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Visualizzazione dei post da 2018

Test del Dna per il mostro di Loch Ness

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L'alone di mistero e leggenda che da quasi 18 secoli circonda il celebre lago scozzese di Loch Ness, nonché il fantomatico mostro che nuoterebbe nelle sue acque, potrebbe essere finalmente diradato da una spedizione scientifica. I ricercatori dell'università neozelandese di Otago, guidati da Neil Gemmell, raccoglieranno l'acqua del bacino scozzese a tre profondità diverse e le analizzeranno impiegando il metodo del Dna ambientale, che consiste nell'analisi delle tracce lasciate in acqua da qualunque organismo viva nel lago. Oltre a ottenere un censimento unico, questa sorta di setaccio molecolare potrebbe mettere la parola fine a un mistero ormai antichissimo.
La partenza della spedizione è prevista nel giugno 2018 e la presentazione dei risultati è attesa per gennaio 2019. Il programma prevede l'analisi delle acque dei laghi Garry, Morar e Oich e il confronto dei dati con quelli relativi alle acque di Loch Ness. I ricercatori si serviranno del Dna ambientale per …

Viste le galassie ‘buie’, illuminate da fari cosmici

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Osservate le galassie ‘buie’, formate quando l'universo era ancora molto giovane e le stelle erano ancora rare. Il risultato, importante per capire come il gas interstellare ha fatto 'accendere' le prime stelle, è pubblicato sull'Astrophysical Journal e si deve agli astrofisici italiani Raffaella Anna Marino e Sebastiano Cantalupo, che lavorano nel Politecnico di Zurigo. 
Dopo avere osservato ben 200 oggetti cosmici, i ricercatori sono riusciti a vedere ben dieci galassie primitive e povere di stelle, illuminate dalla luce emessa da alcuni quasar, ossia da nuclei galattici attivi molto luminosi distanti miliardi di anni luce dalla Terra. Trovarel è stato possibile grazie allo strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer), del Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).
“Abbiamo trovato galassie che non apparivano nei cataloghi conosciuti e, per farlo, abbiamo utilizzato i quasar come fari”, ha detto all’ANSA Raffaella Anna Marino. Gli …

Gas che buca l'ozono torna a crescere, è vietato dal 2010

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Esperti, probabile una nuova produzione in Asia orientale. Sono in aumento le emissioni di uno dei gas che è tra i maggiori responsabili del buco dell'ozono, e la cui produzione è vietata dal 2010. La scoperta si deve a uno studio della Noaa, l'Agenzia statunitense della meteorologia, secondo cui la fonte delle emissioni sarebbe in Asia orientale.
Il gas in questione è il Triclorofluorometano (Cfc 11), il fluido refrigerante commercializzato come Freon con il più alto potenziale di distruzione dell'ozono. Come tutti i clorofluorocarburi, il Protocollo di Montreal lo ha messo al bando nel 1987 e dal 2010 non può più essere prodotto. Un'indagine della Noaa pubblicata sulla rivista Nature, tuttavia, documenta un aumento inatteso delle emissioni di questo gas, probabilmente a causa di una nuova e non segnalata produzione.
"Stiamo allertando la comunità globale, per dire: 'Questo è quello che sta succedendo, e ci sta allontanando dal recupero tempestivo dello strat…

Trovato un buco nero dalla massa di 20 miliardi di Soli

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Ogni due giorni divora materia pari a due volte la nostra stella. Scoperto un buco nero con una massa 20 miliardi di volte maggiore rispetto a quella del nostro Sole. E' nato quando l'universo era giovanissimo, è molto distante, si espande ad una velocità superiore a quella ogni altro buco nero finora osservato e sta divorando la materia che lo circonda al ritmo di una quantità doppia a quella del Sole ogni due giorni. La scoperta, dell'Università Nazionale Australiana (Anu), è annunciata sulla rivista Publications of the Astronomical Society of Australia.
Il massiccio buco nero emette quantità enormi di energia, composta principalmente di luce ultravioletta ma anche di raggi X, scrive Christian Wolf, della Research School of Astronomy and Astrophysics dell'ateneo e coordinatore della ricerca. "Se questo mostro fosse al centro della nostra Via Lattea, brillerebbe 10 volte della luna piena. Apparirebbe - ha aggiunto - come una stella incredibilmente luminosa, che f…

