Alla paura della morte non c’è rimedio

Una sessantina di anni fa, in una rivista di antropologia, lo studioso statunitense Horace Miner descrisse gli esotici costumi dei nacirema, un popolo famoso per i suoi rituali rivolti a negare l’inevitabilità della morte. In ogni casa, spiegava Miner, c’era un piccolo altare: una cassetta attaccata al muro piena di “amuleti e pozioni magiche” per prolungare la vita, e due volte all’anno i membri della tribù si recavano in visita ai “santoni della bocca” che avevano il potere di far ringiovanire i denti. I nacirema mostravano una “diffusa avversione per l’aspetto naturale del corpo e le sue funzioni” e avevano inventato procedimenti come quello “per ingrandire il seno delle donne che lo avevano piccolo e rimpicciolire quello delle donne che lo avevano grande”. Forse vi chiederete che genere di individui verrebbe fuori da una cultura che nega in questo modo la realtà, almeno fino a quando non avrete capito lo scherzo (provate a leggere il nome al contrario). Ma il problema no