Nel Gran Sasso 30 anni di ricerche da fantascienza

Dalla materia oscura all'antimateria, passando per le particelle più sfuggenti dell'universo, i neutrini: sanno di fantascienza gli esperimenti che da 30 anni vengono condotti nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). 

Nati nel 1988 su proposta del fisico Antonino Zichichi, i Laboratori del Gran Sasso "si sono affermati come il più importante laboratorio sotterraneo per la fisica e come l'infrastruttura di ricerca italiana con la maggior capacità di attrarre ricercatori da tutto il mondo", ha detto il presidente dell'Infn, Fernando Ferroni.

Sono stati costruiti nel cuore della montagna, sotto 1.400 metri di roccia, per proteggere gli esperimenti dalla 'pioggia' dei raggi cosmici, le particelle cariche di energia che arrivano continuamente dallo spazio. In questo modo è stato ottenuto quello che i ricercatori chiamano un "silenzio cosmico" e qui vengono condotti esperimenti che attirano ricercatori da tutto il mondo. Sono ospitati in tre 'caverne', ognuna lunga 100 metri, larga 20 e alta 18, unite fra loro da gallerie di servizio. Complessivamente il volume occupato è di 180.000 metri cubi.

Si chiamano Cuore e Gerda gli esperimenti tesi a dimostrare se i neutrini sanno trasformarsi nel loro opposto nell'antimateria, come aveva previsto intorno al 1930 uno dei ragazzi di Via Panisperna, Ettore Majorana. Se le cose stessero così, potrebbe cambiare il modo di considerare il rapporto tra materia e antimateria.

Un altro esperimento, 'Opera', aveva dimostrato nel 2015 che i neutrini possono cambiare identità, scuotendo la teoria di riferimento della fisica secondo la quale queste particelle non avrebbero massa.

La caccia alla materia oscura è un altro cavallo di battaglia dei Laboratori del Gran Sasso, ai quali nel 2016 è stato destinato un finanziamento di 60 milioni proprio per questo obiettivo.

Si chiama Borexino l'esperimento che nel 2014 ha misurato in tempo reale l'energia che fa brillare il Sole, mentre nel 2012 ancora i neutrini 'sparati' dal Cern di Ginevra nel Gran Sasso avevano dato filo da torcere per i dati, in seguito rilevati errati, secondo i quali i neutrini erano più veloci della luce.
(fonte ansa)

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