Terremoti, li studieremo dallo spazio:accordo Italia-Cina per il monitoraggio

L'Agenzia Spaziale Italiana e la China National Space Administration hanno firmato a Pechino, un  protocollo d'intesa con lo scopo di ospitare un payload italiano a bordo del satellite cinese Cses, China Seismo-Electromagnetic Satellite: "Il principale obiettivo della missione è la ricerca su vari tipi di fenomeni di tipo elettromagnetico e la loro correlazione con fenomeni geofisici.

Studiare e monitorare dallo spazio le attività sismiche della Terra. Con questo obiettivo l'Agenzia Spaziale Italiana e la China National Space Administration hanno firmato oggi, a Pechino, un importante Memorandum of Understanding (MoU). Ad annunciarlo è l'Asi spiegando che il protocollo d'intesa ha lo scopo di ospitare un payload italiano a bordo del satellite cinese Cses, China Seismo-Electromagnetic Satellite. "Il principale obiettivo scientifico della missione -spiega l'Agenzia Spaziale Italiana- è la ricerca su vari tipi di fenomeni di tipo elettromagnetico e la loro correlazione con fenomeni geofisici, per contribuire al monitoraggio dei terremoti dallo spazio nel contesto delle Scienze della Terra.

"Diversi studi -ricorda l'Asi- hanno evidenziato la possibile esistenza di correlazioni temporali tra emissioni elettromagnetiche legate all'attività sismica della Terra da una parte e il verificarsi di perturbazioni nel plasma iono-magnetosferico. E l'Italia è sempre stata all'avanguardia in questo settore". "L'accordo di oggi si muove in un terreno di ricerca fortemente innovativo, dove i risultati -afferma il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese- non sono scontati, ma le strade che stiamo aprendo possono dare importanti elementi di conoscenza. L'unione delle capacità scientifiche dell'Agenzia italiana e cinese può portare a più di un risultato positivo".

Dal 2004, riferisce l'Asi, rapporti di regolare collaborazione tra i gruppi di ricerca Italiani dell'Infn guidati da Roberto Battiston dell'Università di Trento (Infn-Tifpa) e cinesi del Cea (China Earthquake Administration) hanno l'obiettivo, sottolinea l'ente spaziale italiano, "di sviluppare la strumentazione di bordo del primo satellite cinese, chiamato Cses, dedicato allo studio dell'ambiente elettromagnetico attorno alla terra e dotato della strumentazione più avanzata esistente nel settore". L'Italia contribuirà dunque al satellite cinese Cses con uno strumento innovativo dedicato alla misura delle particelle energetiche che precipitano dalle fasce di Van Allen a seguito di disturbi elettromagnetici. Lo strumento Italiano sarà chiamato Limadou, in onore del famoso esploratore italiano Matteo Ricci e sarà realizzato dall'Infn nell'ambito di una collaborazione che vede coinvolti i centri Infn e le Università di Trento, Roma Tor Vergata, Perugia e Bologna".

Il satellite avrà a bordo un'intera gamma di strumenti (magnetometri fluxgate e search-coil, rivelatori di particelle di alta energia, Lp-Rpa e ion drift meter) che serviranno a rivelare congiuntamente perturbazioni di diversi parametri e grandezze fisiche.

Cses, dopo la realizzazione di quello francese Demeter, "è destinato a raccogliere un'imponente mole di dati nel monitoraggio dei campi elettrico e magnetico, della temperatura elettronica e ionica, della densità di plasma e dei flussi di particelle intrappolate", dichiara l'Asi. In particolare, Cses sarà sviluppato, integrato e testato dalla Cnsa. La piattaforma Cast sarà progettata e fornita dall'agenzia spaziale di pechino attraverso Dfh (DFH Satellite Co.ltd) per ospitare i payload cinesi e italiani. Il payload italiano sarà progettato e fornito dall'Asi attraverso una collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La vita operativa del satellite sarà di cinque anni e il lancio è previsto per settembre 2016.

"La partecipazione dell'Italia al progetto Cses -sottolinea Roberto Battiston, professore dell'Università di Trento e presidente della Commissione Astroparticelle dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare- prevede la realizzazione di un rivelatore di precisione per la misura degli elettroni che precipitano nell'atmosfera dalle fasce di Van Allen". "In questo modo -spiega Battiston- potremo sottoporre a verifica scientifica rigorosa i meccanismi che collegano il nostro pianeta e le sue dinamiche interne al plasma che circonda la terra, con l'obbiettivo di sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio sismico dallo spazio".
[fonte rep.ca]

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