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Visualizzazione dei post da 2018

Secondo la NASA c’è una possibilità che nel 2035 un asteroide possa colpire la Terra

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Secondo gli scienziati della NASA c’è una piccola possibilità che, il 21 settembre 2135, un asteroide delle dimensioni dell’Empire State Building di New York colpisca la Terra, distruggendo parte del pianeta e dei suoi abitanti.
La NASA, nel frattempo, ha già studiato una soluzione: se l’asteroide, denominato Bennu, dovesse avvicinarsi pericolosamente alla Terra, potrebbero lanciargli contro una massa di quasi nove tonnellate per spingerlo fuori dall’orbita terrestre. O, più probabilmente, lo possono deviare dal suo percorso apocalittico usando un dispositivo nucleare.
Il piano di sicurezza è chiamato Hypervelocity Asteroid Mitigation Mission for Emergency Response (HAMMER), ed è pronto per essere messo in pratica, anche se l’avvicinamento dell’asteroide al pianeta resta una teoria.
“Per favore non diffondete la notizia come se un asteroide stesse per distruggere la Terra”, ha detto Brent W. Barbee, ingegnere aerospaziale della NASA, al Washington Post.
In effetti, secondo i calcoli …

La Terra è piena

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La Terra è piena. È piena di noi, è piena della nostra roba, piena dei nostri rifiuti, piena delle nostre esigenze. Certo siamo una specie brillante e creativa, ma abbiamo creato un po’ troppa roba, così tanta che la nostra economia è ora più grande del pianeta che la ospita.
Non è un’affermazione filosofica. Ci sono numerose analisi scientifiche che lo dimostrano, ma arrivano tutte alla stessa conclusione, che stiamo andando troppo oltre.
Eminenti scienziati del Global Footprint Network calcolano che ci vorrebbe una Terra e mezzo per sostenere questa economia. In altre parole avremmo bisogno del 50% di Terra in più. In termini finanziari, sarebbe come spendere sempre 50% in più di quello che guadagniamo. Ma non si possono prendere in prestito risorse naturali.
Il significato è che la nostra economia non è sostenibile o meglio è il nostro approccio ad essere non sostenibile. Penserete però che non è possibile arrestare la crescita economica. Ma è quello a cui stiamo andando incontro.

La Terra ingoia dagli oceani 3 volte più acqua del previsto

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La Terra è avida di acqua: le zone in cui le placche continentali scivolano le une sulle altre ingoiano dagli oceani una quantità di acqua pari al triplo di quella prevista. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature dal gruppo della Washington University di St. Louis, coordinato da Chen Cai.
La ricerca si basa su analisi sismiche effettuate con decine di sismografi nella Fossa delle Marianne, la fossa oceanica più profonda della Terra. “Lo studio mostra che le cosiddette zone di subduzione spingono a una profondità superiore ai 100 chilometri più acqua di quanto si pensava”, ha spiegato Cai. Secondo gli studiosi, parte di quest’acqua è poi reimmessa in atmosfera dall’attività vulcanica sotto forma di vapore acqueo. “Un risultato che ha importanti implicazioni nel ciclo globale dell’acqua”, ha aggiunto Cai.
Secondo gli autori della ricerca l’acqua si insinua lungo le linee di faglia per poi rimanere intrappolata. “Alle particolari condizioni di temperatura e pressio…

Il Sistema Solare investito da un uragano di materia oscura

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Il Sistema solare potrebbe trovarsi nel bel mezzo di un 'uragano' di materia oscura, che si muove alla velocità di 500 chilometri al secondo: a spingerlo verso di noi sarebbe lo 'strascico' di stelle di una galassia cannibalizzata molti anni fa dalla Via Lattea. Lo ipotizza uno studio pubblicato sulla rivista Physical Review D dagli astronomi dell'Università di Saragozza in Spagna in collaborazione con i britannici dell'Istituto di astronomia a Cambridge e del King's College di Londra. 
Sebbene questo uragano cosmico non sia percepibile dall'uomo, secondo i ricercatori potrebbe comunque aumentare le probabilità di intercettare in maniera diretta le misteriose particelle che compongono la materia oscura e occupano il 25% dell'universo.
A portarcele direttamente a 'casa' nostra sarebbe la corrente stellare S1, scoperta l'anno scorso analizzando i dati raccolti dal satellite Gaia dell'Agenzia spaziale europea (Esa). In passato sono già…

