Amianto: il serial killer che non muore mai

Per anni hanno falsato le informazioni sulla pericolosità dell’amianto, e a più di vent’anni dalla sua messa al bando, in Italia non esiste ancora una normativa condivisa a livello nazionale, ma quello che è ancora più grave: manca la completa mappatura del territorio, regione per regione. Mille tonnellate di materiale contenente amianto sono presenti solo nel Lazio: sui tetti delle abitazioni private, nelle scuole, negli impianti industriali, negli edifici pubblici e nelle tubazioni che portano l’acqua potabile nelle case. Una bomba a orologeria che negli ultimi dieci anni ha causato quasi millequattrocento casi di mesotelioma solo in questa regione: cifra destinata a crescere tra il 2015 e il 2018. Ma a che punto siamo oggi con la bonifica dei siti contaminati? Quale tutela hanno le vittime di esposizione all'amianto? Quali sono i provvedimenti che il governo metterà in atto per la salvaguardia della salute dei cittadini? Si tratta di domande che ancora non trovano una risposta soddisfacente da parte delle nostre istituzioni.

L’informazione ufficiale sulla pericolosità dell’amianto, da parte di alcuni enti scientifici e istituzionali, è stata da sempre influenzata dai produttori e dalle aziende che utilizzavano la fibra killer. Era il settembre del 1987 quando in Italia fu costituito il Cedaf: Centro Documentazione Amianto e materiali fibrosi, per interessamento delle imprese del fibrocemento che facevano capo all’Aua: Associazione Utilizzatori Amianto, per rispondere ai punti dell’Aia: Associazione Internazionale Amianto, una vera e propria lobby che negli anni ha rallentato considerevolmente la messa al bando definitiva dell’amianto nel 1992 e l’adozione di contromisure efficaci per proteggere i lavoratori del settore e i cittadini indirettamente esposti. L’Europa aveva chiesto agli Stati membri di adottare normative a tutela degli operai a stretto contatto con la fibra killer già nell’83, mentre le leggi sono arrivate in Italia quasi dieci anni dopo. E così la Corte di Giustizia Europea ha condannato il nostro Paese per non aver recepito la normativa entro i tempi fissati. 

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, ha elaborato per questo un piano nazionale alternativo a quello approvato dal governo Monti nel corso del Consiglio dei Ministri dell’08.04.2013, quando il governo era stato già sfiduciato e dimissionario. Il Piano Nazionale Amianto che il governo Monti aveva approvato e che l’attuale governo Renzi vorrebbe ora realizzare, si limita però al tentativo di portare a termine una mappatura che è iniziata 21 anni fa, e migliaia di morti fa, per cercare di studiare come risolvere quella che costituisce ormai un’ emergenza non solo sanitaria e giudiziaria, ma anche sociale ed economica, peraltro con un “supporto finanziario” che per l’anno 2012 ha comportato un onere di €13.440.000,00 (pag. 22 del Piano Nazionale Amianto 2013).

Nel piano non sono inoltre previsti gli investimenti per le nuove tecnologie di “inertizzazione” adottati dalla UE, prevedendo in alternativa l’utilizzo di cave per lo stoccaggio,  sorvolando sulla normativa europea ispirata alle nuove tecnologie, pure in una situazione italiana tragica, non solo per i 33.000.000 di tonnellate in materiali di amianto, ma anche non tenendo conto del rischio sismico, di esondazione, delle infiltrazioni mafiose e malavitose nella gestione dei siti.

“Nella questione eliminazione e smaltimento dell’amianto siamo ancora indietro” ha affermato in proposito Ezio Bonanni, Presidente di Ona Onlus: “basti pensare che siamo ancora in fase di mappatura del rischio amianto e sono stati censiti 34 mila siti dove è tutt’ora presente. Per quanto riguarda le scuole, una nostra valutazione ci porta ad un conteggio di 2,400 scuole con presenza di amianto, 32 milioni di tonnellate di materiali con amianto compatto e alcuni milioni di materiali di amianto friabile, di cui ne è stato smaltito appena il 2 per cento, con circa 5 mila morti l’anno per patologie ad esso correlate. Vorrei fare un appello pubblico affinché il nuovo Governo metta subito in cantiere non solo la ristrutturazione delle scuole, ma anche la bonifica dell’amianto”.

E’ indubbio che oramai è urgente passare dalle parole ai fatti, per arginare i danni all’ambiente e alle persone, e scongiurare il dilagare di una tragedia che oramai conta migliaia di morti in Italia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto propone all’attenzione del governo Renzi un approccio basato su tre direttrici di intervento:

a. Prevenzione primaria. Bonifica dei siti contaminati, coniugata con il rinnovamento infrastrutturale e dell’impiantistica industriale, dove, attraverso la leva fiscale, si possano detrarre tutte le spese, con un sistema di finanziamento che contempli l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, e l’utilizzo dei Fondi Strutturali Europei, con il coinvolgimento dell’imprenditoria privata, e degli istituti di ricerca. 

b. Ricerca scientifica. Diagnosi precoce e prevenzione secondaria, terapie e cure delle patologie asbesto correlate, attraverso l’istituzione di un centro di ricerca, terapia e cura delle patologie asbesto correlate nel nostro paese, in grado di intervenire con la loro diagnosi precoce, con la terapia più efficace, e con la sperimentazione ed applicazione di nuove metodologie.

c. Prevenzione terziaria, assistenza, risarcimento e giustizia per le vittime dell’amianto. Anche la semplice esposizione alle polveri e fibre di amianto è dannosa per l’organismo umano, in quanto le fibre     invadono tutti gli organi, attraverso il torrente sanguigno e le ghiandole linfatiche, oltre che per contiguità intrapleurica, perché persistendo nelle cellule determinano danni meccanici e lesioni precancerose, sino alla degenerazione tumorale. Pertanto le indagini epidemiologiche non possono essere limitate solo ai casi di mesotelioma, che sono circa 1.500 ogni anno nel nostro paese, ma è necessario che contemplino anche le altre patologie tumorali asbesto correlate, affinché possano rendere il quadro esatto dell’ epidemia in corso, così da determinare le necessarie misure, non solo di sanità pubblica, ma anche di bonifica e di repressione penale. Azione questa che vedrà necessariamente coinvolte l’INPS e l’INAIL, oltre alle ASL territoriali.
[fonte tiscali]

Commenti

Post popolari in questo blog

E se vivessimo in un universo che è un’illusione?

24 novembre 2010 - [I cerchi nel grano indicano questa data]

MAPPA DEI VULCANI ATTIVI NEL MONDO