“Artifizi e raggiri”. Il gioco d'azzardo legale denunciato per truffa

“Artifizi e raggiri” finalizzati a “indurre in errore” con lo scopo di procurare a se stessi “un ingiusto profitto”. Nell'esposto inviato lo scorso 9 gennaio alla Procura della Repubblica di Roma non compare mai la parola “truffa”, ma vi è la formula dell'articolo del codice penale che descrive in reato. E se il pubblico ministero dovesse ritenere che vale la pena di approfondire la questione, lo Stato italiano si troverebbe, assieme alla concessionarie, nell'imbarazzante posizione dell'indagato.

“Win For Life, Gratta & Vinci ed Altri Inganni” - Il salto di qualità nella lotta contro il cosiddetto “gioco d'azzardo legale” è un'iniziativa di Osvaldo Asteriti, avvocato con studio a Jesi, titolare di un blog (http://www.osvaldo.asteriti.name/) il cui nome è una dichiarazione programmatica - “Win For Life, Gratta & Vinci Ed Altri Inganni” - accompagnata da un motto che elimina qualunque dubbio sulle intenzioni: “E' ora di dire basta a questo modo subdolo di mettere le mani in tasca agli italiani”.

L’esperimento di un avvocato - Alcuni mesi fa, Asteriti diede un sonoro schiaffone alle concessionarie dei Gratta e vinci con un piccolo esperimento (http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/09/12/gratta-vinci-truffa.html). Siccome la legge prevede che le probabilità di vincita debbano essere scritte chiaramente sui tagliandi e possano essere riportate solo su Internet se sul tagliando non vi è lo spazio materiale, Asteriti andò da un tipografo con un Gratta e Vinci privo di queste indicazioni e dimostrò che c'era tutto lo spazio per inserirle. E che dunque quel tagliando non rispondeva a tutti i requisiti di legge. Nuovo esposto, nuova lunga attesa.

La lettera di denuncia - Le risposte, infatti, non arrivano rapidamente. Non solo dalle procure, ma dalla stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato alla quale, tra l'aprile del 2012 al settembre del 2013, Asteriti ha inviato diciotto denunce. Ricevendo alla fine la comunicazione che la questione del gioco d'azzardo non è, per l'Agcm, una delle priorità. Un'altra serie di denunce le ha inviate a varie procure della Repubblica, che non si sono regolate in modo uniforme. Qualcuna si è limitata a registrarle tra gli atti “non costituenti reato”, ma tre procure (Varese, Rimini e Trani) le hanno iscritte nel “modello 44”, il registro delle “notizie di reato a carico di persone ignote”. Di recente, tutti questi fascicoli sono stati inviati per competenza alla procura di Roma che quindi è diventata nei fatti la procura unica nazionale in materia di gioco d'azzardo. E' stato là che Asteriti ha inviato la sua ultima denuncia.

Gli “artifizi e i raggiri” - Ma cosa è dei Gratta e vinci a richiamare gli “artifizi e i raggiri” che possono configurare la truffa? L'aspetto più discutibile è il modo attraverso cui gli utenti vengono informati delle possibilità di vincita. Una tecnica confermata anche, lo scorso 9 dicembre, dall'ennesimo, il 54° per la precisione, Gratta e Vinci lanciato sul mercato. Si chiama “Oro e rubini” e mette in palio 9 super premi da mezzo milione di euro ciascuno, pari allo 0,00002 per cento dei biglietti. Mentre sono 8 milioni 677 mila i tagliandi che fanno “vincere” 5 euro, cioè lo stesso valore del loro costo. In questo modo, definendo “vincenti” i tagliandi che in realtà non fanno vincere nulla e danno solo diritto alla restituzione dei soldi spesi (che quasi sempre vengono spesi nuovamente e persi), si crea il presupposto per pubblicizzare il Gratta e vinci sostenendo che le probabilità di vincita sono altissime: una ogni 3,72 biglietti.

Il Cavaliere solitario - Asteriti è una specie di Cavaliere solitario nella lotta contro il gioco d'azzardo legale. Agisce da solo, con le proprie risorse personali, e presenta i suoi esposti come un qualunque cittadino. Ha più volte tentato, invano, di coinvolgere nelle sue iniziative le associazioni dei consumatori. E non condivide la linea, che giudica troppo morbida e attendista, delle associazioni anti-azzardo. Ritiene che sia in atto un tentativo astuto delle concessionarie di nascondere il danno sociale prodotto dal “gioco d'azzardo legale” spostando l'attenzione esclusivamente su quello illegale, certamente pericoloso e dannoso, ma non pervasivo come le varie lotterie e le slot machine. “In materia di tutela dell'ambiente – spiega Asteriti - vige il cosiddetto 'principio di precauzione in base al quale, in presenza di una minaccia seria, l'assenza di certezze scientifiche non va utilizzata per ignorarla e fare come se non ci fosse. Credo che questo criterio andrebbe adottato anche nel gioco d'azzardo”.

Le concessionarie - E' un principio di puro buon senso, lo stesso in base al quale se ho in mano un fucile e non so se è carico, lo maneggio come se lo fosse. Quanto al gioco d'azzardo legale, c'è più di un indizio per ritenere che produca danni sociali molto pesanti. L'azione delle concessionarie è volta a circoscriverli alle sole patologie. La tesi di fondo è che il danno non è prodotto dal gioco d'azzardo ma dal cattivo utilizzo che di esso fanno persone incapaci di gestirsi e di amministrarsi. Una disputa che può essere facilmente risolta studiando il fenomeno e i suoi effetti, per stabilire se il gioco d'azzardo legale abbia, nei suoi meccanismi interni, nelle due regole, i “germi” della ludopatia.

Gli elementi di pericolo - “Il ministero della salute – dice Asteriti – deve realizzare uno studio per accertare se i meccanismi più volte denunciati presenti nell'attuale disciplina dei giochi pubblici costituiscano elementi di pericolo per i giocatori e, in caso di accertamento positivo, deve chiedere ai monopoli di rimuoverli”. Parrebbe ovvio, ma tutto fa pensare che non sarà affatto facile.
[fonte tiscali]

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