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Visualizzazione dei post da Novembre, 2018

Allarme ghiacciai Gran Paradiso, sciolti 130 metri

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Le temperature elevate della scorsa estate hanno fatto 'evaporare' ben 130 metri del ghiaccio del Grand Etret, in Valsavarenche (Aosta), nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso. Un record per un ghiacciaio che dal 2000 ha perso quasi un terzo della sua superficie. Il dato emerge dal monitoraggio effettuato nel 2018 su 57 siti dal Corpo di sorveglianza dell'Ente Parco, in collaborazione con gli operatori del Comitato Glaciologico Italiano.
In media l'arretramento rilevato è di 22 metri. I cambiamenti climatici non hanno conseguenze solo sul paesaggio ma anche sulla fauna dell'area protetta; i guardaparco hanno notato che, soprattutto nel caso dello stambecco, gli esemplari salgono sempre più di quota nei mesi caldi e si spostano alla ricerca di zone più fresche e riparate, su pendii esposti a nord.
"Il Gran Paradiso è in enorme difficoltà dal punto di vista nivologico, forse anche perché è la cima oltre 4.000 metri più a sud d'Italia", spiega …

Torna El Nino, all'inizio del 2019 riscalderà il Pacifico

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C'è un'elevata probabilità, del 75-80%, che nei prossimi tre mesi torni El Niño, l'aumento delle temperature superficiali dell'Oceano Pacifico che si verifica in genere nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio, con una frequenza che può variare tra 2 e 7 anni. Lo indica la previsione dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo) secondo la quale "non si tratterà di un evento forte, come quello del 2015-2016".
I meteorologi hanno studiato le temperature superficiali nel Pacifico tropicale, affermando che "le precipitazioni previste nei mesi tra dicembre e febbraio sono compatibili con quelle normalmente associate a El Niño", scrivono nel loro rapporto. El Niño è uno dei fenomeni meteorologici tropicali periodici alla base del motore climatico della Terra. "Si tratta - spiega la Wmo - di fluttuazioni periodiche delle temperature superficiali nel Pacifico equatoriale, associate a cambiamenti nella circolazione atmosferica". In genere,…

La vita dei Neanderthal era meno violenta del previsto

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La vita degli uomini di Neanderthal vissuti fra 80.000 e 20.000 anni fa non era così violenta come si pensava finora: il livello di brutalità e i conseguenti traumi fisici che quegli uomini sperimentavano ogni giorno era confrontabile a quello dei loro cugini e nostri antenati, i Sapiens. Lo dimostra l'analisi dei loro scheletri pubblicata sulla rivista Nature dal gruppo dell'università tedesca di Tubinga coordinato da Katerina Harvati.
Secondo la ricercatrice la scoperta "demolisce l'ipotesi che i Neanderthal fossero più inclini a ferirsi alla testa rispetto ai Sapiens a causa del loro comportamento violento e della capacità di caccia inferiori". Pertanto, secondo l'esperta, la cattiva reputazione di questi uomini primitivi è ingiusta e deve essere "riconsiderata". I Neanderthal si sono guadagnati la brutta nomea di 'violenti' a causa delle lesioni alla testa e al collo trovate in molti fossili. 
Questo aveva portato a immaginare che quest…

Perché per chiedere aiuto si dice "Mayday"?

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Nei film di guerra si sente spesso pronunciare la parola inglese Mayday, che letteralmente significa "giorno di maggio", la cui origine è da riscontrarsi nell'espressione francese «venez m'aider!» (venite ad aiutarmi). La parola mayday è utilizzata in radiofonia, da parte di un'imbarcazione o di un velivolo, per indicare un'immediata necessità di aiuto, ma perché non utilizzare il classico SOS? Vista la scarsa qualità audio delle comunicazioni via radio è impossibile distinguere la pronuncia a voce della sigla SOS.
Ufficializzato nel 1948, chiunque ascolti il messaggio è in grado di riconoscere questo nuovo  segnale internazionale. L’inventore fu dell’operatore radio Frederick Stanley Mockford, al quale nel 1932 venne chiesto di formulare un nuovo segnale di emergenza: visto che gran parte del traffico aereo era tra Croydon (Londra) e Le Bourget Airport (Parigi) propose l'espressione francese «m'aider!» che potrebbe addirittura risalire alla prima guer…

