Shutdown Usa, Obama: «Rischi per il mondo» Governo verso la paralisi. In bilico 800 mila statali americani

Lo spettro del cosiddetto shutdown in Usa pare ormai inevitabile e alla mezzanotte di Washington, termine ultimo per un accordo sul bilancio in Congresso che sembra un miraggio, lo Stato federale potrebbe non essere in grado di pagare gran parte dei servizi pubblici, con almeno 800 mila statali a rischio licenziamento.

Nonostante gli appelli del presidente Barack Obama, che ancora non si è rassegnato all'idea, il muro contro muro tra repubblicani e Casa Bianca pare aver prevalso.

Il dollaro è la valuta «riserva del mondo» ha ammonito Obama, che non intende essere ostaggio dei veti estremisti posti dal Tea party, e che ha ricordato come una 'chiusura' dello Stato americano avrebbe «ripercussioni non solo sull'economia Usa ma anche su quella mondiale».

«CITTADINI SENZA STIPENDIO». «Lo shutdown avrà un fortissimo impatto reale sulla vita quotidiana di tanti americani», ha aggiunto, «rimarranno senza stipendio, ma dovranno pagare le bollette e i mutui».

STOP ATTIVITÀ «NON ESSENZIALI». Con lo shutdown a scattare sarebbe innanzitutto la fine del finanziamento di tante attività statali considerate «non essenziali». Una mazzata incredibile al Pil americano, si stima un meno 1,4 se la 'chiusura' dovesse durare un mese. Probabile anche un aumento del debito di circa 2 miliardi di dollari e durissimi effetti sulla disoccupazione: sono circa 800mila le persone che potrebbero perdere il loro posto di lavoro nelle prossime settimane.

A WASHINGTON 200 MLN DI DOLLARI DI DANNI AL GIORNO. Oltre che impatti internazionali la crisi è destinata a colpire soprattutto la capitale, Washington, l'area dove c'è la più alta concentrazione di uffici federali dove si potrebbe generare una perdita di 200 milioni di dollari al giorno per le casse dello Stato, e una crisi occupazionale per il 60% dei 377 mila ministeriali che lavorano nei palazzi a due passi dalla Casa Bianca, il celebre Federal Triangle.

LOTTA SULLA OBAMACARE. La ripicca del Grand Old Party, che intende appunto provocare lo shutdown, è la conseguenza del clima di lotta all'ultimo sangue acceso son la riforma sanitaria, la controversa Obamacare, misura sulla quale Obama non intende retrocedere. E sulla quale ha già annunciato il suo veto dopo che la destra repubblicana ha approvato alla Camera (dove ha la maggioranza) una norma per rinviare l'entrata in vigore di un anno della riforma, già prevista per il primo ottobre.

I CITTADINI: REPUBBLICANI «BAMBINI VIZIATI». Intanto la Cnn ha già fatto un sondaggio su chi sarà incolpato dagli americani per questo disastro, chi perderà il cosiddetto 'blaming game'. E il responso appare univoco: la maggioranza dei cittadini Usa ritiene che sono i parlamentari repubblicani i principali responsabili del blocco, tanto che arriva a definirli «bambini viziati». Dopo la 'chiusura' del governo, l'attenzione di tutti sarà rivolta alla prossima data cerchiata in rosso su tutti i calendari degli operatori economici: quel 14 ottobre entro il quale, senza un accordo bipartisan sull'innalzamento del tetto del debito, gli Stati Uniti rischiano addirittura il default, un 'fallimento tecnico', con conseguenze ancora più gravi di quelle che si prospettano con lo shutdown.
[fonte lettera43]

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