Tumore dello stomaco

Il carcinoma dello stomaco è uno dei tumori maligni più frequenti: anche se la sua incidenza è in progressiva diminuzione in tutti i paesi industrializzati, esso rappresenta ancora la seconda causa più comune di morte per tumore nel mondo, ed il 30% delle morti oncologiche. È piuttosto raro che il tumore allo stomaco colpisca soggetti con meno di 40 anni (solo il 5% di tutti i casi) e la frequenza della malattia aumenta nelle età successive, raggiungendo l'incidenza più alta intorno ai 70 anni; vengono colpiti più uomini che donne.

La maggior parte dei tumori gastrici origina nell' ultima porzione dello stomaco (piloro), anche se, negli ultimi anni, stanno prendendo sempre più piede tumori che originano nelle prime porzioni dello stomaco (cardias). In Europa, al primo posto per incidenza di questo tumore c'è il Portogallo, mentre l'Italia occupa la sedicesima posizione. Toscana ed Emilia Romagna sono le regioni con il più alto numero di tumori gastrici (70 casi su 100 mila persone).

Cause di tumore allo stomaco
La causa è sconosciuta; sono state però individuate varie condizioni predisponenti, tra cui:
Fattori genetici: il cancro dello stomaco è particolarmente frequente in alcune famiglie. I pazienti affetti da sindrome di Linch di tipo II (che sviluppano un tumore del colon senza essere affetti da polipi, che di solito precedono il tumore), presentano un elevato rischio di tumore dello stomaco. L'incidenza della malattia nei familiari dei soggetti che ne sono affetti è più alta di 23 volte rispetto alla popolazione generale. Nell'ambito di una stessa nazione, inoltre, ad essere più frequentemente colpiti di altri sono, spesso, particolari gruppi etnici (neri americani, popolazione di origine celtica). Inoltre, l'incidenza del tumore allo stomaco tra i soggetti di gruppo sanguigno A è maggiore del 10-20% che nella restante popolazione.
Fattori geografici: il cancro gastrico tende ad essere più frequente in alcuni paesi e, nell'ambito della stessa nazione, l'incidenza può variare nelle diverse zone (maggiore al nord che al sud, nelle regioni a clima freddo rispetto a quelle a clima caldo); inoltre, è stato osservato che gli emigrati da paesi ad elevata incidenza verso altri ad incidenza bassa presentano una diminuzione della frequenza della malattia.

Fattori metabolici e nutrizionali: ci sono chiare correlazioni tra alcuni cibi consumati nei paesi ad alto rischio e l'incidenza del tumore allo stomaco; la dieta comune in queste nazioni è ricca di carboidrati e cereali, ma povera di frutta fresca e verdura, di Grassi e di vitamine, soprattutto vitamina A. Non sembra che tale composizione dietetica sia di per sé cancerogena, piuttosto essa sarebbe in grado di favorire l'azione di eventuali patogeni (batteri o altro) nei confronti della mucosa gastrica. È stato visto, inoltre, che alcune sostanze chimiche chiamate nitrosamine (che contengono azoto ed ossigeno), possono provocare il tumore allo stomaco. Questi nitrocomposti si formano nell'uomo quando i nitrati, che sono contenuti in alcuni alimenti, vengono trasformati in nitriti nello stomaco; i nitriti a loro volta, sempre in questa sede, interagiscono con le amine, formando nitrosamine, che hanno attività cancerogena. La trasformazione di nitrati e nitriti in nitrosamine avverrebbe ad opera di batteri che spesso colonizzano lo stomaco già affetto da altre malattie, come la gastrite atrofica. I nitrati si trovano principalmente nei cibi affumicati, poiché hanno la funzione di conservanti; li possiamo trovare, in piccole quantità, anche in pesce, carne, salumi, formaggi e birra. Anche il fumo è visto come un fattore capace di aumentare il rischio di tumore dello stomaco.

Gastrite atrofica: è una malattia precancerosa, cioè precede lo sviluppo del tumore allo stomaco, che su di essa può originare più facilmente. E' caratterizzata dalla progressiva scomparsa delle ghiandole dello stomaco e dalla presenza, in oltre il 40% dei casi, di ghiandole che si trovano nell'intestino (metaplasia intestinale), quindi atipiche per la regione gastrica. È una malattia molto frequente, infatti ne soffre il 20-25% dei giovani apparentemente sani ed il 50-60% degli anziani, ed è stata associata al 90% dei casi di tumore allo stomaco.