Da Hal 9000 a Cimon, i robot con l'uomo fra le stelle

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L'uomo non è più solo nella conquista dello spazio. Al suo fianco ci sono nuovi assistenti digitali dotati di intelligenza artificiale, che promettono di aiutarlo nella gestione della routine quotidiana e delle emergenze: da Cimon, il robot volante che lavorerà con Luca Parmitano sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), fino a 'Case', il gemello buono del temibile computer di '2001 Odissea nello spazio', che è appena stato progettato da un'azienda texana in collaborazione con la Nasa.
L'idea è venuta all'ingegnere Pete Bonasso, esperto di intelligenza artificiale della TRACLabs Inc, che nel 1968 rimase impressionato dalla visione dell'inquietante Hal 9000 nella pellicola di Stanley Kubrick. Desideroso di riprodurlo nei suoi aspetti positivi, e non certo nei suoi istinti omicidi, ha progettato 'Case' (Cognitive architecture for space agents), un nuovo sistema di intelligenza artificiale capace di gestire in completa autonomia una futura…

I gas serra continuano a crescere, è nuovo record

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I gas serra segnano un nuovo record e non c'è nessun segno di inversione di tendenza. E' l'allarme dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), secondo cui le concentrazioni medie di anidride carbonica a livello globale hanno raggiunto 405,5 parti per milione nel 2017, con un trend in continuo aumento (400,1 parti per milione nel 2015).
Senza tagli ai gas serra, afferma sul sito il segretario generale Petteri Taalas, "i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili sulla vita sulla Terra".
Dal bollettino emerge che anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto (N2O) sono aumentate. Non solo, anche se esiste un accordo internazionale che lo regolamenta, è stata registrata una recrudescenza dell'CFC-11, potente sostanza a effetto serra e responsabile del buco dell'ozono. "La finestra di opportunità per l'azione è quasi chiusa", avverte Taalas che aggiunge: "l'ultima volta che la Terra…

Antartide, una fonte radioattiva accelera lo scioglimento dei ghiacci

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Scoperta sotto l'Antartide una fonte di calore radioattiva che dal cuore della Terra contribuisce allo scioglimento dei ghiacci. E' vicina al Polo Sud magnetico e in futuro potrebbe accelerare lo scioglimento della calotta in quell'area per l'acqua che si accumula alla base del ghiaccio. E' stata individuata dai rilievi fatti con i radar dal British Antarctic Survey (Bas), l'organizzazione britannica che si occupa della ricerca in Antartide, che pubblica la scoperta sulla rivista Scientific Reports.
"La scoperta conferma ancora una volta che lo scioglimento dei ghiacci in Antartide risente anche di effetti locali come fonti radioattive o vulcani, perché è un continente coperto di ghiacci, a differenza dell'Artide che è un oceano che si gela e risente solo degli effetti generali del riscaldamento climatico", ha detto all'ANSA Antonio Meloni, presidente Commissione Scientifica Nazionale per l'Antartide (Csna).
E' uno dei risultati del &…

Secondo la NASA c’è una possibilità che nel 2035 un asteroide possa colpire la Terra

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Secondo gli scienziati della NASA c’è una piccola possibilità che, il 21 settembre 2135, un asteroide delle dimensioni dell’Empire State Building di New York colpisca la Terra, distruggendo parte del pianeta e dei suoi abitanti.
La NASA, nel frattempo, ha già studiato una soluzione: se l’asteroide, denominato Bennu, dovesse avvicinarsi pericolosamente alla Terra, potrebbero lanciargli contro una massa di quasi nove tonnellate per spingerlo fuori dall’orbita terrestre. O, più probabilmente, lo possono deviare dal suo percorso apocalittico usando un dispositivo nucleare.
Il piano di sicurezza è chiamato Hypervelocity Asteroid Mitigation Mission for Emergency Response (HAMMER), ed è pronto per essere messo in pratica, anche se l’avvicinamento dell’asteroide al pianeta resta una teoria.
“Per favore non diffondete la notizia come se un asteroide stesse per distruggere la Terra”, ha detto Brent W. Barbee, ingegnere aerospaziale della NASA, al Washington Post.
In effetti, secondo i calcoli …

La Terra è piena

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La Terra è piena. È piena di noi, è piena della nostra roba, piena dei nostri rifiuti, piena delle nostre esigenze. Certo siamo una specie brillante e creativa, ma abbiamo creato un po’ troppa roba, così tanta che la nostra economia è ora più grande del pianeta che la ospita.
Non è un’affermazione filosofica. Ci sono numerose analisi scientifiche che lo dimostrano, ma arrivano tutte alla stessa conclusione, che stiamo andando troppo oltre.
Eminenti scienziati del Global Footprint Network calcolano che ci vorrebbe una Terra e mezzo per sostenere questa economia. In altre parole avremmo bisogno del 50% di Terra in più. In termini finanziari, sarebbe come spendere sempre 50% in più di quello che guadagniamo. Ma non si possono prendere in prestito risorse naturali.
Il significato è che la nostra economia non è sostenibile o meglio è il nostro approccio ad essere non sostenibile. Penserete però che non è possibile arrestare la crescita economica. Ma è quello a cui stiamo andando incontro.

