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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

Campi Flegrei, nuova ipotesi sulla deformazione

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Nuova ipotesi sul fenomeno del sollevamento e abbassamento del suolo (bradisismo) dei Campi Flegrei, avvenuto negli ultimi 33 anni: sarebbe dovuto all'afflusso e al deflusso di gas e non alla migrazione di magma verso la superficie. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports da Istituto Nazionale di Vulcanologia (Ingv)-Osservatorio Vesuviano, università della Campania Luigi Vanvitelli e l'Istituto di Fisica del Globo di Parigi.
I ricercatori hanno analizzando i dati raccolti negli ultimi 37 anni sulla composizione geochimica delle fumarole di Solfatara e Pisciarelli, e sulla deformazione del suolo della caldera del supervulcano dei Campi Flegrei. In base all'analisi, si ipotizza, ha rilevato Roberto Moretti dell'Istituto di Fisica del Globo di Parigi, che "il fenomeno bradisismico attuale, caratterizzato da tassi di sollevamento molto più bassi rispetto a quelli osservati tra il 1983 e il 1984, sia dovuto all'arrivo di gas magmatic…

Test del Dna per il mostro di Loch Ness

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L'alone di mistero e leggenda che da quasi 18 secoli circonda il celebre lago scozzese di Loch Ness, nonché il fantomatico mostro che nuoterebbe nelle sue acque, potrebbe essere finalmente diradato da una spedizione scientifica. I ricercatori dell'università neozelandese di Otago, guidati da Neil Gemmell, raccoglieranno l'acqua del bacino scozzese a tre profondità diverse e le analizzeranno impiegando il metodo del Dna ambientale, che consiste nell'analisi delle tracce lasciate in acqua da qualunque organismo viva nel lago. Oltre a ottenere un censimento unico, questa sorta di setaccio molecolare potrebbe mettere la parola fine a un mistero ormai antichissimo.
La partenza della spedizione è prevista nel giugno 2018 e la presentazione dei risultati è attesa per gennaio 2019. Il programma prevede l'analisi delle acque dei laghi Garry, Morar e Oich e il confronto dei dati con quelli relativi alle acque di Loch Ness. I ricercatori si serviranno del Dna ambientale per …

Viste le galassie ‘buie’, illuminate da fari cosmici

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Osservate le galassie ‘buie’, formate quando l'universo era ancora molto giovane e le stelle erano ancora rare. Il risultato, importante per capire come il gas interstellare ha fatto 'accendere' le prime stelle, è pubblicato sull'Astrophysical Journal e si deve agli astrofisici italiani Raffaella Anna Marino e Sebastiano Cantalupo, che lavorano nel Politecnico di Zurigo. 
Dopo avere osservato ben 200 oggetti cosmici, i ricercatori sono riusciti a vedere ben dieci galassie primitive e povere di stelle, illuminate dalla luce emessa da alcuni quasar, ossia da nuclei galattici attivi molto luminosi distanti miliardi di anni luce dalla Terra. Trovarel è stato possibile grazie allo strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer), del Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).
“Abbiamo trovato galassie che non apparivano nei cataloghi conosciuti e, per farlo, abbiamo utilizzato i quasar come fari”, ha detto all’ANSA Raffaella Anna Marino. Gli …

Gas che buca l'ozono torna a crescere, è vietato dal 2010

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Esperti, probabile una nuova produzione in Asia orientale. Sono in aumento le emissioni di uno dei gas che è tra i maggiori responsabili del buco dell'ozono, e la cui produzione è vietata dal 2010. La scoperta si deve a uno studio della Noaa, l'Agenzia statunitense della meteorologia, secondo cui la fonte delle emissioni sarebbe in Asia orientale.
Il gas in questione è il Triclorofluorometano (Cfc 11), il fluido refrigerante commercializzato come Freon con il più alto potenziale di distruzione dell'ozono. Come tutti i clorofluorocarburi, il Protocollo di Montreal lo ha messo al bando nel 1987 e dal 2010 non può più essere prodotto. Un'indagine della Noaa pubblicata sulla rivista Nature, tuttavia, documenta un aumento inatteso delle emissioni di questo gas, probabilmente a causa di una nuova e non segnalata produzione.
"Stiamo allertando la comunità globale, per dire: 'Questo è quello che sta succedendo, e ci sta allontanando dal recupero tempestivo dello strat…

Trovato un buco nero dalla massa di 20 miliardi di Soli

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Ogni due giorni divora materia pari a due volte la nostra stella. Scoperto un buco nero con una massa 20 miliardi di volte maggiore rispetto a quella del nostro Sole. E' nato quando l'universo era giovanissimo, è molto distante, si espande ad una velocità superiore a quella ogni altro buco nero finora osservato e sta divorando la materia che lo circonda al ritmo di una quantità doppia a quella del Sole ogni due giorni. La scoperta, dell'Università Nazionale Australiana (Anu), è annunciata sulla rivista Publications of the Astronomical Society of Australia.
Il massiccio buco nero emette quantità enormi di energia, composta principalmente di luce ultravioletta ma anche di raggi X, scrive Christian Wolf, della Research School of Astronomy and Astrophysics dell'ateneo e coordinatore della ricerca. "Se questo mostro fosse al centro della nostra Via Lattea, brillerebbe 10 volte della luna piena. Apparirebbe - ha aggiunto - come una stella incredibilmente luminosa, che f…

