Un viaggio nella storia d'Italia

Sentieri, fortini e musei: sui luoghi della Grande Guerra, a cent’anni dal terribile confitto. Per l’anniversario della prima guerra mondiale, che si commemorerà nel 2014, il governo italiano con le regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e le province autonome di Trento e Bolzano hanno varato un progetto di recupero dei luoghi dove si svolse il disastroso e tragico conflitto. Dal programma nascono e si rinnovano monumenti, cimiteri, musei, edifici storici e fortini mentre si moltiplicano gli antichi sentieri militari, oggi trasformati in itinerari-trekking di pace. E’ un progetto culturale che coinvolge comunità montane, città, istituzioni museali e fondazioni legate alla Grande Guerra, nel recupero della memoria storica collettiva e nella valorizzazione del territorio. Si attraversano paesaggi bellissimi, mistici, segnati da incantevoli pinnacoli, da camminamenti e resti di fortini; da piccoli santuari, appostamenti e monumenti storici; da musei all’aperto e trincee; da commoventi e minuscoli cimiteri, tutte tracce fondamentali del passaggio del tragico avvenimento del secolo scorso.

Nel corso del prossimo anno sono previsti molti appuntamenti, eventi, commemorazioni, dibattiti e inaugurazioni di musei, così come numerosi sono gli itinerari organizzati per permettere di conoscere meglio i luoghi protagonisti del tragico accadimento storico. Tutta la parte nord-orientale dell’Italia ne è coinvolta: dal Veneto al Friuli, dalla Lombardia all’Alto Adige fino al confine austro-ungarico passando in terra slovena.

Tra i tanti itinerari creati per il centenario, i più suggestivi sono nella pianura del Veneto, dove scorre il Piave tra città ricche d’arte e di storia, e sull’altopiano di Asiago, scenario della più grande battaglia sul fronte italiano. Qui si può visitare l’interessante ecomuseo all’aperto di monte Zebio con cannoni, trincee, postazioni e resti di rifugi. Il museo si trova a una ventina di minuti d’auto da Asiago, a pochi chilometri da Vicenza, o in un’ora circa a piedi da contrada Rigoni di Sotto, ed è raggiungibile lungo una strada sterrata bianca, immersa in un bosco di abeti e faggi. Storicamente lo Zebio era una strategica zona della resistenza austriaca, che si snodava dalla Val d’Assa all’Ortigara – dove si svolsero cruenti battaglie - ed era attrezzato alla difesa con un complesso sistema di trincee, gallerie e caverne, ancor oggi ben conservate.

A quota 1700 si visitano l’inespugnabile postazione austro-ungarica di Crocetta dello Zebio, un’infinità di luoghi difensivi austro-ungarici verso monte Rotondo e monte Interrotto e il fitto sistema dei collegamenti italiani tra le retrovie e le prime linee. Da Asiago l’itinerario prosegue in direzione Gallio, da dove si raggiunge facilmente il rifugio Campomuletto, situato a 1600 metri d’altezza, circondato da ampi pascoli e distese di boschi, dove si pernotta e si degustano formaggi d’alpeggio e salumi tipici. Il rifugio, punto ideale per le escursioni nei dintorni, si trova sulla strada che conduce alle località storiche dell’Ortigara e vicino al “sentiero del silenzio”, un tracciato ad anello di due chilometri che si snoda nel bosco, dove sono state installate 10 suggestive opere artistiche dell’architetto Diego Morlin, che hanno come tema gli eventi bellici di questi luoghi. Altrettanto interessanti sono gli itinerari in Trentino, soprattutto sugli altopiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, i cui tre borghi sono circondati da splendidi boschi di conifere che furono teatro di cruenti avvenimenti bellici, in quanto linea avanzata degli austriaci.

Ovunque si trovano resti di fortini, croci, lapidi e rifugi, che ricordano oggi con semplicità ed emozione il sacrificio di tanti soldati. Il forte austro-ungarico di Gschwent-Belvedere, a Lavarone, è l’unico della zona rimasto totalmente integro e, oggi, sede di un piccolo, commovente museo. Quasi tutte le fortificazioni vennero distrutte negli anni Trenta per recuperarne il ferro e oggi rimangono solo pochi resti e qualche rudere, comunque segnalato. Numerosi, invece, sono i camminamenti di montagna, i monumenti, tra cui la Scala dell’Imperatore, costruito per ricordare la visita di Carlo d’Austria al fronte nel 1916, e i cimiteri, come quello piccolo di Folgaria con i nomi e le piccole lapidi dei soldati austriaci. Sempre in Trentino, anche il magnifico e imponente castello di Rovereto merita una visita, perché al suo interno c’è il ricco museo storico italiano della guerra, uno dei più rappresentativi e completi.

Gli appassionati di storia trovano molte testimonianze interessanti anche in Alto Adige, dove si fa trekking in quota, si scalano le vie ferrate o si scia attraverso i luoghi che furono teatro del conflitto. Da visitare ci sono il museo all’aperto di Monte Piana, con le trincee e le postazioni militari, o le mostre che la città di Bolzano dedica alla Grande Guerra, assieme al commovente cimitero militare dove riposano soldati austriaci e italiani. Per i più avventurosi ci sono le gallerie del Lagazuoi, che si snodano per più di un chilometro all’interno dell’omonimo monte: furono costruite dagli alpini italiani per riempirle di esplosivo e far arretrare l’esercito nemico. Meritano una visita anche le fortezze militari austro-ungariche, soprattutto quella di Fortezza, costruita a 750 metri d’altezza in Vall’Isarco, e il forte Mitterberg di Sesto.

La maggior parte delle battaglie, tuttavia, venne combattuta in Friuli Venezia Giulia, tra le trincee scavate nella roccia carsica o tra i pendii delle Prealpi Giulie. Si combattè anche ad alta quota tra le cime delle Alpi Giulie e Carniche e sui monti Ermada, San Michele, Calvario e Sabotino. Qui, ovunque, lungo le vie ferrate sono ben visibili i fortini, i rifugi e le trincee dei soldati. A Monfalcone, vicino a Trieste, città simbolo della guerra, c’è un parco tematico che mostra le trincee e le postazioni italiane e austriache, mentre a Gorizia, città italiana solo dal 1916, si visita il museo della Grande Guerra, recentemente rinnovato e oggi considerato il più completo per testimonianze e documenti storici. Nei dintorni della città friulana e, al confine con la Slovenia, in tutto il territorio carsico ci sono luoghi che ricordano i combattimenti: il sacrario di Redipuglia, monumentale cimitero militare, e la settecentesca villa della Torre Hohenlohe, che domina le pendici di Castelnuovo, vicino a Sagrado, e che ricorda il punto di smistamento delle truppe e l’area in cui combatterono molti soldati italiani, tra cui il grande poeta Ungaretti che al fronte scrisse molte composizioni.
Anche al di là del confine sono state recuperate e restaurate numerose testimonianze grazie a progetti comunitari e dei due governi, quello italiano e quello sloveno, che hanno creato itinerari e luoghi per conoscere e per riflettere. [info]
[fonte ansa]

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