I social fanno aumentare la depressione

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L'uso dei social media fa aumentare la depressione e la solitudine. La conferma arriva da uno studio sperimentale su Facebook, Instagram e Snapchat condotto dall'università della Pennsylvania, che dimostra una relazione causale tra il tempo trascorso sulle piattaforme sociali e un calo del benessere.
La ricerca, pubblicata sul Journal of Social and Clinical Psychology, ha preso in esame 143 studenti universitari e il tempo da loro speso sui social, certificato dall'iPhone. Ai partecipanti è stato chiesto di rispondere a domande sull'umore e il benessere; in seguito sono stati formati due gruppi, uno di controllo e uno che prevedeva di ridurre per tre settimane l'uso dei social a 10 minuti per ognuna delle tre piattaforme, che sono le più usate dagli studenti coinvolti.
Con questi dati, i ricercatori hanno esaminato i livelli di alcuni stati d'animo come ansia, depressione e solitudine: "Usare i social media meno del solito ha comportato una diminuzione si…

La tempesta solare fece esplodere le mine in Vietnam

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E' accaduto nel 1972, mistero risolto dopo 46 anni.
Risolto dopo 46 anni il mistero dell'esplosione di 4.000 mine al largo del Vietnam avvenuta nell'agosto 1972, in piena guerra: a provocarne l'esplosione è stata una tempesta solare dalla violenza confrontabile alla peggiore mai registrate finora, quella che nel 1859 sconvolse la cittadina americana di Carrington, mandando Ko il telegrafo per 14 ore e generando un'aurora visibile fino a Roma.
A chiarire il mistero è stata la ricerca pubblicata sulla rivista Space Weather, condotta sotto la guida di Delores Knipp, dell'università del Colorado a Boulder e basata su documenti trovati negli archivi della Marina degli Stati Uniti e desecretati di recente.
Il 4 agosto 1972, l'equipaggio di un aereo militare Usa che volava vicino a un campo minato nelle acque di Hon La osservò 25 esplosioni che avvennero nell'arco di 30 secondi. Il fenomeno proseguì per circa due settimane e la Marina Usa aprì una indagine sul…

Rallentano i progressi nella salute in tutto il mondo

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Si spendono molti soldi, ma i progressi per migliorare la salute e le cure nel mondo rallentano. Nel 2017 i miglioramenti sulla mortalità si sono fermati e peggiorati in alcuni paesi. Inoltre a metà dei paesi mancano operatori sanitari e metà delle morti nel mondo sono state causate da quattro fattori di rischio: ipertensione, fumo, glucosio alto nel sangue e alto indice di massa corporea. E' quanto emerge dal rapporto Global Burden of Disease (GBD), pubblicato sulla rivista Lancet.
"Il mondo ha visto diverse storie di successo per la salute - Christopher Murray, direttore dell'Institute for Health Metrics and Evaluation, che ha coordinato il rapporto - Gli investimenti fatti nei paesi poveri sulle cure prenatali e i problemi di igiene hanno fatto la differenza per la vita di queste persone.
Ma la combinazione di rischi metabolici e invecchiamento della popolazione continuerà a far salire le malattie croniche". Ma non è questo l'unico problema individuata dall&#…

Resti di continenti perduti sotto i ghiacci dell'Antartide

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Sotto i ghiacci dell'Antartide si nascondono i resti di antichi continenti perduti. Li ha visti il satellite europeo Goce, che dal 2009 al 2013 ha studiato la gravità terrestre. Sono almeno tre frammenti, un tempo uniti ad Africa, Australia e India, i più antichi dei quali potrebbero avere un'età compresa tra 1 miliardo e 550 milioni di anni. Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la scoperta si deve all'università tedesca di Kiel e al British Antarctic Survey (Bas) e parla anche italiano con Fausto Ferraccioli, responsabile della ricerca geologica e geofisica del Bas.
I ricercatori hanno analizzato i dati della missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha misurato le sottili differenze di gravità da un punto all'altro della Terra con una risoluzione di 80 chilometri, e li hanno confrontati con l'andamento delle onde sismiche, che permette di radiografare l'interno del pianeta: in questo modo hanno ottenuto una mappa 3D delle placche continen…

