Amianto, vietato abbassare la guardia

Fornire dati e mappe aggiornate sulla presenza dell'amianto nel territorio italiano, per individuare velocemente i luoghi da bonificare e verificare le responsabilità in caso di malattie: è l'obiettivo del nuovo portale (amianto) creato dall'Osservatorio Nazionale Amianto, grazie al quale dal primo maggio ognuno di noi potrà denunciare i luoghi contaminati, rendendo così la lotta all'asbesto sempre più dura.

Nasce così anche il primo database sulla situazione dell’inquinamento da asbesto, minerale considerato ideale nell'800, perché resistente al calore e usato a costi bassissimi nell'edilizia, nei cantieri navali o per la coibentazione interna. Con l'entrata in vigore nel 1992 della legge 257, l'estrazione, la lavorazione e la vendita dell'amianto è stata poi vietata e avviata la richiesta di bonifica delle zone contaminate. Ma già negli anni 60 la sostanza era stata dichiarata cancerogena.

Il Piano Nazionale Amianto dell'Ona Onlus, da poco presentato a Roma durante la seconda Conferenza Internazionale sull'Amianto, ha tre scopi ben precisi: la bonifica, ossia la prevenzione primaria, la diagnosi precoce delle patologie legate all'asbesto e la cura, cioè la prevenzione secondaria, e la prevenzione terziaria, vale a dire il rilevamento dei dati epidemiologici, la repressione dei crimini ambientali e il risarcimento dei familiari e delle vittime.

L'allarme amianto è nelle cifre: solo il 2% dell’asbesto presente ancora in Italia è stato bonificato, ma ne restano da eliminare ancora ben 32 milioni di tonnellate (secondo alcune stime, sarebbero a rischio amianto ben 2500 scuole). E sono ancora 
ancora 34mila i siti ancora contaminati secondo la Mappatura da parte dell'Inail, Ministero dell'ambiente e Regioni, di cui 373 con rischi di priorità 1 (come Casale Monferrato, che ha ospitato per circa 80 anni la più grande fabbrica di cemento-amianto della Eternit). E purtroppo con i ritmi di smaltimento i tempi necessari per le bonifiche arrivano a 85 anni. In aumento anche le vittime: circa 5mila ogni anno le morti per malattie legate all'amianto, in particolare l'asbestosi, prima malattia professionale ufficialmente riconosciuta in Italia, e il mesotelioma pleurico.

Questo tumore, altamente maligno, colpisce pleura, peritoneo e pericardio (causando una gravissima insufficienza respiratoria e dolori violentissimi), e provocando la morte nel giro di sette-otto mesi. Il tempo di latenza perché una fibra di amianto possa provocare una patologia tumorale è però molto lungo, dai 30 ai 50 anni, tanto che stanno morendo proprio persone contaminate negli anni '70 ( il picco di mesotelioma è previsto per il 2020). Fondamentale è la diagnosi precoce: chi è stato stati esposto all'amianto, specie per periodi prolungati, deve consultare lo specialista pneumologo soprattutto se accusa forti dolori polmonari e insufficienza respiratoria.
[fonte tiscali]

Commenti

Post popolari in questo blog

24 novembre 2010 - [I cerchi nel grano indicano questa data]

E se vivessimo in un universo che è un’illusione?

MAPPA DEI VULCANI ATTIVI NEL MONDO