato i sismologi nello sconcerto e nella perplessità. L’epicentro è stato a 609 km, ma l’intensa pressione della faglia a quella profondità dovrebbe inibire l’ipotesi di frattura che invece ha avuto luogo.

“E’ un mistero come si verifichino questi terremoti. Come può la roccia slittare su altra roccia così velocemente mentre è sottoposta alla pressione di 610 km di roccia sovrastante?” ha dichiarato Thorne Lay, docente alla University of California. Lay è coautore di uno studio, pubblicato il 20 settembre su Science, che analizza le onde sismiche del terremoto avvenuto nel Mare di Okhotsk. L’altro autore Lingling Ye, collaboratore di Lay, ha condotto le analisi sismiche, che hanno rivelato che si è trattato del terremoto più intenso e profondo mai registrato, con un momento sismico maggiore del 30% rispetto all’evento classificato al secondo posto, un terremoto del 1994 in Bolivia.

I terremoti che si verificano a grandi profondità solitamente non provocano scosse in superficie tali da costituire un pericolo, ma sono più che altro di grande interesse scientifico.

L’energia rilasciata dal terremoto nel Mar di Okhotsk ha prodotto vibrazioni che sono state registrate da molte migliaia di stazioni sismiche in tutto in mondo. Secondo gli autori dello studio avrebbe rilasciato tre volte l’energia rilasciata dal terremoto boliviano, paragonabile ad un’esplosione di 35 megatoni di tritolo. Anche l’area e la velocità di rottura sono risultati molto più grandi: la frattura si estendeva per oltre 180 km, “la più grande frattura provocata da un terremoto profondo mai registrata finora,” dichiara Lay.
2“Sembra molto simile ad un evento superficiale, mentre l’evento boliviano è stato molto lento e sembra abbia coinvolto un tipo differente di faglia, con deformazioni e non con rottura rapida e slittamento di roccia,” dichiara Lay.

I ricercatori hanno attribuito le differenze tra i due maggiori eventi a differenze di età e temperatura della zona di subduzione. La zona di subduzione del Pacifico al di sotto del Mar di Okhotsk è molto più fredda rispetto alla zona di subduzione coinvolta nel terremoto in Bolivia.

Il terremoto del Mare di Okhotsk potrebbe aver coinvolto un’ulteriore rottura di una faglia quando la placca oceanica si è piegata nella zona di subduzione di Kuril-Kamchatka. Ma il meccanismo che ha dato inizio alla frattura rimane sconosciuto: “Se la faglia scivola, la frizione scioglie la roccia che genera quindi fluido. Ma ci dev’essere comunque qualcosa che dà inizio allo slittamento. Qualche reazione tra minerali può aver dato il calcio d’inizio, ma non possiamo dirlo con certezza. Possiamo solo dire che sembra un evento di superficie,” ha concluso Lay.
[fonte meteoweb]

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