L’uomo e la sua folle mania di controllare il clima: ora c’è chi propone di ricongelare artificialmente i Poli

Per contrastare il riscaldamento globale c’è chi propone di creare una coltre di nuvole che impedisca ai raggi solari di colpire i circoli polari facendoli rimbalzare verso lo spazio profondo.

L’uomo non perde occasione per dimostrare a se stesso la propria grandezza. Ora, un team di scienziati del Centre for Climate Repair, costola del Centre for Climate Science dell'Università di Cambridge (UK), ha annunciato un progetto attraverso il quale intende manipolare le condizioni meteo così da ripristinare artificialmente le condizioni climatiche nei poli. A detta dei ricercatori, si spiega sulle pagine del Daily Mail, oscurando il cielo sopra i Poli sarà possibile bloccare (respingere nello spazio) i raggi solari prima che questi colpiscano la superficie terrestre. “Ciò che faremo nei prossimi 10 anni - evidenzia Sir David King, responsabile del dipartimento ed ex consigliere scientifico del Governo di Sua Maestà - condizionerà i prossimi 10.000”.

Un progetto ambizioso non esente da rischi
La cosa più semplice, per dare al pianeta il tempo necessario per curarsi autonomamente dalle ferite inferte dalla società umana, sarebbe quello di “non fare nulla”: e con il fare nulla, ovviamente, c’è soprattutto il non inquinare, ma la nostra specie non ama starsene con le mani nelle mani. Per risolvere un danno causato dalle attività dell’uomo la soluzione preferita da questi scienziati sembra esser quella intervenire, esponendo per l’ennesima volta il pianeta a nuovi inquietanti scenari…  

I progetti per ricongelare i Poli
Per creare uno strato di nuvole gli scienziati hanno pensato di usare navi alimentate a energia solare, completamente robotizzate e dotate di cannoni per spruzzare nel cielo un aerosol molto sottile di acqua marina. L'acqua nebulizzata potrebbe raggiungere gli strati più alti dell'atmosfera, favorendo la condensazione e la formazione di nuvole. Questo è soltanto uno dei progetti presentati dal team di scienziati. C’è chi suggerisce di fertilizzare gli oceani, con l'obiettivo di aumentare in modo considerevole la quantità di plancton e, di conseguenza, di favorire l'assorbimento di CO2 grazie alla fotosintesi. Un approccio geo-ingegneristico al problema dei gas serra in atmosfera che, anche in questo caso, pare incontrare il consenso della comunità scientifica. “Se riuscissimo a contenere le emissioni di CO2 - spiega l'oceanografo Peter Wadhams (Cambridge) - potremo rallentare il riscaldamento del pianeta, ma non basta: occorre diminuire drasticamente la quantità di gas serra già presenti in atmosfera, e la geoingegneria può essere una soluzione”.

Ma come al solito ogni azione comporta dei rischi
La situazione, ci tiene a spiegare Robert Callum, della New York University, è tanto compromessa da costringerci a tenere in considerazione anche “le idee più bizzarre”. I rischi ci sono, perché questi sono interventi drastici atti a piegare ancora una volta Madre Natura alle nostre esigenze. Cosa accadrà, tuttavia, nessuno sembra saperlo. Tali azioni potrebbero funzionare, riportando progressivamente le condizioni climatiche alla normalità, ma se qualcosa dovesse andar male, i già compromessi equilibri potrebbero finire con l’esser compromessi in maniera irreversibile. Dei ricercatori sono comunque al lavoro per simulare tutti gli scenari possibili, così da limitare i danni.
(fonte tiscali)

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