La Terra ingoia dagli oceani 3 volte più acqua del previsto

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La Terra è avida di acqua: le zone in cui le placche continentali scivolano le une sulle altre ingoiano dagli oceani una quantità di acqua pari al triplo di quella prevista. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature dal gruppo della Washington University di St. Louis, coordinato da Chen Cai.
La ricerca si basa su analisi sismiche effettuate con decine di sismografi nella Fossa delle Marianne, la fossa oceanica più profonda della Terra. “Lo studio mostra che le cosiddette zone di subduzione spingono a una profondità superiore ai 100 chilometri più acqua di quanto si pensava”, ha spiegato Cai. Secondo gli studiosi, parte di quest’acqua è poi reimmessa in atmosfera dall’attività vulcanica sotto forma di vapore acqueo. “Un risultato che ha importanti implicazioni nel ciclo globale dell’acqua”, ha aggiunto Cai.
Secondo gli autori della ricerca l’acqua si insinua lungo le linee di faglia per poi rimanere intrappolata. “Alle particolari condizioni di temperatura e pressio…

Il Sistema Solare investito da un uragano di materia oscura

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Il Sistema solare potrebbe trovarsi nel bel mezzo di un 'uragano' di materia oscura, che si muove alla velocità di 500 chilometri al secondo: a spingerlo verso di noi sarebbe lo 'strascico' di stelle di una galassia cannibalizzata molti anni fa dalla Via Lattea. Lo ipotizza uno studio pubblicato sulla rivista Physical Review D dagli astronomi dell'Università di Saragozza in Spagna in collaborazione con i britannici dell'Istituto di astronomia a Cambridge e del King's College di Londra. 
Sebbene questo uragano cosmico non sia percepibile dall'uomo, secondo i ricercatori potrebbe comunque aumentare le probabilità di intercettare in maniera diretta le misteriose particelle che compongono la materia oscura e occupano il 25% dell'universo.
A portarcele direttamente a 'casa' nostra sarebbe la corrente stellare S1, scoperta l'anno scorso analizzando i dati raccolti dal satellite Gaia dell'Agenzia spaziale europea (Esa). In passato sono già…

I social fanno aumentare la depressione

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L'uso dei social media fa aumentare la depressione e la solitudine. La conferma arriva da uno studio sperimentale su Facebook, Instagram e Snapchat condotto dall'università della Pennsylvania, che dimostra una relazione causale tra il tempo trascorso sulle piattaforme sociali e un calo del benessere.
La ricerca, pubblicata sul Journal of Social and Clinical Psychology, ha preso in esame 143 studenti universitari e il tempo da loro speso sui social, certificato dall'iPhone. Ai partecipanti è stato chiesto di rispondere a domande sull'umore e il benessere; in seguito sono stati formati due gruppi, uno di controllo e uno che prevedeva di ridurre per tre settimane l'uso dei social a 10 minuti per ognuna delle tre piattaforme, che sono le più usate dagli studenti coinvolti.
Con questi dati, i ricercatori hanno esaminato i livelli di alcuni stati d'animo come ansia, depressione e solitudine: "Usare i social media meno del solito ha comportato una diminuzione si…

La tempesta solare fece esplodere le mine in Vietnam

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E' accaduto nel 1972, mistero risolto dopo 46 anni.
Risolto dopo 46 anni il mistero dell'esplosione di 4.000 mine al largo del Vietnam avvenuta nell'agosto 1972, in piena guerra: a provocarne l'esplosione è stata una tempesta solare dalla violenza confrontabile alla peggiore mai registrate finora, quella che nel 1859 sconvolse la cittadina americana di Carrington, mandando Ko il telegrafo per 14 ore e generando un'aurora visibile fino a Roma.
A chiarire il mistero è stata la ricerca pubblicata sulla rivista Space Weather, condotta sotto la guida di Delores Knipp, dell'università del Colorado a Boulder e basata su documenti trovati negli archivi della Marina degli Stati Uniti e desecretati di recente.
Il 4 agosto 1972, l'equipaggio di un aereo militare Usa che volava vicino a un campo minato nelle acque di Hon La osservò 25 esplosioni che avvennero nell'arco di 30 secondi. Il fenomeno proseguì per circa due settimane e la Marina Usa aprì una indagine sul…