Due stelle 'intruse' nella Via Lattea

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Arrivano dalla Grande Nube di Magellano Scoperte due stelle 'intruse' nella Via Lattea: sono velocissime e arrivano da un'altra galassia, la Grande Nube di Magellano. Lo indicano le analisi preliminari, riportate da Science sul suo sito, del catalogo di 1,3 miliardi di stelle compilato dal satellite Gaia, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e appena reso disponibile agli astronomi di tutto il mondo. Il catalogo è una delle più grandi banche dati dell'astronomia: contiene informazioni su posizione, movimento, luminosità e colori di 1,3 miliardi di stelle della Via Lattea, raccolte dal satellite lanciato nel 2013. 
In pochi giorni dal rilascio dei dati, avvenuto il 25 aprile, c'è stato già un diluvio di scoperte, tutte pubblicate sul sito arXiv. Per esempio il gruppo guidato da Tommaso Marchetti all'università di Leida, nei Paesi Bassi, si è concentrato sulle stelle che si muovono velocemente, che sono molto affascinanti perché, ripercorrendo a ritroso la lor…

NIBIRU, Scienziati dichiarano: “esistono le prove del passaggio di “PLANET X” in Antichi Manoscritti”

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Analizzando antichi manoscritti e dati raccolti dagli astronomi anglosassoni, in combinazione con i dati moderni della NASA e di altre agenzie spaziali, gli esperti della Queen’s University sperano di restringere il campo, nonchè la posizione dell’elusivo Planet Nine o Planet X.
Nel lontano passato, antichi astronomi individuarono innumerevoli cose nel cielo notturno. Ad esempio, migliaia di anni fa, gli antichi egizi scoprirono una stella situata a 92 anni luce di distanza. Uno studio di scienziati dell’Università di Helsinki ha analizzato un antico papiro egiziano e ha scoperto che è il più antico testo storico conservato di osservazioni ad occhio nudo di una stella variabile situata a 92 anni luce di distanza, la stella binaria eclissante Algol .
Ora, gli scienziati della Queen’s University di Belfast credono che tracce di polvere e gas nel cielo notturno, avvistate dagli astronomi anglosassoni, possano fornire la prova della presenza del misterioso Pianeta X. Nel 2016, gli astron…

Se la Terra smettesse di girare

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La Terra sta progressivamente rallentando la sua velocità di rotazione. E se si fermasse completamente, smettendo di girare su se stessa? Come si modificherebbe la sua geografia? E come cambierebbero le nostre abitudini? Ecco le inquietanti risposte elaborate da un programma di modellazione geografica di ultima generazione.
Tranquilli: nessuna bufala mediatica è in agguato e nessuna nuova catastrofe minaccia il nostro pianeta. Che la Terra smetta di ruotare su se stessa, per ora, non è nemmeno un’ipotesi. Ma Witold Fraczek, ricercatore presso ESRI, una software house specializzata in sistemi informatici per la geografia, ha voluto mettere alla prova uno dei più potenti programmi di geomodellazione della sua azienda e ha simulato al computer un progressivo rallentamento della rotazione della Terra attorno al proprio asse, fino a un suo completo arresto. Cosa accadrebbe al nostro pianeta se venisse a mancare completamente la forza centrifuga? 
Oceani equilibristi Il livello dei mari e de…

Ecco l'ultimo studio di Hawking, semplifica l'universo

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E' più piccolo anche il 'multiverso', l'insieme degli universi
L'universo è molto più semplice di quanto lo avesse immaginato Stephen Hawking ed è più piccolo anche il multiverso, ossia l'insieme dei possibili universi. E' il punto principale dell'ultimo attesissimo studio ad opera proprio del fisico britannico Hawking sull'origine del cosmo, di cui erano stati anticipati i contenuti a pochi giorni dalla sua morte avvenuta lo scorso 14 marzo. L'articolo, intitolato 'A Smooth Exit from Eternal Inflation?' (Un'uscita morbida dall'inflazione eterna?) è stato pubblicato su 'Journal of High Energy Physics'.
Il compito di dimostrare la validità di questa ipotesi spetta ora ai rivelatori di onde gravitazionali, che in futuro potrebbero individuare le pieghe primordiali dello spazio-tempo generate subito dopo il Big Bang. A sostenerlo è il co-autore dello studio, il fisico teorico Thomas Hertog dell'Università Cattolica di L…

Aria inquinata per 90% popolazione mondiale, 7 mln di morti

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In Asia, in Africa, ma anche nella 'civile' Europa si continua a morire per colpa dell'aria inquinata. Lo affermano le ultime cifre diffuse dall'Oms, riferite al 2016, secondo cui nel mondo il 90% della popolazione respira inquinanti a un tasso superiore a quello giudicato massimo per la salute, con la conseguenza che sette milioni di persone sono morte per questa causa, con entrambi questi dati che sono sostanzialmente stabili negli ultimi anni. Le stime si basano sui dati di 4.300 città in 100 paesi diversi sia sull'inquinamento atmosferico, con i tassi di polveri sottili e ultrasottili, che su quello indoor, causato dall'utilizzo di stufe a carbone o a legna per cucinare e riscaldare gli ambienti. Secondo la stima l'aria inquinata è causa del 24% di tutte le morti per attacco cardiaco, del 25% degli ictus mortali, del 43% delle morti per malattie polmonari ostruttive e del 29% dei tumori al polmone. Il peso maggiore è per il sud est dell'Asia e per …