Siria, un fiume di profughi in fila per avere il pane

Una popolazione di «fantasmi»: così il responsabile dell’agenzia dell’Onu per l’assistenza ai profughi palestinesi (Unwra), Filippo Grandi, ha definito gli abitanti rimasti intrappolati nel campo di Yarmuk, nel sud di Damasco, teatro di scontri fratricidi tra gli stessi palestinesi e assediato da oltre un anno dalle forze lealiste. E un’idea delle dimensioni del dramma è dato dalle lunghissime code di civili che si mettono in questi giorni in fila per ritirare gli aiuti alimentari delle Nazioni Unite.

Il fiume di donne e uomini è stato immortalato in un’immagine simbolo che sta facendo il giro del mondo, una foto tanto vera quanto sconvolgente scattata il 31 gennaio del 2014 e pubblicata oggi da diversi media internazionali. Con dignità, senza un’alternativa, migliaia di persone aspettano il loro turno per ricevere cibo, acqua e medicinali indispensabili per non morire. È stato grazie a una serie di cessate il fuoco in vigore a partire da gennaio che gli operatori umanitari hanno potuto finalmente entrare nel campo per distribuire migliaia di pacchi alimentari e medicinali alle 18.000 persone rimaste intrappolate, tra le quali gli attivisti hanno denunciato casi di morte per denutrizione e malattie. A partire dal 5 febbraio, inoltre, l’Unwra ha avviato una campagna di vaccinazione dei bambini contro la poliomielite.

La situazione non è diversa da quella della città vecchia di Homs e di alcuni sobborghi intorno a Damasco in mano ai ribelli, dove la popolazione è costretta a sopportare le privazioni del lungo assedio. Anche in queste località i primi aiuti sono stati portati e i primi civili sono stati evacuati grazie a cessate il fuoco seguiti all’apertura dei negoziati tra governo e opposizione a Ginevra. Sabato scorso, inoltre, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede alle parti di togliere gli assedi alle aree abitate da civili per lasciare passare gli aiuti. Anche se non prevede alcuna sanzione automatica in caso di mancato rispetto.

Il campo di Yarmuk, che in realtà era un vasto quartiere cittadino prima dello scoppio del conflitto civile, è il simbolo delle distruzioni che la Siria ha dovuto sopportare negli ultimi tre anni. Fianco a fianco con la popolazione locale vivevano 150.000 palestinesi. Ma la maggior parte ha dovuto fuggire, in parte in altre aree di Damasco, gli altri nei Paesi vicini, in particolare il Libano, quando i combattimenti sono scoppiati tra le forze di Hamas, schierate con i ribelli, e quelle del Fronte popolare per la liberazione della Palestina-Comando generale (Fplp-Cg), tradizionale alleato del regime degli Assad.
[fonte lastampa]

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