Antartide, non si farà la riserva marina più grande del mondo

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No di Russia, Cina e Norvegia perchè pescano nell'area.
E' stato respinto il piano oggetto di annose trattative multinazionali per creare il più grande parco marino al mondo nell'Oceano Meridionale presso l'Antartide, uno degli ecosistemi più importanti della Terra. E' il deludente esito dell'ultima riunione annuale dei membri della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell'Antartide (Ccamlr) - 24 paesi fra cui l'Italia più l'Unione Europea - che si è tenuta nei giorni scorsi a Hobart in Tasmania.
A bloccare il piano, che era stato proposto nel 2014 e approvato in linea di principio nel 2016, è stato il veto di Russia, Cina e Norvegia, che hanno un'intensa attività peschereccia nella regione. Secondo il piano sarebbero stati protetti oltre 1,5 milioni di kmq del Mare di Ross, fra cui 1,1 milioni di kmq, pari all'area combinata di Spagna e Francia, riservati come "zona di protezione generale", con divieto as…

Oumuamua è un’astronave aliena? Secondo gli scienziati è spinto da una ‘vela solare’

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Sembra quasi impossibile credere che lo abbiano detto degli scienziati dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics. Eppure analizzando tutti i dati a disposizione e soprattutto il comportamento dell’oggetto (ricordiamolo: si tratta do un “corpo” che è arrivato da fuori il sistema solare e dopo essere passato vicino al Sole sta ora tornando da dove è arrivato) i ricercatori dicono che una spiegazione del modo con il quale si è comportato vicino al Sole è che fosse spinto da una “vela solare”, proprio come quelle che ipotizziamo noi uomini di costruire per inviare una micro-navicella alla stella più vicina. Sarebbe dunque un vero Ufo che è venuto a farci visita.
Non c’è dubbio che Oumuamua sia davvero un oggetto strano. Lo è perché arriva dalle profondità dello spazio, al di là del nostro sistema solare, e dopo essere passato vicino al Sole lo scorso mese di settembre e a una distanza di circa 25 milioni di chilometri dalla Terra ora se ne sta tornando da dove era arrivato ad una …

Addio a Kepler, il più celebre cacciatore di pianeti

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Addio al più celebre cacciatore di pianeti: dopo 9 anni di attività nella quale ha regalato risultati straordinari il telescopio spaziale Kepler della Nasa va in pensione perché ha esaurito le sue riserve di carburante. Lascia un'eredità grandissima, con la scoperta di oltre 2.600 pianeti esterni al Sistema Solare e di altri 2.900 possibili mondi alieni, che potrebbero essere confermati da osservazioni successive.
"Kepler è stata la prima missione a caccia di pianeti della Nasa e ha aperto la strada alla ricerca della vita oltre il Sistema Solare", ha rilevato Thomas Zurbuchen, del Direttorato delle missioni scientifiche della Nasa. "Quando abbiamo concepito questa missione, 35 anni fa, non conoscevamo alcun pianeta esterno al Sistema Solare", ha detto il responsabile della missione, William Borucki, del Centro di ricerca Ames della Nasa.
"Abbiamo dimostrato - ha aggiunto - che ci sono più pianeti che stelle nella Via Lattea, che molti somigliano alla Ter…