Anemia perniciosa: il 6% dei pazienti affetti da questa malattia sviluppa nel tempo il cancro gastrico (il rischio è 23 volte maggiore che nella popolazione generale); anche in questo caso la condizione predisponente sta nelle modificazioni dovute alla metaplasia intestinale.

Polipi gastrici: questi tumori benigni vanno considerati come vere e proprie lesioni precancerose: l'1,5% circa di tutti i pazienti affetti da disturbi gastrici sono affetti da polipi, che costituiscono il 10% di tutti i tumori dello stomaco. La probabilità di degenerazione maligna aumenta con l'aumento delle dimensioni del polipo (in particolare se il diametro supera i 2 cm).
Ulcera gastrica: la frequenza della degenerazione tumorale di questa malattia è assai variabile (in media ciò avviene nel 10% dei casi). Le ulcere di piccole dimensioni sembrano degenerare meno frequentemente rispetto a quelle di dimensioni maggiori; in realtà, la degenerazione maligna di un'ulcera benigna è un evento estremamente raro.

Helicobacter pylori: esiste un'associazione tra infezione dovuta a questo microrganismo e tumore allo stomaco (il rischio è più alto di 36 volte). Tale associazione non sembra essere correlata allo sviluppo dell'ulcera, che spesso si verifica in questi soggetti, ma si pensa che sia da mettere in relazione all'insorgenza di gastrite cronica atrofica indotta dal microrganismo.

Sintomi tumore allo stomaco
Il tumore allo stomaco può decorrere per lungo tempo asintomatico o con sintomatologia lieve, così da ostacolare spesso la possibilità di una diagnosi tempestiva; è calcolato (mediamente) in 68 mesi il tempo che intercorre tra la comparsa dei primi sintomi e la prima osservazione da parte del medico. Nella maggior parte dei casi i primi sintomi sono rappresentati da disturbi digestivi: vago senso di fastidio e di ripienezza in epigastrio (la regione dell'addome subito sotto lo sterno), dolore riferito come "bruciore di stomaco", che non si risolve con i farmaci anti-acidità gastrica, rigurgiti di cibo e di materiale acido, eruttazioni, digestione prolungata, nausea e vomito; in circa il 25% dei casi i sintomi iniziali possono simulare un'ulcera, con tipico dolore che si accentua con i pasti. Altre volte, in assenza di qualsiasi sintomatologia a carico dell'apparato digerente, i sintomi iniziali sono di ordine generale: facile affaticamento, febbre, perdita di peso, anoressia (mancanza di appetito) generica o più specifica per un determinato alimento (soprattutto la carne, per questo chiamata sarcofobia), perdita di desiderio del fumo. È meno frequente, ma a volte succede, che l'esordio sia rappresentato da un emorragia con sangue emesso con il vomito o presente nelle feci. Talvolta, precedendo anche di molti mesi qualsiasi altro sintomo, l'esordio è rappresentato dall'anemia sideropenica (da carenza di ferro). Con il progredire della malattia, le manifestazioni cliniche di carattere generale e quelle digestive divengono più marcate e frequenti, associate anche alla comparsa di edemi (ritenzione di liquidi, gonfiore) soprattutto alle caviglie, e provocati dalla carenza di proteine, dovuta al ridotta assunzione con la dieta ed alla loro dispersione da parte delle porzioni di tumore. Può essere presente febbre e, nei confronti di alcuni cibi, classicamente la carne, il paziente può avere una invincibile ripugnanza. Non infrequente è il vomito, spesso di materiale brunastro (caffeano) da emorragia all'interno dello stomaco. Possono essere presenti anche dolore oppressivo dietro lo sterno, diarrea e dolori alla parte inferiore dell'addome. In circa il 40% dei pazienti è possibile palpare una massa in epigastrio, soprattutto nelle fasi più avanzate in cui, inoltre, è frequente un aumento di volume del fegato e dei linfonodi (soprattutto quelli sopra la clavicola sinistra), per le metastasi. I pazienti appaiono pallidi per l'anemia, si sentono senza forze e, nelle forme più avanzate, possono presentare ascite (liquido nell'addome), un colorito più scuro della cute (iperpigmentazione) e, nella donna, aumento di volume delle ovaie dovuto a metastasi bilaterali.
[fonte my-personaltrainer]

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