Tumore del pancreas: fattori di rischio, sintomi, diagnosi e cura

Il pancreas è una ghiandola posta profondamente nella cavità addominale, in stretta continuità con il duodeno da cui è in parte circondata, cui è connessa da un dotto (Wirsung) che porta il prodotto degli acini pancreatici nell’intestino. La ghiandola è costituita da una componente esocrina (così detta poiché ciò che produce se ne va all’esterno del corpo), che serve alla produzione degli enzimi digestivi e che secerne il succo pancreatico, che viene immesso nell’intestino, e da una componente endocrina (che è deputata alla regolazione del metabolismo del glucosio del nostro corpo mediante la produzione di insulina).

L’organo è suddiviso in tre porzioni: testa, che è la più frequentemente colpita dalla malattia neoplastica, corpo (porzione centrale) e coda (parte terminale del pancreas, in stretta contiguità con la milza). I tumori del pancreas possono originare sia dalla componente ghiandolare esocrina che da quella endocrina e possono essere benigni o maligni. Quelli benigni sono rari, costituendo circa il 6-10% delle patologie del pancreas, mentre quelli maligni, a decorso molto aggressivo, rappresentano attualmente la 4°-5° causa di morte per tumore nel mondo occidentale e negli ultimi decenni la loro incidenza è sensibilmente aumentata.

FATTORI DI RISCHIO: Tra i fattori di rischio: età (compresa tra i 50 e gli 80 anni), genere maschile, gengivite o malattia periodontale, pancreatite cronica, fumo di sigaretta, razza (afro-americani più colpiti rispetto alla razza bianca), dieta ad alto contenuto di carne e a basso contenuto di frutta e verdura, eccessiva assunzione di alcolici (che è una delle cause di pancreatite cronica che, a sua volta, predispone per il cancro al pancreas), diabete mellito, esposizione occupazionale a certi pesticidi, tinture o prodotti chimici correlati alla benzina, esposizione ad uranio impoverito e a metalli pesanti (es. rubidio o cesio), storia familiare, infezione gastrointestinale da batterio Helicobacter pylori.

SINTOMI: I sintomi, che si manifestano nello stadio avanzato, includono: dolore e disagio nella parte superiore dell’addome (pancia), esteso a volta alla schiena, prima passeggero e poi, man mano che il tumore progredisce, più intenso, in particolare quando si mangia o si è stesi; perdita di peso o inappetenza (se il pancreas non è in grado di rilasciare gli enzimi digestivi, l’organismo ha più difficoltà nella digestione degli alimenti, in particolare di quelli molto grassi e ciò può causare la perdita di peso e la malnutrizione in quanto il corpo non riesce ad assimilare le sostanze nutritive), ittero, che si sviluppa quando la parte interessata dal tumore è la testa, manifestandosi con pallore pelle e bianco degli occhi, urine giallo scuro /arancione, feci chiare, prurito; diabete (i cui sintomi sono: sete eccessiva, eccessiva produzione di urina, spossatezza, perdita di peso). Negli stadi più avanzati di tumore al pancreas, possono esserci nausea e vomito (il tumore può bloccare una parte del tratto digerente che è contiguo al pancreas), febbre r brividi (se il pancreas è infiammato per via del tumore).

DIAGNOSI: I tumori del pancreas sono difficili da diagnosticare, specie nella fase precoce quando i sintomi sono estremamente sfumati o aspecifici. Per la diagnosi: esami di laboratorio (marcatori tumorali CEA e CA 19.9) ed esami radiologici: ecografia, che valuta le vie biliari, verificando la presenza di calcoli ed eventuali variazioni morfologiche a carico della struttura della ghiandola pancreatica; TC addome, che valuta adeguatamente la lesione neoplastica, individua il rapporto con le strutture e gli organi vicini (attualmente le immagini Multislide sono estremamente precise) e viene utilizzata per una stadiazione preoperatoria; RMN, spesso di integrazione all’indagine TC, per valutare le strutture vascolari adiacenti alla neoplasia e la morfologia del dotto pancreatico di Wirsung; ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica) che, con iniezione id mezzo di contrasto direttamente nelle vie escretrici, è affidabile e precisa, consentendo di  ridurre (tramite drenaggio della bile) l’eventuale ittero presente, posizionando una protesi temporanea o definitiva; biopsia che può essere utile nei casi dubbi, nei pazienti con tumore avanzato, non resecabile o nei casi rari in cui si sospetti un linfoma.

CURA: L’intervento chirurgico è diverso a seconda della localizzazione del tumore. Per i tumori della testa del pancreas, l’intervento di duodeno-cefalopancreasectomia, che prevede l’asportazione della “testa” del pancreas, del duodeno e della via biliare. In caso di tumori del corpo e della coda, queste porzioni di pancreas vengono asportate in blocco con la milza, senza intaccare organi del tubo digerente. La chemioterapia può essere utilizzata per ridurre le dimensioni della neoplasia e facilitare il lavoro del chirurgo (chemioterapia primaria) oppure dopo l’intervento (chemioterapia adiuvante). Similarmente, la radioterapia può essere effettuata prima o dopo l’intervento chirurgico.
[fonte meteo-w.]

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