Rallentano i progressi nella salute in tutto il mondo

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Si spendono molti soldi, ma i progressi per migliorare la salute e le cure nel mondo rallentano. Nel 2017 i miglioramenti sulla mortalità si sono fermati e peggiorati in alcuni paesi. Inoltre a metà dei paesi mancano operatori sanitari e metà delle morti nel mondo sono state causate da quattro fattori di rischio: ipertensione, fumo, glucosio alto nel sangue e alto indice di massa corporea. E' quanto emerge dal rapporto Global Burden of Disease (GBD), pubblicato sulla rivista Lancet.
"Il mondo ha visto diverse storie di successo per la salute - Christopher Murray, direttore dell'Institute for Health Metrics and Evaluation, che ha coordinato il rapporto - Gli investimenti fatti nei paesi poveri sulle cure prenatali e i problemi di igiene hanno fatto la differenza per la vita di queste persone.
Ma la combinazione di rischi metabolici e invecchiamento della popolazione continuerà a far salire le malattie croniche". Ma non è questo l'unico problema individuata dall&#…

Resti di continenti perduti sotto i ghiacci dell'Antartide

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Sotto i ghiacci dell'Antartide si nascondono i resti di antichi continenti perduti. Li ha visti il satellite europeo Goce, che dal 2009 al 2013 ha studiato la gravità terrestre. Sono almeno tre frammenti, un tempo uniti ad Africa, Australia e India, i più antichi dei quali potrebbero avere un'età compresa tra 1 miliardo e 550 milioni di anni. Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la scoperta si deve all'università tedesca di Kiel e al British Antarctic Survey (Bas) e parla anche italiano con Fausto Ferraccioli, responsabile della ricerca geologica e geofisica del Bas.
I ricercatori hanno analizzato i dati della missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha misurato le sottili differenze di gravità da un punto all'altro della Terra con una risoluzione di 80 chilometri, e li hanno confrontati con l'andamento delle onde sismiche, che permette di radiografare l'interno del pianeta: in questo modo hanno ottenuto una mappa 3D delle placche continen…

Antartide, non si farà la riserva marina più grande del mondo

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No di Russia, Cina e Norvegia perchè pescano nell'area.
E' stato respinto il piano oggetto di annose trattative multinazionali per creare il più grande parco marino al mondo nell'Oceano Meridionale presso l'Antartide, uno degli ecosistemi più importanti della Terra. E' il deludente esito dell'ultima riunione annuale dei membri della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell'Antartide (Ccamlr) - 24 paesi fra cui l'Italia più l'Unione Europea - che si è tenuta nei giorni scorsi a Hobart in Tasmania.
A bloccare il piano, che era stato proposto nel 2014 e approvato in linea di principio nel 2016, è stato il veto di Russia, Cina e Norvegia, che hanno un'intensa attività peschereccia nella regione. Secondo il piano sarebbero stati protetti oltre 1,5 milioni di kmq del Mare di Ross, fra cui 1,1 milioni di kmq, pari all'area combinata di Spagna e Francia, riservati come "zona di protezione generale", con divieto as…

Oumuamua è un’astronave aliena? Secondo gli scienziati è spinto da una ‘vela solare’

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Sembra quasi impossibile credere che lo abbiano detto degli scienziati dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics. Eppure analizzando tutti i dati a disposizione e soprattutto il comportamento dell’oggetto (ricordiamolo: si tratta do un “corpo” che è arrivato da fuori il sistema solare e dopo essere passato vicino al Sole sta ora tornando da dove è arrivato) i ricercatori dicono che una spiegazione del modo con il quale si è comportato vicino al Sole è che fosse spinto da una “vela solare”, proprio come quelle che ipotizziamo noi uomini di costruire per inviare una micro-navicella alla stella più vicina. Sarebbe dunque un vero Ufo che è venuto a farci visita.
Non c’è dubbio che Oumuamua sia davvero un oggetto strano. Lo è perché arriva dalle profondità dello spazio, al di là del nostro sistema solare, e dopo essere passato vicino al Sole lo scorso mese di settembre e a una distanza di circa 25 milioni di chilometri dalla Terra ora se ne sta tornando da dove era arrivato ad una …

Addio a Kepler, il più celebre cacciatore di pianeti

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Addio al più celebre cacciatore di pianeti: dopo 9 anni di attività nella quale ha regalato risultati straordinari il telescopio spaziale Kepler della Nasa va in pensione perché ha esaurito le sue riserve di carburante. Lascia un'eredità grandissima, con la scoperta di oltre 2.600 pianeti esterni al Sistema Solare e di altri 2.900 possibili mondi alieni, che potrebbero essere confermati da osservazioni successive.
"Kepler è stata la prima missione a caccia di pianeti della Nasa e ha aperto la strada alla ricerca della vita oltre il Sistema Solare", ha rilevato Thomas Zurbuchen, del Direttorato delle missioni scientifiche della Nasa. "Quando abbiamo concepito questa missione, 35 anni fa, non conoscevamo alcun pianeta esterno al Sistema Solare", ha detto il responsabile della missione, William Borucki, del Centro di ricerca Ames della Nasa.
"Abbiamo dimostrato - ha aggiunto - che ci sono più pianeti che stelle nella Via Lattea, che molti somigliano alla Ter…