Due stelle 'intruse' nella Via Lattea

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Arrivano dalla Grande Nube di Magellano Scoperte due stelle 'intruse' nella Via Lattea: sono velocissime e arrivano da un'altra galassia, la Grande Nube di Magellano. Lo indicano le analisi preliminari, riportate da Science sul suo sito, del catalogo di 1,3 miliardi di stelle compilato dal satellite Gaia, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e appena reso disponibile agli astronomi di tutto il mondo. Il catalogo è una delle più grandi banche dati dell'astronomia: contiene informazioni su posizione, movimento, luminosità e colori di 1,3 miliardi di stelle della Via Lattea, raccolte dal satellite lanciato nel 2013. 
In pochi giorni dal rilascio dei dati, avvenuto il 25 aprile, c'è stato già un diluvio di scoperte, tutte pubblicate sul sito arXiv. Per esempio il gruppo guidato da Tommaso Marchetti all'università di Leida, nei Paesi Bassi, si è concentrato sulle stelle che si muovono velocemente, che sono molto affascinanti perché, ripercorrendo a ritroso la lor…

NIBIRU, Scienziati dichiarano: “esistono le prove del passaggio di “PLANET X” in Antichi Manoscritti”

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Analizzando antichi manoscritti e dati raccolti dagli astronomi anglosassoni, in combinazione con i dati moderni della NASA e di altre agenzie spaziali, gli esperti della Queen’s University sperano di restringere il campo, nonchè la posizione dell’elusivo Planet Nine o Planet X.
Nel lontano passato, antichi astronomi individuarono innumerevoli cose nel cielo notturno. Ad esempio, migliaia di anni fa, gli antichi egizi scoprirono una stella situata a 92 anni luce di distanza. Uno studio di scienziati dell’Università di Helsinki ha analizzato un antico papiro egiziano e ha scoperto che è il più antico testo storico conservato di osservazioni ad occhio nudo di una stella variabile situata a 92 anni luce di distanza, la stella binaria eclissante Algol .
Ora, gli scienziati della Queen’s University di Belfast credono che tracce di polvere e gas nel cielo notturno, avvistate dagli astronomi anglosassoni, possano fornire la prova della presenza del misterioso Pianeta X. Nel 2016, gli astron…

Se la Terra smettesse di girare

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La Terra sta progressivamente rallentando la sua velocità di rotazione. E se si fermasse completamente, smettendo di girare su se stessa? Come si modificherebbe la sua geografia? E come cambierebbero le nostre abitudini? Ecco le inquietanti risposte elaborate da un programma di modellazione geografica di ultima generazione.
Tranquilli: nessuna bufala mediatica è in agguato e nessuna nuova catastrofe minaccia il nostro pianeta. Che la Terra smetta di ruotare su se stessa, per ora, non è nemmeno un’ipotesi. Ma Witold Fraczek, ricercatore presso ESRI, una software house specializzata in sistemi informatici per la geografia, ha voluto mettere alla prova uno dei più potenti programmi di geomodellazione della sua azienda e ha simulato al computer un progressivo rallentamento della rotazione della Terra attorno al proprio asse, fino a un suo completo arresto. Cosa accadrebbe al nostro pianeta se venisse a mancare completamente la forza centrifuga? 
Oceani equilibristi Il livello dei mari e de…

Ecco l'ultimo studio di Hawking, semplifica l'universo

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E' più piccolo anche il 'multiverso', l'insieme degli universi
L'universo è molto più semplice di quanto lo avesse immaginato Stephen Hawking ed è più piccolo anche il multiverso, ossia l'insieme dei possibili universi. E' il punto principale dell'ultimo attesissimo studio ad opera proprio del fisico britannico Hawking sull'origine del cosmo, di cui erano stati anticipati i contenuti a pochi giorni dalla sua morte avvenuta lo scorso 14 marzo. L'articolo, intitolato 'A Smooth Exit from Eternal Inflation?' (Un'uscita morbida dall'inflazione eterna?) è stato pubblicato su 'Journal of High Energy Physics'.
Il compito di dimostrare la validità di questa ipotesi spetta ora ai rivelatori di onde gravitazionali, che in futuro potrebbero individuare le pieghe primordiali dello spazio-tempo generate subito dopo il Big Bang. A sostenerlo è il co-autore dello studio, il fisico teorico Thomas Hertog dell'Università Cattolica di L…