Si apre la caccia ai pianeti sosia della Terra

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Piccoli, rocciosi e alla giusta distanza dalla loro stella: è l'identikit dei possibili sosia della Terra e la scommessa è riuscire a individuarli fra i quasi 4.000 mondi alieni scoperti finora e fra i tanti altri che presto saranno segnalati dai nuovi telescopi cacciatori di pianeti, come l'americano Tess e l'europeo Plato.
Al momento sono appena poche decine i pianeti simili alla Terra e si perdono in una variegata moltitudine che comprende giganti gassosi come Giove fino a piccoli mondi delle dimensioni di Nettuno. La scommessa, osserva la Nasa, è affinare gli strumenti per riconoscere i sosia della Terra quando comincerà ad arrivare la mole di dati attesa dal nuovo cacciatore di pianeti Tess, lanciato il 19 aprile scorso, e poi quella della missione Plato, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e che vede l'Italia in prima linea.
Ci sono poi gli indizi forniti da un'altre missione europea, Gaia, lanciata dall'Esa 2013, che finora ha rilevato la posizione …

L'ulcera carnivora

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Negli ultimi 4 anni i casi sono aumentati del 400%. Melbourne ha registrato 49 nuovi episodi, arrivando così a 270 casi nel 2018. I medici non sanno spiegarsi come abbia fatto questa ulcera, chiamata di Buruli, presente soprattutto nelle zone tropicali, a diffondersi a questi livelli soprattutto nella zona di Victoria che gode di un clima temperato. Gli stessi medici non sanno come affrontare il problema e temono che entro la fine dell’anno i casi possano arrivare a quota 400. Si tratta di un batterio, conosciuto con il nome di Mycobacterium ulcerans, che causa lesioni della pelle e dei tessuti molli, l’infezione può diventare molto grave. Questo batterio appartiene alla stessa famiglia di microbi che causano la tubercolosi e la lebbra. Se non viene immediatamente riconosciuto e fermato può portare a disabilità anche a lungo termine. Come per esempio gravi limitazioni dei movimenti articolari. Non è ancora del tutto chiaro come possa diffondersi questa malattia.
Al momento sono al va…

L'intruso del Sistema Solare non è solo e può seminare la vita

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L'intruso del Sistema Solare potrebbe non essere solo: altri oggetti come la cometa 'Oumuamua potrebbero vagare nella Via Lattea trasportando i mattoni della vita. Lo indica una simulazione secondo la quale una stella simile alla nostra vicina di casa, Alpha Centauri, potrebbe liberare ogni anno migliaia di corpi celesti simili a 'Oumuamua e che il Sistema Solare potrebbe catturarli al ritmo di uno al secolo.
La simulazione, anticipata sul sito arXiv e in via di pubblicazione sull'Astrophysical Journal, si deve al gruppo dell'americano Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics coordinato da Idan Ginsburg. "La vita potrebbe potenzialmente essere trasportata per migliaia di anni luce", rileva Ginsburg.
Secondo i ricercatori, infatti, la cometa 'Oumuamua, divenuta celebre per essere stata il primo corpo celeste proveniente da un altro sistema planetario, dimostra che le comete possono essere espulse dai loro sistemi solari e, se contengono i mattoni d…

È in mare il motore che fa scivolare l’Etna nello Ionio

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A largo della costa orientale della Sicilia c’è un motore sommerso che fa scivolare l’Etna nelle acque dello Ionio. Come se nel versante di Sud-Est il vulcano ‘non avesse i piedi’. Il motore principale di questo movimento, che nel maggio 2017 è stato di 4 centimetri in soli 8 giorni, non è legato alla camera magmatica, come ritenuto finora, ma è in mare, come se l’Etna stesse collassando sotto il suo stesso peso. Per gli esperti, è impossibile dire se questo movimento in futuro causerà tsunami.
È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Science Advances, coordinato dal Centro tedesco Helmholtz per la ricerca oceanografica Geomar di Kiel, che ha tra gli autori anche tre ricercatori italiani dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di Catania: Alessandro Bonforte, Francesco Guglielmino e Giuseppe Puglisi.
Lo scivolamento del vulcano verso il mare è stato studiato per due anni a circa 15 chilometri dalla costa e 1.200 metri di profond…

