Il calcolo delle probabilità per la salute mentale. I matematici si mobilitano contro la ludopatia

La matematica per la salute mentale. E' un progetto del Politecnico di Milano  il cui nome – BetOnMath, scommetti sulla matematica – chiarisce bene gli obiettivi. Prevenire la nuova malattia sociale della ludopatia attraverso l'insegnamento del calcolo delle probabilità. Perché – è questa la tesi dei promotori – alla radice dell'allarmante espansione del gioco d'azzardo in Italia (che oggi pone a rischio di ludopatia tre anziani su tre) c'è l'analfabetismo matematico.

Ed ecco BetOnMath, un percorso formativo di sei ore per insegnanti delle scuola medie superiori che farà emergere “i concetti probabilistici soggiacenti ai giochi d'azzardo e le criticità (e relativi rischi) di alcuni meccanismi decisionali erronei che vengono spesso attivati in condizioni di incertezza”. Ad aiutare i matematici nell'impresa, avvertono gli organizzatori, esperti di psicologia e di didattica.

Intanto un piccolo assaggio, con numeri davvero scoraggianti: “Ottantasei miliardi di euro raccolti in Italia dal gioco d'azzardo nel 2012, 379.053 slot-machines attive in Italia in 120mila esercizi commerciali, più di due due miliardi di Gratta&Vinci venduti nel 2008. Una probabilità su 622.614.630 di fare 6 al SuperEnalotto. Su 30 milioni di biglietti del Gratta&Vinci "Miliardario" solo 275 vincono più di 1000 euro”.

Ma basteranno questi e molti altri dati che provano la “quasi-impossibilità” di vincere a frenare una mania che, come avverte il sito istituzionale del ministero della Salute, “può portare a rovesci finanziari, alla compromissione di rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe e da alcol, fino al suicidio”?

Quando il 3 dicembre del 1997 nacque il re dei giochi di fine millennio, il Superenalotto – che prese il posto dell'attempato Enalotto - ci fu chi sostenne che le probabilità di realizzare la sestina erano così basse da suscitare seriamente il dubbio, in assenza di un numero altissimo di giocatori e di giocate, che la sestina non sarebbe stata realizzata se non dopo diversi anni. Ma i giocatori e le giocate arrivarono da subito, in modo massiccio. Una valanga di denaro e di speranze che non si è mai arrestata e si aggira oggi attorno ai due miliardi di euro l'anno.

Arrivarono subito anche le vincite, ancora in miliardi di lire. La prima poco più di un mese dopo l'avvio, il 17 gennaio 1998: 11.807.025.000 lire a Poncarale (Brescia). Quello stesso anno, il 31 ottobre, piovvero 63 miliardi di lire su Peschici, Foggia, dove a dividersi la vincita furono ben 100 dei poco più di 4000 abitanti. Si trattò, forse, una delle vincite più “nocive” dal punto di vista della diffusione del gioco: il superenalotto parve a molti più che un gioco d'azzardo una sagra paesana.

Non valsero, fin dagli albori, una serie di argomenti di carattere strettamente matematico. Alcuni vagamente minacciosi (è più probabile essere colpiti da un asteroide che azzeccare la sestina), altri quasi erotici. Come quello secondo il quale la probabilità di azzeccare i sei numeri erano pari a quelle di comporre a caso un numero di quindici cifre e di sentirsi rispondere da Sharon Stone nella sua casa di Los Angeles. Anzi, viene il sospetto che aver indicato come totalmente improbabile ma non impossibile un simile evento abbia addirittura prodotto l'effetto contrario.

In definitiva, i matematici per riuscire nella loro impresa dissuasiva dovranno essere sostenuti da molta determinazione, grande tenacia. E forse anche da un po' di fortuna.
[fonte tiscali]

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