Aria inquinata per 90% popolazione mondiale, 7 mln di morti

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In Asia, in Africa, ma anche nella 'civile' Europa si continua a morire per colpa dell'aria inquinata. Lo affermano le ultime cifre diffuse dall'Oms, riferite al 2016, secondo cui nel mondo il 90% della popolazione respira inquinanti a un tasso superiore a quello giudicato massimo per la salute, con la conseguenza che sette milioni di persone sono morte per questa causa, con entrambi questi dati che sono sostanzialmente stabili negli ultimi anni. Le stime si basano sui dati di 4.300 città in 100 paesi diversi sia sull'inquinamento atmosferico, con i tassi di polveri sottili e ultrasottili, che su quello indoor, causato dall'utilizzo di stufe a carbone o a legna per cucinare e riscaldare gli ambienti. Secondo la stima l'aria inquinata è causa del 24% di tutte le morti per attacco cardiaco, del 25% degli ictus mortali, del 43% delle morti per malattie polmonari ostruttive e del 29% dei tumori al polmone. Il peso maggiore è per il sud est dell'Asia e per …

Il Mar Morto rischia di scomparire: al suo posto un deserto di sale

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In Italia è conosciuto come mar Morto, ma in ebraico il suo nome è Yam HaMelah che letteralmente vuol dire “Mare del Sale” e questo dà idea della natura del luogo in questione. Paesaggi storici, unici e mozzafiato ma la particolarità del Mar Morto consiste soprattutto nel fatto di essere situato nella depressione più profonda al mondo. Non ci sono emissari, l’acqua nel corso dei millenni è evaporata creando un’altra caratteristica che rende questo bacino famoso in tutto il pianeta, ossia la forte salinità. Ma un allarme lanciato da diversi studiosi nei giorni scorsi, presenta in un futuro non troppo lontano il mar Morto come un’unica grande distesa di sale. Al posto di uno specchio d’acqua in cui si sono riflesse importanti pagine di storia, potrebbe presentarsi entro poche decadi un immenso deserto di sale ai confini di Israele, Giordania e della Cisgiordania. 
Tra fenomeno naturale ed abuso delle risorse L’evaporazione delle acque e la loro non compensazione è una caratteristica ins…

Gleick, viaggiare nel tempo è un sogno impossibile

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Tutti almeno una volta hanno sognato di viaggiare nel tempo. Una costante dell'immaginario comune che gli scienziati hanno provato a studiare e i filosofi a interpretare, un topos ricorrente in letteratura e cinema, ma destinato a rimanere tale, perché, è convinto James Gleick, "la risposta semplice è 'no'. Non è possibile viaggiare nel tempo".
James Gleick, lo scrittore tre volte finalista al premio Pulitzer, è a Trieste per presentare il suo libro "Viaggi nel tempo" (Codice Edizioni), un'analisi approfondita del sottile confine tra fiction e fisica. Ospite della rassegna di incontri con l'autore "Scienza e Virgola", promossa da Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) e Comune di Trieste in attesa di Esof2020. Gleick racconta all'ANSA come è nato questo lavoro: "anche se tutti pensano che il viaggio nel tempo sia un'idea relativamente recente, in realtà è un pensiero che risale all'antichità. La differenza è …

Cancellata l’ipotesi della vita su Proxima b, sosia della Terra

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Un'eruzione gigantesca verificatasi nel marzo 2016 su Proxima Centauri, la stella più vicina a noi al di fuori del sistema solare, ha sconvolto Proxima b, il suo pianeta, rendendo praticamente impossibile la sopravvivenza di eventuali forme di vita, ipotesi quest'ultima, che gli studiosi ritenevano possibile vista la presenza di acqua liquida. 
La notizia dell'eruzione è in uno studio apparso recentemente online e intitolato "The First Naked-Eye Superflare Detected from Proxima Centauri", frutto del lavoro di un gruppo di Università internazionali e del Goddard Space Flight Center della Nasa. "Un'eruzione simile nel sole non sarebbe stata comunque devastante per la Terra", spiega dice Riccardo Claudi, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Padova. "Quando si verificano queste eruzioni - continua Claudi - da una stella si diramano particelle ad alta energia, i raggi cosmici solari, che possono erodere l'atmosfera d…

Scoperto il meccanismo che causa la morte cardiaca improvvisa

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Studio italiano descrive anomalia a base sindrome Brugada.
Uno studio dell'Irccs Policlinico San Donato, pubblicato oggi sulla rivista Journal of the American College of Cardiology, descrive per la prima volta l'anomalia elettrica alla base della fibrillazione ventricolare e della morte improvvisa in giovani altrimenti considerati sani, ma affetti da Sindrome di Brugada. Morti come quella di Davide Astori, il capitano della Fiorentina, scomparso improvvisamente e per cause sconosciuto e incomprensibili. Per astori era stata però esclusa la sindrome di Brugada.
"In questo lavoro - si legge in una nota dell'Irccs - si dimostra che, indipendentemente dai sintomi, la malattia è presente sin dall'infanzia sulla superficie epicardica del ventricolo destro, sottolineando come il rischio di sviluppare aritmie ventricolari potenzialmente fatali sia presente per tutto l'arco della vita". Le anomalie elettriche della Sindrome di Brugada sono rappresentate da gruppi…