Vajont: La Diga Del Disonore

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Vajont, 55 anni fa la tragedia. "Morti e distruzioni erano evitabili"
Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963 quando oltre 270 milioni di metri cubi di roccia precipitarono nel bacino sottostante sollevando tre onde colossali, che travolsero e uccisero quasi duemila persone. E' la tragedia del Vajont. Due onde si schiantarono sulle pareti della vallata circostante. La terza strappò via la strada che coronava la diga e si scagliò a valle, verso Longarone. Un'onda d'urto che qualche contabile delle tragedie ha misurato di intensità paragonabile a quella della bomba atomica sganciata su Hiroshima. Il disastro rase al suolo varie e tranquille località di Erto e Casso, come la maggior parte di Longarone. Le genti che le abitavano scomparvero nel nulla, inghiottiti dai flutti e dalle macerie.
Erto e Casso, due nomi, un solo comune (del pordenonese), praticamente decimato dal disastro di cui domani si commemoreranno 55 anni. Vajont: un fiume placido che si riversava in un la…

Un secolo fa la Spagnola, oggi ucciderebbe 147 milioni di persone

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Per colpa di fattori sociali, climatici e antibiotico-resistenza.
Se una pandemia simile all'influenza Spagnola dovesse diffondersi oggi, il conto delle vittime non si fermerebbe a 50 milioni, come accaduto nel 1918, ma potrebbe addirittura salire fino a 147 milioni, a causa delle mutate condizioni sociali e demografiche, dei cambiamenti climatici e della sempre più diffusa antibiotico-resistenza.
A elaborare questa stima, a cent'anni esatti da quello storico flagello, sono tre ricercatori delle università australiane di Melbourne e  del Queensland, che sulla rivista Frontiers in Cellular and Infection Microbiology mettono a fuoco le sfide che ci attendono in vista della prossima pandemia influenzale. 
Il primo fattore da tenere in conto è la virulenza del ceppo influenzale: oggi è più facile valutare il potenziale pandemico di un nuovo virus, ma - spiegano i ricercatori - bisogna creare un adeguato sistema di sorveglianza che sia attivo in tutto il mondo. Questo sarà ancora …

Scoperto il buco nero più vorace mai visto

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Il più vorace dei buchi neri mai visto ingoia la materia che lo circonda a una velocità pari a un terzo di quella della luce. Si trova al centro della galassia PG211+143, distante un miliardo di anni luce dalla Terra, ed è stato scoperto grazie al telescopio spaziale europeo XMM-Newton. È quanto emerge dallo studio dell'Università britannica di Leicester coordinato da Ken Pounds e pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. 
Utilizzando i dati del telescopio XMM-Newton e un supercomputer i ricercatori hanno realizzato una simulazione della materia che precipita nel buco nero, un mostro cosmico con una massa pari a circa 40 milioni di volte quella solare. La simulazione mostra che l'immensa attrazione gravitazionale del buco nero rompe il disco di gas e polveri che gli si forma attorno. Si creano così anelli di materia ingoiati dal buco nero a una velocità enorme: un terzo di quella della luce, circa 100.000 chilometri al secondo. 
"Abbiamo…

La Terra come Venere, potrebbe avere un futuro bollente

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La Terra potrebbe avere davanti a sé un futuro bollente come quello di Venere, anche molto lontano nel tempo: se la temperatura media della sua superficie dovesse superare i 60 gradi, l'effetto serra diventerebbe così forte da intrappolare tutto il calore emesso, impedendo anche alla più piccola parte di sfuggire verso lo spazio. Lo studio, pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti (Pnas), è stato condotto nel Massachusetts Institute of Technology (Mit).
I coordinatori della ricerca, Daniel Koll e Tim Cronin, hanno costruito un modello matematico che imita la Terra e il suo modo di emettere calore nello spazio, osservando una relazione lineare tra l'aumento di temperatura superficiale e la quantità di calore irradiato: "Immaginate una finestra, attraverso la quale un fiume di calore può fluire nello spazio", spiega Koll. "Mentre la temperatura aumenta, il fiume scorre sempre più veloce, ma la finestra - rileva - si rimpiccolisc…

