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Visualizzazione dei post da Luglio, 2019

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Il cerotto che ripara le ferite ispirandosi agli embrioni

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Utilizza la stessa proteina per guarire senza lasciare cicatrici.
Un cerotto riesce a riparare le ferite ispirandosi agli embrioni e alla loro capacità di guarire qualsiasi lesione della pelle senza lasciare cicatrici. Utilizza infatti la stessa proteina, chiamata actina: prodotta dalle cellule embrionali della pelle, ogni volta che c'è una ferita di attiva 'tirando' i bordi della ferita tutti insieme in modo da sigillarla. A riprodurre in un cerotto questa capacità che si perde negli organismi adulti è stato il gruppo dell'Università di Harvard guidato da Benjamin Freedman.
Il risultato, pubblicato sulla rivista Science Advances, è stato sperimentato negli animali con risultati incoraggianti. "Questa tecnologia ha il potenziale per essere usata non solo per le lesioni della pelle, ma anche per le ferite croniche, come le ulcere diabetiche, le piaghe, e il rilascio di farmaci", commenta Mooney. Per riuscire a imitare la pelle straordinariamente elastica degl…

Alzheimer, ecco perché le donne sono più a rischio

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Causa è nella maggiore connettività di alcune aree del cervello.
Scoperto perché le donne sono più a rischio di ammalarsi di Alzheimer. La ragione sta nella maggiore connettività di alcune aree del loro cervello, dove si forma la proteina tau, responsabile delle placche che si accumulano con la malattia, e in alcuni particolari geni. A spiegarlo sono due diversi studi presentati all'Alzheimer's Association International Conference in corso a Los Angeles.
Finora si era sempre pensato invece che la causa della maggiore propensione femminile ad ammalarsi di Alzheimer stesse nella loro maggiore longevità. Ma questi nuovi studi sembrano indicare che non è così. I ricercatori della Vanderbilt Universitydi Nashville hanno analizzato centinaia di risonanze magnetiche di uomini e donne, e la distribuzione della proteina tau, che insieme a quella amiloide può formare dei grovigli tossici, che fanno morire le cellule cerebrali, causando i problemi di memoria. Gli studiosi hanno scoperto…

Esistono alimenti da eliminare del tutto dalla dieta per prevenire il cancro?

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Dipende. In presenza di determinate patologie, eliminare del tutto uno o più componenti della dieta è necessario, ma in linea generale le “diete senza…” non servono a prevenire il cancro e, anzi, possono provocare danni alla salute.
In breve Attualmente non ci sono prove scientifiche certe di un legame diretto tra consumo di zucchero o grassi e aumento del rischio di tumori.Zuccheri e grassi in eccesso però possono portare a un aumento di peso, noto fattore di rischio per diversi tipi di cancro.Il glutine non ha un legame diretto con l’insorgenza dei tumori e non c’è ragione di eliminarlo dalla dieta per prevenire il cancro.I dati scientifici oggi disponibili non mostrano, in generale, un legame tra consumo di latte e latticini e aumento del rischio di cancro. Di contro, questi alimenti sembrano avere un ruolo protettivo contro alcuni tipi di tumore.In generale per la prevenzione delle malattie oncologiche è importante seguire un’alimentazione sana e bilanciata, che eviti gli eccessi e …

L'isola che non c'è fotografata dai satelliti

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L’isola che non c’è è stata fotografata dai satelliti, prima di essere nuovamente inghiottita dal mare: è un vulcano di fango emerso  nel 2013 vicino la costa del Pakistan durante un devastante terremoto di magnitudo 7.7, che ha fatto più di 800 vittime e raso al suolo oltre 21.000 abitazioni. Soprannominata Zalzala Koh, “Montagna Terremoto” in lingua Urdu, è ormai scomparsa sotto il livello del mare, come si vede dalla foto scattata dal satellite Landsat 8 della Nasa il 27 aprile 2019, ma non è detto che sia una fine definitiva. Ivulcani di fango, infatti, possono apparire più di una volta.
I vulcani di fango si formano quando liquami fangosi vengono spinti in superficie da acqua e gas sotto pressione che filtrano da fratture del terreno o faglie. È un fenomeno conosciuto in tutto il pianeta, ma quelli emersi lungo la costa del Pakistan tendono ad essere di dimensioni piuttosto grandi, a causa della collisione in corso tra la placca arabica e quella euroasiatica.
Inizialmente, questa…

La Terra sta “bevendo” l’acqua degli oceani attraverso la Fossa delle Marianne

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Il ciclo dell’acqua potrebbe esser ben più complesso di quel che si pensa.
Grazie alle osservazioni effettuate sull’attività sismica attorno alla Fossa delle Marianne un team di scienziati della Washington University di St. Louis ha scoperto che la superficie del nostro pianeta sta rapidamente risucchiando gli oceani. Il nuovo studio, che ha conquistato le pagine della prestigiosa rivista scientifica Nature, potrebbe cambiare la nostra comprensione del ciclo globale dell'acqua. L’acqua, evidenziano i ricercatori, viene letteralmente “bevuta” nel punto più profondo dell’oceano, a una profondità di quasi 11 mila metri. Ciò avviene perché proprio in quell’area si incontrano due placche tettoniche, la microplacca delle Marianne e l'enorme placca del Pacifico. Essendo più denso e più vecchio, il secondo tende a scivolare sotto il primo, aprendo la strada all’acqua di mare che si riversa attraverso le fessure nella crosta terrestre e nel mantello superiore.
Dove finisce l'acqua?