Vacanza in orbita, "bastano" 9 milioni

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Nel 2021 aprirà l'hotel di lusso per astro-turisti. E sarà come in Star Trek.
È sempre stato il mito e il sogno. Volare nello spazio, oltre la Terra, viaggio talmente esotico da essere sparati oltre tutto, oltre ogni confine.
Fino a non molto tempo fa lo spazio sembrava un luogo invalicabile, quasi impossibile da raggiungere, se non dagli astronauti professionisti. Oggi invece i prodigi dell'innovazione e della tecnica lasciano intravedere che il viaggio è possibile. Non capacità ma denaro. Basta avere infatti un portafogli adeguato e il miracolo diventa reale.
Tutto merito di Orion Span, società aerospaziale di Houston, in Texas, in orbita sarà possibile addirittura soggiornare in hotel. Come una vacanza qualunque, non fosse per la destinazione finale. Il turismo spaziale sembra essere sempre più un'avventura alla portata di comuni mortali, a condizione, però, di avere qualche milione di dollari da investire. Progetto ambizioso quello della Orion Span, una società di Hou…

La piu' lontana delle stelle

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Si trova a 9 miliardi di anni luce dalla Terra ed e' la singola stella piu' lontana mai vista. A catturarne l'immagine il telescopio spaziale Hubble grazie a un raro allineamento di galassie a circa 5 miliardi di anni luce, che ha funzionato da lente d'ingrandimento cosmica. I dettagli dell'osservazione sono illustrati nello studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy. 
L'osservato speciale e' la stella Icarus, nome scientifico MACS J1149+2223 Lensed Star 1, che brilla di un acceso colore blu. Coordinati da Patrick Kelly, dell'Universita' del Minnesota, gli astronomi si sono imbattuti in questa stella lontana per caso, come spesso accade nella scienza. Stavano infatti tenendo d'occhio una supernova, la fase finale della vita di una stella massiccia che esplode dopo aver esaurito il proprio combustibile nucleare, quando hanno osservato un puntino luminoso assente nelle precedenti immagini dello stesso spicchio di cielo. Ma l'osservazion…

Nel Pacifico isola di plastica grande 3 volte la Francia

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Nell'Oceano Pacifico, fra la California e le Hawaii, galleggia un'isola di plastica vasta tre volte la Francia, 1,6 milioni di km quadrati: una massa di 1,8 trilioni di pezzi, pesanti complessivamente 80.000 tonnellate.
E' la Grande Chiazza di Plastica del Pacifico, come è stata battezzata dalla fondazione olandese Ocean Cleanup, che con 30 navi e 2 aerei ha fatto una stima delle sue dimensioni e della sua composizione. La ricerca, condotta dal 2013 al 2015, è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports.
La Chiazza è dalle 4 alle 16 volte più grandi delle stime precedenti. E' formata al 46% da reti da pesca, poi da plastiche rigide come polietilene (PE) e polipropilene (PP). Il 92% degli oggetti è più grande di 0,5 cm. I ricercatori hanno trovato in acqua oggetti intatti risalenti agli anni Settanta.
Al centro la Chiazza ha una densità fino a 100 kg di plastica per km quadrato, che scende sotto i 10 chili per km quadrato ai margini. Negli anni Settanta la densit…

Scoperto un nuovo organo nel corpo umano

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E' tra i più grandi, è legato a invecchiamento e cancro.
Rivoluzione in arrivo in anatomia, con la scoperta di un nuovo organo, tra i più grandi del corpo umano: si chiama interstizio e si trova diffuso in tutto l'organismo, sotto la pelle e nei tessuti che rivestono l'apparato digerente, i polmoni, i vasi sanguigni e i muscoli. E' formato da cavità interconnesse piene di liquido e sostenute da fibre di collagene ed elastina. 
Agisce come un vero e proprio ammortizzatore, ma la sua presenza potrebbe spiegare anche molti fenomeni biologici come la diffusione dei tumori, l'invecchiamento della pelle, le malattie infiammatorie degenerative e perfino il meccanismo d'azione dell'agopuntura. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dall'Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre. 
Etichettato per decenni come semplice 'tessuto connettivo', l'interstizio era rimasto 'invisibile' nella sua…