Si beve e si mangia, la microplastica contamina la tavola

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Piccole particelle, di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, invisibili a occhio nudo: sono le microplastiche che proprio perché così piccole finiscono nel cibo e nell'acqua (con presenza in prodotti o alimenti, dai frutti di mare al sale marino, dai pesci al miele fino alle acque potabili), spesso portando con se "sostanze tossiche, molecole cancerogene e batteri". Su questo si concentra la ricerca presentata dal mensile 'Il Salvagente'.
L'analisi - fatta nei laboratori del Gruppo Maurizi, in 18 campioni anonimi di bottiglie di cole, aranciate, gassose, tè freddi, tra i più venduti nei supermercati - "mostra una contaminazione al di là delle aspettative: la presenza di microplastiche non ha risparmiato alcun prodotto, tutte e 18 le bottiglie sono risultate contaminate, con valori che vanno da un minimo di 0,89 microparticelle per litro(mpp/l) ad un massimo di 18,89 mpp/l.
"Nel corso delle analisi che abbiamo effettuato per valutare la possibile pr…

Nel cervello la distruzione della specie

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La distruzione della specie umana è scritta nella parte più antica del cervello, programmato per essere un "predatore del mondo", e soltanto la cultura potrà segnare una radicale inversione di tendenza: è quanto emerge dalla ricerca italiana pubblicata sulla rivista Biological Theory e condotta da Paolo Rognini, del dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Pisa.
"Stiamo scoprendo che i nostri crani ospitano cervelli che danno ancora risposte ancestrali, non adattative all'era in cui viviamo", ha detto il ricercatore. "In pratica - ha aggiunto - abbiamo alcuni comportamenti, residui di risposte arcaiche, che ci porteranno a distruggere il pianeta e, di conseguenza, noi stessi, realizzando così una versione del tutto inedita dell'evoluzione: l'autoestinzione di una specie". Il ricercatore considera il cervello un 'software vestigiale', un programma generato all'inizio della storia degli esseri umani e che oggi non è …

Le origini del Sistema Solare nascoste nelle stelle cadenti

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Le stelle cadenti non sono soltanto uno spettacolo, ma un prezioso strumento di conoscenza per gli astronomi. Offrono, infatti, la chiave per scoprire i segreti della morte delle stelle, quando esplodono come supernovae. È quanto emerge dallo studio di un gruppo dell’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone, coordinato da Takehito Hayakawa e pubblicato sulla rivista Physical Review Letters.
Le supernovae rappresentano l’atto finale della vita delle stelle di massa superiore al Sole che, esaurito il proprio combustibile nucleare, esplodono emettendo in poche settimane un'energia pari a quella generata dalla nostra stella nella sua esistenza. Per comprendere nei dettagli questo fenomeni i ricercatori hanno misurato le tracce lasciate nei meteoriti dai nuclei radioattivi sintetizzati nell’esplosione di stelle con una massa 8 volte il Sole. In questo modo sono riusciti a ottenere anche una stima dell’età degli elementi pesanti del Sistema Solare primitivo, di cui i meteoriti s…

Febbre del Nilo: in Europa 975 casi, più del triplo del 2017

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E' un numero "insolitamente alto" quello di casi di febbre del Nilo occidentale registrati quest'anno in Europa: ben 975, di cui 710 nell'Unione europea e 265 negli Stati vicini. Un aumento più che triplo rispetto all'anno scorso. L'Italia è il Paese che finora ha avuto il maggior numero di infezioni nell'uomo (327). A rilevarlo è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) nel suo ultimo bollettino.
Dopo l'Italia, il maggior numero di infezioni si riscontra in Serbia (213), Grecia (147), Romania (117), Ungheria (96), seguiti a distanza da Israele (49), Francia (11), Austria (8), Croazia (3), Kosovo (3) e Slovenia (1). Rispetto all'intera stagione 2017, rilevano gli Ecdc, i casi complessivi sono aumentati di 3,4 volte rispetto al 2017. Le vittime sono state in totale 63, distribuite tra Serbia (21), Grecia (16), Italia (13), Romania (12) e Kosovo (1) e, rispetto ai sei anni precedenti, la proporzione dei casi mortali non è aument…

