Un inferno di fuoco all'origine della Terra a "palla di neve"

Le imponenti glaciazioni che fra i 700 e i 600 milioni di anni fa portarono le coltri di ghiaccio fino alle latitudini equatoriali, un fenomeno noto come Terra "a palla di neve", potrebbero essere state provocate da un effetto di natura geochimica successivo a un periodo di grandi eruzioni. Via via che le rocce magmatiche venivano erose, avrebbero eliminato dall'atmosfera sempre più anidride carbonica, un gas serra che quindi può trattenere calore, fino a causare un raffreddamento globale.

All'origine della Terra “a palla di neve”, termine che indica un'epoca della storia del pianeta durante cui si verificarono imponenti glaciazioni in tutto il globo, ci sarebbe stato un effetto di “rimbalzo” successivo a un periodo di intesa attività vulcanica. È la conclusione di uno studio effettuato da geologi della Harvard University in collaborazione con colleghi del Max-Planck-Institut per la biogeochimica a Jena che firmano un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”. 

Nel corso del Neoproterozoico, era geologica che va da 717 milioni a 635 milioni di anni fa, si sono verificate almeno due glaciazioni, rispettivamente note come note glaciazione Sturtiana e Marinoana, così imponenti che il ghiaccio ha raggiunto addirittura le latitudini equatoriali. Tuttavia i meccanismi che hanno portato a queste glaciazioni e al loro successivo superamento non sono chiare e sono diverse le ipotesi proposte nel tempo dai ricercatori.

In quest'ultimo studio, Alan D. Rooney e colleghi hanno esaminato un affioramento dell'era Neoproterozoica che si trova sui Monti Mackenzie, nel Canada nord-occidentale, esaminando i sedimenti glaciologici presenti e analizzandoli per determinare non solo i livelli degli isotopi di uranio e piombo, secondo la classica tecnica di datazione geologica sulla base dei tempi di decadimento radioattivo di un isotopo dell'uranio (uranio-238) in un isotopo del piombo (piombo-206), ma anche quelli relativi ai tempi di decadimento del renio in osmio, elementi molto rari nella crosta terrestre, ma più abbondanti nel mantello, e quelli di stronzio.

Dai dati raccolti, i ricercatori hanno potuto stabilire che la glaciazione Sturtiana (la prima e più antica delle due glaciazioni certe) è durata ben 55 milioni di anni, dai 717 a 662 milioni di anni fa. Il confronto con i dati relativi alle dinamiche di questi elementi nei sedimenti oceanici ha quindi portato gli scienziati a ipotizzare anche uno scenario riguardo alla genesi della glaciazione: la roccia creata da grandi eruzioni di magma nel periodo precedente alla glaciazione Sturtiana, tende infatti a legarsi e a catturrare l'anidride carbonica in atmosfera, che poi, così intrappolata, finisce per essere dilavata dalle acque e per depositarsi negli oceani. La rimozione di questo gas serra, che sarebbe durata molto tempo grazie alla progressiva erosione degli strati superficiali della rocccia vulcanica e la messa a nudo di nuovi strati, si sarebbe quindi tradotta in una parallela rimozione di calore dall'atmosfera, portando infine a un raffreddamento globale.In quest'ultimo studio, Alan D. Rooney e colleghi hanno esaminato un affioramento dell'era Neoproterozoica che si trova sui Monti Mackenzie, nel Canada nord-occidentale, esaminando i sedimenti glaciologici presenti e analizzandoli per determinare non solo i livelli degli isotopi di uranio e piombo, secondo la classica tecnica di datazione geologica sulla base dei tempi di decadimento radioattivo di un isotopo dell'uranio (uranio-238) in un isotopo del piombo (piombo-206), ma anche quelli relativi ai tempi di decadimento del renio in osmio, elementi molto rari nella crosta terrestre, ma più abbondanti nel mantello, e quelli di stronzio.
[fonte lescienze]

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