Psicosi terremoto negli USA per l’attivazione della “zona sismica di New Madrid”, sede dei rarissimi terremoti interplacca

Torna la psicosi terremoto negli USA. Stavolta però non riguarda l’assolata California, per molti sismologi statunitensi (e non) la possibile papabile al “big one”, un mega terremoto superiore ai 7.8 – 8.0 Richter, capace di creare ingentissimi danni su un’area vastissima che comprende le principali metropoli della West Coast nord-americana. Ma in una vasta area degli USA centro-orientali, lungo il confine fra Arkansas, Missouri, Tennessee, e sud dell’Illinois, dove da giorni si sta registrando una intensa attività sismica, caratterizzate da una lunga serie di scosse di piccola magnitudo che dispongono i propri epicentri proprio lungo la cosiddetta “zona sismica di New Madrid”, già in passato, nel 1811, sede di una serie di forti terremoti che mutarono persino il corso del fiume Mississippi.I terremoti principali della sequenza del New Madrid si registrarono il 16 Dicembre 1811 con una magnitudo 7.7 Richter in Arkansas, il secondo il 23 Gennaio 1812 in Missouri (M. 7.5) e il terzo il 7 Febbraio dello stesso anno tra il Missouri e il Tennessee (M. 7.7). La cosiddetta “zona sismica di New Madrid” non deve essere interpretata come una faglia tradizionale, come quelle di San Andrea o della Cascadia, ma bensì un’area dove ciclicamente possono attivarsi i rarissimi “terremoti interplacca”. I “terremoti intraplacca” non si localizzano ai margini delle placche, ma in mezzo ad una placca. Le ragioni dello svilupparsi di tali terremoti di solito stanno nella storia geologica antica dell’area colpita.

Spesso l’area colpita da un “terremoto intraplacca”, pur non essendo oggi un’area vicino ad un margine di placca, era area di margine in tempi remoti e la sua antica attività tettonica viene alla luce di tanto in tanto ancora oggi (ad esempio terremoti dell’area degli Appalachi sulla costa orientale degli Stati Uniti). Quindi i “terremoti intraplacca” spesso accadono nelle zone dove sono localizzate antiche faglie o rift dovuti ad assestamenti su una vecchia frattura. Altra ragione teorica dello svilupparsi di ” terremoti intraplacca” potrebbe essere la nascita di un nuovo margine, ossia di una nuova zona di rift a causa della separazione di una placca in due placche distinte. Questo è il caso dei terremoti dell’area di New Madrid in nord America o dell’area della Rift Valley nell’Africa orientale. Il pericolo è che oggi giorno, in caso di un nuovo rinvigorimento dell’attività tellurica lungo la “zona sismica di New Madrid” milioni di americani ne rimarrebbero coinvolti, con risentimenti in grandi città del calibro di St. Louis e Memphis in caso di intense scosse di terremoti.
[fonte meteo-w.]

Commenti

Post popolari in questo blog

E se vivessimo in un universo che è un’illusione?

24 novembre 2010 - [I cerchi nel grano indicano questa data]

MAPPA DEI VULCANI ATTIVI NEL MONDO