Confermato dalle stelle l'abbraccio che inquietava Einstein

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Arrivano dalle stesse nuove conferme del misterioso 'abbraccio a distanza' tra particelle previsto dalla fisica quantistica e chiamato entanglement: scetticamente bollato come una "fantomatica azione a distanza" da Albert Einstein, questo fenomeno esce dagli schemi della fisica classica. Le prove, tra le più solide finora disponibili, sono state raccolte sfruttando antichi quasar, bizzarri oggetti cosmici la cui luce è stata intercettata anche grazie agli italiani Massimo Cecconi e Adriano Ghedina che lavorano alle isole Canarie presso il Telescopio Nazionale Galileo dell'Istituo Nazionale di Astrofisica (Inaf).
I risultati sono pubblicati sulla rivista Physical Review Letters dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston in collaborazione con l'Università di Vienna. Il misterioso fenomeno dell'entanglement, che ancora nessuno è riuscito a dimostrare in modo diretto, è come un intreccio invisibile che unisce il destino di due sistemi fisici (…

L'estate classica sparirà, può diventare sempre più estrema

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L'estate, come l'abbiamo conosciuta finora, sta scomparendo. In Nord America, Europa e parte dell'Asia i periodi di caldo inteso infatti potrebbero diventare persistenti e portare più frequentemente a eventi estremi, come ondate di calore, inondazioni e incendi. Lo indicano due ricerche europee pubblicate sulle riviste Nature Communications e Scientific Reports dall'Istituto di ricerca sull'impatto climatico di Potsdam. 
I ricercatori hanno studiato l'influenza del riscaldamento eccessivamente forte sull'Artico causato dai gas serra prodotti dai combustibili fossili. I dati mostrano che l'uomo sta modificando gli schemi di circolazione nel cielo, con effetti disastrosi, come dimostrano gli incendi del 2016 in Canada esaminati in uno dei due studi. "Delle gigantesche correnti d'aria avvolgono il pianeta nella parte alta della troposfera (la regione dell'atmosfera che dal suolo si estende fino a 10-15 chilometri), le cosiddette ondate planet…

Giornata mondiale della zanzara, flagello fa ancora paura

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Il 20 agosto 1897 scoperto legame fra insetti e malaria.
Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Zanzara (World Mosquito Day), l'appuntamento annuale dedicato alla sensibilizzazione sul tema della lotta alle zanzare e alle malattie da loro trasmesse. Il 20 agosto 1897 è la data in cui il medico britannico Ronald Ross scoprì il collegamento fra questi infestanti e la trasmissione della malaria. Per questo vinse il Nobel per la medicina nel 1902.
Esistono oggi oltre 2500 specie di zanzare e un gran numero di queste possono essere veicolo di diverse malattie che infettano 700 milioni di persone e causano 1 milione di morti ogni anno, confermandosi gli animali più pericolosi al mondo.
Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 207 milioni i casi di malaria registrati in tutto il mondo - l'85% di questi nell'Africa subsahariana - e il rischio di contrazione è ancora alto per circa 3,2 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione mondiale. Alt…

E' nel cervello la culla del pessimismo

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Individuata nel cervello la culla del pessimismo: è la regione chiamata nucleo caudato ed è legata alle decisioni negative. Lo studio, pubblicato sulla rivista Neuron, firmato dal gruppo del Massachusetts Institute of Technology (Mit) coordinato da Ken-ichi Amemori e Satoko Amemori, potrebbe aiutare a capire le origini di depressione e stati d’ansia in individui con problemi neuropsichiatrici, e a sviluppare nuovi possibili trattamenti. 
Lo studio fa parte di un progetto di ricerca sui circuiti neuronali che controllano le emozioni, in particolare quelli legati alle analisi di costi e benefici nelle scelte. I ricercatori hanno osservato in topi di laboratorio, che la stimolazione di questa regione cerebrale crea un effetto paralizzante, offuscando la loro capacità di prendere decisioni. Una condizione che dura anche il giorno successivo alla stimolazione. 
“Abbiamo notato - hanno spiegato gli autori - che la stimolazione del nucleo caudato rende gli animali più titubanti, spingendoli…

