Ucraina, l'esperto di geopolitica: "Fra Russia, Stati Uniti e Europa è Guerra Fredda per difesa atomica e gas"

I disordini in corso in Ucraina non possono essere osservati da un solo punto di vista: la lente d’ingrandimento non può essere focalizzata esclusivamente sulle istanze europeiste di tantissimi cittadini (in particolare di alcune frange neo naziste), perché in quel crogiolo bolle tanto altro. “Non sono, infatti, marginali le esigenze di sicurezza della Russia che ha vissuto come un affronto, il progetto d’installazione di uno scudo antimissile Nato nell’Europa Orientale per contrastare, com'è stato detto (ma Putin non ci sente da quell’orecchio) l’arsenale atomico dell’Iran”, spiega l’esperto di geopolitica Marco Simoncelli.

Per pareggiare i conti, Zar Vladimir “ha chiesto ai suoi tecnici di installare ad ovest della Russia diversi IskanederM: missili balistici dotati di testate convenzionali e nucleari con una gittata di circa 500 chilometri” spiega Simoncelli. Nondimeno, chiarisce l’esperto di geopolitica, “non può essere considerato secondario il problema dell’approvvigionamento energetico, in particolare di gas, dell’Europa Occidentale”. La repubblica di Viktor Yanukovich, un uomo di Mosca, deve essere considerata da questo punto di vista strategicamente rilevante: in Ucraina passa il gasdotto più importante di tutto il Continente. Un metanodotto che in alcuni casi rifornisce al cento per cento alcuni paesi europei. “Non è immune da questo ragionamento l’Italia: l’80% del metano adoperato nel nostro paese transita attraverso l'Ucraina” rileva Simoncelli.

Gli Stati Uniti e l'Europa compiono, dal punto di vista energetico, un ragionamento simmetrico a quello di Putin. Questa, spiega ancora Simoncelli, "non è una fase di distensione: lo scudo anti missile della Nato in Europa ha irrigidito oltremodo i rapporti tra quel che resta dell’ex Patto di Varsavia e l’Occidente”. La Russia ha interpretato il tentativo di levare l’Ucraina dai suoi stati satellite come “un ulteriore tentativo di isolarla dal contesto europeo”. Così per trattenere nella sua orbita Kiev, Putin ha messo sul piatto della bilancia alcune offerte che Yanukovich deve aver considerato irrinunciabili, “perché, in effetti, avrebbero la funzione di ridurre il costo del lavoro e del gas”, spiega ancora Simoncelli. La maggioranza della popolazione ucraina, nonostante il tentativo di calmierare i costi da parte della Russia, spinge per un accordo con l’UE.

Anche l’Europa è in una condizione di dipendenza dal gas russo, così per provare a mettere una pezza a una situazione che potrebbe diventare esplosiva, Francia, Germania e Polonia, hanno deciso di metterci la faccia. “Le prime due perché sono effettivamente le nazioni guida dell’Europa, la terza perché ha in quello scacchiere sempre svolto una funzione importante sin dai tempi del Patto di Varsavia (non per nulla lì c’è una fabbrica della Fiat) ”, spiega Simoncelli. Per capire il bailamme ucraino, può essere utile comprendere a chi rispondono i capi popolo. Spiega il vice presidente di Archivio Disarmo: “Anche durante la rivoluzione libica c’erano stati apporti armati non apparenti a favore degli insorti”. Le stesse cose starebbero accadendo in Ucraina.

Per questo, si è assistito a “ripetuti interventi a favore dei dissidenti” da parte degli Usa e dell’Europa. L’Ucraina, fra le altre cose, “sarà costretta a scegliere fra le libertà fondamentali che la Russia non può concedere (si pensi alle norme anti gay e agli altri diritti civili negati) o stare in Europa, con un evidente aumento di costi” conclude Simoncelli.
[fonte tiscali]

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