Gli Ufo dei terremoti esistono davvero

C’è una forma di Ufo che ora ha trovato una spiegazione scientifica. Si tratta di luci nel cielo che a volte sono state viste comparire prima di un terremoto.

Non sono il risultato di visionari, ma fenomeni che avvengono in prossimità di fratture sub verticali che, muovendosi nella crosta terrestre, producono terremoti. Queste faglie, così sono chiamate le fratture dai geologici, danno vita a correnti elettriche che fluiscono rapidamente in superficie e che una volta nell’atmosfera producono globi luminosi di varie dimensioni.

Le luci (sono quelle indicate dalle frecce sulla foto) vennero fotografate in prossimità di Tagish Lake, Yukon-Alaska poco prima di un terremoto avvenuto all’inizio degli anni Settanta.

Si manifestarono anche a L’Aquila

Fenomeni luminosi di vario tipo sono spesso stati associati a terremoti prima o durante il loro svolgersi, ma mai dopo.

Questi fenomeni, chiamati anche con la sigla EQL da EarthQuake Light, sono stati osservati anche durante il terremoto de L’Aquila del 2009. In quel caso numerosi testimoni dissero di aver osservato delle sfere di 10 cm di diametro lungo via Francesco Crispi (vedi foto qui a fianco), in prossimità del centro storico della città.

Il 12 novembre del 1988 luci rossastre vennero viste 12 giorni prima del terremoto che interessò la città di Quebec in prossimità del St. Lawerence River. E nel 1906 a 100 km di distanza da San Francisco una coppia di persone disse di aver osservato globi luminosi volteggiare nel cielo qualche giorno prima del violentissimo terremoto che colpì la città degli Stati Uniti.

Uno studio presentato oggi su Seismological Research Letters ha passato in rassegna 65 terremoti che hanno mostrato EQL dal 1600 ad oggi e per l’85% dei casi tali luci sono apparse in prossimità di faglie sub verticali. Queste faglie sono la causa del 5% dei terremoti terrestri.

L’atmosfera si “infiamma”
“I dati sono inequivocabili e sorprendenti. Non sappiamo ancora perché i fenomeni luminosi scemano man mano che le faglie diventano orizzontali, ma questo è quanto”, ha spiegato Robert Thériault, un geologo del Ministère des Ressources Naturelles of Québec e responsabile della ricerca.

I terremoti che danno maggiori luci sono quelli che hanno una Magnitudo superiore ai 5 gradi. Secondo il ricercatore le luci si formerebbero in seguito agli stress cui sono sottoposte le rocce poco prima di un terremoto. Tali stress attivano flussi di elettroni che una volta raggiunta l’atmosfera ionizzano l’aria creando “palle di luce” di varie dimensioni.

Potranno un giorno anche queste palle di luce diventare segni premonitori di terremoti? Non è da escludere anche se la distanza dal luogo del sisma sia in tempi spaziali che temporali non permette un allarme preciso dell’intensità del sisma e della localizzazione dell’ipocentro.
[fonte focus]

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