Il Pacifico influenza il clima dell’Artico

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I cambiamenti nel flusso di calore dell’Oceano Pacifico settentrionale potrebbero avere influenzato il clima dell’Artico molto più di quanto si credesse. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto da un gruppo della Carnegie Institution for Science americana e del Politecnico Federale di Zurigo, coordinato da Summer Praetorius. 
Gli autori hanno misurato l’effetto dell’Oceano Pacifico sul riscaldamento dell’Artico, in particolare delle temperature superficiali marine e del flusso di calore oceanico proveniente da diverse regioni terrestri, osservando una riduzione dei ghiacci artici più rapida delle attese. Un fenomeno che gli esperti chiamano amplificazione artica. 
Per gli autori, “è fondamentale capire quanto ogni regione, attraverso l’Oceano Pacifico, possa influenzare in modo diverso l’Artico”. Gli esperti hanno, in particolare, usato nuovi modelli climatici per analizzare il flusso di calore tra la superficie dell’Oceano Pacifico sette…

Un misterioso segnale dal cuore della Via Lattea

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Un'emissione anomala proveniente dal cuore della Via Lattea è stata registrata dallo strumento italiano Lat (Large Area Telescope) a bordo del telescopio spaziale Fermi, che scruta il cosmo a caccia di raggi gamma: potrebbe nascondere la firma dell'inafferrabile materia oscura, che forma un quarto del cosmo, o di stelle finora sconosciute. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Astronomy e coordinato da Richard Bartels, dell'Istituto di Fisica Teorica dell'Università di Amsterdam, ha tra gli autori anche una ricercatrice italiana, Francesca Calore, del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica francese (Cnrs) e dell'Università francese di Grenoble.
Frutto dell'analisi di otto anni di dati raccolti da Fermi, il segnale è molto energetico, dell'ordine di grandezza di alcuni miliardi di elettronvolt, l'unità di misura dell'energia delle particelle, e proviene dal centro della nostra galassia, dove dimora un buco nero gigante. I ricercatori non s…

Il Sole a un passo dal letargo e senza macchie

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Il Sole è a un passo dal suo letargo ciclico. Da tempo è infatti senza macchie e sta raggiungendo l'attività minima del suo ciclo di 11 anni. Questo ciclo è paragonabile a un pendolo, che oscilla tra i periodi in cui il numero di macchie solari aumenta e si riduce. "Le osservazioni indicano che il Sole si sta avviando verso il minimo, perché è aumentata, in numero e in durata, la serie di giorni privi di macchie" ha detto all'ANSA Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'università di Trieste.
Inoltre, ha aggiunto, si nota una sempre più rara attività sulla superficie apparente del Sole, cioè la fotosfera. "A mio avviso, però - ha rilevato il fisico solare - non ci sono ancora tutte le condizioni per poter affermare che la fase di minimo sia iniziata in modo compiuto. Per il momento si prevede che il minimo si verificherà nel 2019, se sarà così oppure se anticiperà al 2018 ce lo diranno le o…

Come disattivare o cancellare definitivamente un account Facebook

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Non ne potete proprio più? Ecco come fare per sparire dal social network
Problemi di privacy, o semplicemente voglia di darci un taglio: sono sempre di più le persone (soprattutto giovani) che si stufano di Facebook e vogliono cancellare le proprie tracce dal social network di Mark Zuckerberg.
Ma cosa significa, nella pratica, disattivare un account Facebook? Semplicemente, nascondere la maggior parte dei propri dati. E' simile a una cancellazione temporanea: se qualcuno vi stesse cercando sul social network non sarebbe in grado di dire se avete (o avete mai avuto) un account su Facebook.
Il vostro profilo non comparirà nei risultati della ricerca, e gli aggiornamenti degli stati, le foto e altri dati scompariranno da occhi indiscreti. L'unica traccia del vostro account che potrebbe rimanere visibile rimane nei messaggi mandati ad altri.
Facebook, comunque, conserva i vostri dati. Ciò significa che potete riattivare subito il vostro account e tornare dove eravate rimasti: tutti…