Onu, carenza d'acqua può colpire 5 miliardi di persone nel 2050

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La carenza d'acqua potrebbe interessare, per almeno un mese all'anno, circa 5 miliardi di persone entro il 2050, ossia circa la metà della popolazione mondiale stimata per quella data. A dirlo è l'Onu, nel rapporto sulle acque mondiali presentato oggi a Brasilia. Tra le cause della carenza d'acqua l'Onu indica cambiamento climatico, aumento della domanda e inquinamento. A metà secolo potrebbero quindi aumentare fino a due miliardi le persone che vivono in aree in cui l'acqua è scarsa.
Il rapporto dell'Onu, presentato in vista della Giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo, rileva che nel 2050 tra 4,8 e 5,7 miliardi di persone potrebbero fronteggiare la carenza di risorse idriche, a fronte dei 3,6 miliardi attuali. Nello stesso periodo la popolazione mondiale dovrebbe passare dai 7,7 miliardi attuali a 9,4-10,2 miliardi. Ad oggi l'uomo consuma 4.600 chilometri cubi d'acqua l'anno, di cui 70% per l'agricoltura, 20% per l'industria e …

Quaranta anni fa la fine dei manicomi ma restano criticità

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"La cosa importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile diventa possibile". Sta, forse, tutto in questa frase il senso della legge rivoluzionaria che 40 anni fa segnò la fine dell'era degli ospedali psichiatrici in Italia, ovvero la chiusura dei manicomi. A pronunciarla il 'padre' di quella legge - la 180 del 13 maggio 1978 - lo psichiatra Franco Basaglia, che diede vita al Movimento per il superamento degli istituti psichiatrici. Da allora è cambiato il volto della malattia psichiatrica nel nostro Paese, ma restano tuttavia molte le criticità da affrontare, a partire da un sistema di assistenza per il quale i finanziamenti sono ancora insufficienti.
La 180, sottolinea lo psichiatra Massimo Cozza, coordinatore del Dipartimento salute mentale (Dsm) ASL Roma 2 (il più grande d'Italia con circa 1,3 mln di abitanti), "ha restituito dignità ai malati e ha indicato nei servizi territoriali i luoghi di cura. La legge demanda infatti alle Regioni l&#…

Afrodisiaco e antiossidante, dagli oceani il cibo del futuro

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E' afrodisiaco, antiossidante e ricco di antinfiammatori naturali: è il cibo del futuro che arriva dagli oceani e comprende specie come il pesce coniglio e i cetrioli di mare. E' descritto nel rapporto messo a punto per la Commissione Europea da un gruppo di biologi marini delle Accademie delle Scienze dei paesi membri, fra i quali Roberto Danovaro, dell'università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. 
Il documento, dal titolo 'Food from the Oceans', sarà alla base della pianificazione delle future priorità politiche e della risorse dell'Ue. "Dobbiamo trovare nuovi modi per nutrire una popolazione globale in rapida crescita, che, secondo le stime, passerà dagli attuali 7 miliardi di persone a circa 10 miliardi entro il 2050", ha detto all'ANSA Danovaro. "La sfida è duplice perché - ha aggiunto - queste nuove strategie dovranno essere corrette sia qualitativamente, sia nel modo in cui utilizzer…

Ufo ripreso in video da un F-18 della Marina Usa

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L'Ufo sarebbe stato intercettato lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Il divario tra la tecnologia sperimentale segreta e quella nota è stimato in circa 25/30 anni.
Un Boeing F / A-18 Super Hornet, in pattuglia lungo la costa orientale degli Stati Uniti avrebbe intercettato un Ufo o Oggetto volante non identificato. E’ quanto emerge in un nuovo video pubblicato dall’organizzazione privata To the Stars Academy of Arts and Science (TTSA) guidata da Hal Puthoff, consigliere del Dipartimento della Difesa della Nasa e da James Semivan, ex funzionario della CIA. Nel filmato di 35 secondi pubblicato dalla TTSA e rinominato “Go Fast”, la telecamera ad infrarossi dell’F/A-18 avrebbe intercettato da un’altitudine di 7600 metri un Oggetto volante non identificato di forma discoidale che sfrecciava a velocità sostenuta sull’oceano.
Il Dipartimento della Difesa Usa si è rifiutato di commentare il video. Lo scorso dicembre il New York Times ha pubblicato altri due video (Gimbal e Flir-1…