Un asteroide ha distrutto Manhattan, nella simulazione la Terra è stata colpita

L’esercitazione, durata 5 giorni, non ha permesso al team composto da esperti provenienti da tutto il mondo di evitare il disastro. L'asteroide, chiamato 2019 PDC, si è schiantato sul Central Park il 29 aprile 2027. Inutile il monitoraggio durato virtualmente 8 anni.

Non siamo pronti. 
Nel caso in cui un asteroide potenzialmente distruttivo dovesse malauguratamente incrociare l’orbita terrestre non saremo in grado di far nulla per evitare lo schianto. Ne è la prova il risultato della simulazione condotta da un gruppo di scienziati - operanti per conto delle principali agenzia spaziali di tutto il mondo - riunitisi la scorsa settimana per  testare le procedure da attuare nel caso in cui venisse rilevato un asteroide in rotta di collisione con il nostro Pianeta. L'esperimento, condotto durante l'IAA Planetary Defense Conference, è durato soltanto cinque giorni, durante i quali sono virtualmente trascorsi 8 anni. L’asteroide, rilevato  il 26 marzo del 2019 e ribattezzato 2019 PDC, sarebbe dovuto arrivare sulla Terra nel 2027. Durante questo apparentemente lungo lasso di tempo l’equipe di scienziati ha coordinato gli sforzi della comunità internazionale, e lanciato una missione di ricognizione tramite la quale scoprire quanto più possibile dell’asteroide. L’obiettivo era quello di confermare la rotta della roccia spaziale e, nel caso in cui la stessa fosse diretta verso la Terra, distruggerla o quantomeno deviarne la traiettoria.

Asteroide spaccato in due
In questo “ipotetico scenario” l’agenzia spaziale statunitense aveva lanciato una prima inviato una prima missione di ricognizione nel 2021. Nel 2024 ben tre sonde sono state mandate con l’obiettivo di schiantarsi contro la roccia, così da cambiarne la rotta. Questa azione in parte ha funzionato, ma l’asteroide si è frantumato: un frammento delle dimensioni di circa 50-80 metri ha proseguito la corsa verso la Terra. Un gruppo di scienziati aveva optato per l’utilizzo di armi nucleari, ma la comunità internazionale bocciò l’idea e a quel punto il disastro è stato inevitabile.

Rasa al suolo Manhattan
Il frammento dell’asteroide è entrato nell’atmosfera terrestre e si è schiantato sul Central Park di New York. Fortunatamente le autorità avevano dato l’ordine di evacuazione… Nell'aria sono stati rilasciati fino a 20 megatoni di energia: 1.000 volte l'energia della bomba atomica sganciata su Hiroshima. L’impatto ha distrutto tutto in un raggio di circa 15 chilometri e non fosse stato per l’ordine d’evacuazione, non ci sarebbero stati superstiti in un’area di oltre 50/60 chilometri quadrati: Manhattan non esiste più!

Dalla simulazione alla pratica
Fortunatamente si è trattato di una simulazione, e si spera che tutte le organizzazioni internazionali riescano, da qui ai prossimi anni, a lavorare meglio di così. E’ infatti vero che minacce di questo genere sono statisticamente improbabili, ma è altresì vero che occasionalmente possono verificarsi. Il team di scienziati dovrà affinare le tecniche anche in vista del passaggio dell’asteroide Apophis, previsto per il 13 aprile del 2019. La roccia passerà a distanza di sicurezza (31.000 chilometri dalla Terra), ma gli scienziati dovranno comunque inviare degli sciami di mini sonde per capire come “deviarlo” o eventualmente “distruggerlo” in futuro. Scoperto nel 2004, il corpo celeste ha il diametro di circa 340 metri e, i primi calcoli sui suoi passaggi, avevano portato a previsioni catastrofiche. Negli anni queste previsioni si sono ridimensionate, ma resta alta la preoccupazione per i passaggi successivi al 2029, come quelli del 2036 e quello del 2068. Al fine di mitigare il rischio, bisogna quindi conoscere bene l'asteroide e la sua orbita e il passaggio del 2029 è importantissimo per studiarlo da vicino.
(fonte tiscali)

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