Esistono alimenti da eliminare del tutto dalla dieta per prevenire il cancro?

Dipende. In presenza di determinate patologie, eliminare del tutto uno o più componenti della dieta è necessario, ma in linea generale le “diete senza…” non servono a prevenire il cancro e, anzi, possono provocare danni alla salute.

In breve
  • Attualmente non ci sono prove scientifiche certe di un legame diretto tra consumo di zucchero o grassi e aumento del rischio di tumori.
  • Zuccheri e grassi in eccesso però possono portare a un aumento di peso, noto fattore di rischio per diversi tipi di cancro.
  • Il glutine non ha un legame diretto con l’insorgenza dei tumori e non c’è ragione di eliminarlo dalla dieta per prevenire il cancro.
  • I dati scientifici oggi disponibili non mostrano, in generale, un legame tra consumo di latte e latticini e aumento del rischio di cancro. Di contro, questi alimenti sembrano avere un ruolo protettivo contro alcuni tipi di tumore.
  • In generale per la prevenzione delle malattie oncologiche è importante seguire un’alimentazione sana e bilanciata, che eviti gli eccessi e non escluda alcun tipo di alimento, se non in casi particolari e dietro raccomandazione medica.
  • Senza glutine, senza grassi, senza lattosio o senza zucchero. Non c’è che l’imbarazzo della scelta quando si tratta di regimi alimentari che bandiscono dalla tavola uno o più alimenti perché percepiti come potenzialmente pericolosi per la salute. Ma se in alcuni casi questa eliminazione è davvero importante e raccomandata dai medici, in molti altri casi si tratta di mode momentanee, basate su convinzioni personali più che su dati medico-scientifici dimostrati.
Senza zucchero è meglio?
Eliminare del tutto gli zuccheri dalla dieta è non solo un’impresa ardua, ma soprattutto un’azione priva di senso in termini di prevenzione dei tumori e persino pericolosa per la salute. Lo zucchero rappresenta infatti il carburante principale delle nostre cellule, sia sane sia malate, e un nutriente fondamentale perché l’organismo funzioni al meglio. Al momento i dati scientifici disponibili non permettono di affermare che seguire una dieta senza zuccheri possa ridurre il rischio di sviluppare un tumore o possa migliorare la sopravvivenza in chi ha ricevuto diagnosi di cancro. I ricercatori sanno già da tempo che, sebbene lo zucchero sia fondamentale nel metabolismo cellulare, le cellule del tumore hanno un modo particolare di procurarsi la grande quantità di energia di cui necessitano, come per esempio il cosiddetto Effetto Warburg descritto circa 100 anni fa dal fisiologo tedesco Otto Heinrich Warburg. Queste differenze tra cellule sane e tumorali potrebbero rappresentare il tallone d’Achille del cancro e la base sulla quale sviluppare future terapie, ma al momento si parla solo di ipotesi sperimentali che non possono essere applicate alla tavola di tutti i giorni perché la relazione tra il metabolismo di una cellula e ciò che si mangia non è diretta. Se un tessuto ha bisogno di zuccheri, l’organismo li produce anche da altri macronutrienti, persino se si smette di introdurli con la dieta.

Grassi sotto accusa
Secondo un recente sondaggio condotto dall’American Institute for Cancer Research (AICR), quattro persone su dieci sono convinte che una dieta ad alto contenuto di grassi possa aumentare il rischio di cancro. Lo hanno suggerito in effetti alcune ricerche ormai classiche su nutrizione e tumori, mostrando che nei Paesi con una dieta più povera di grassi (come il Giappone) i casi di cancro erano inferiori rispetto a Paesi come gli Stati Uniti, dove il consumo di grassi è più elevato. Gli studi condotti su un periodo più lungo e che tengono conto di altri fattori legati allo stile di vita hanno però portato a un cambio di rotta: il rischio di tumore non è così strettamente legato al consumo di grassi, almeno in modo diretto. Anche l’aumento del rischio di tumore del colon legato al consumo eccessivo di carni rosse e lavorate identificato nel 2015 dalla International Agency for Research on Cancer (IARC) in una monografia dedicata non sembra legato alla presenza di grassi in questi alimenti, ma a quella di altre sostanze, come il ferro contenuto nei globuli rossi che ha un’azione ossidoriducente in grado di danneggiare il DNA.

Gli spunti per nuove ipotesi sul ruolo dei grassi nello sviluppo dei tumori non mancano. Un articolo pubblicato sulla rivista Cancer Discovery nel 2018 ha recentemente suggerito un nuovo potenziale legame tra grasso e cancro. Analizzando le cellule di melanoma in un animale di laboratorio, lo zebrafish, i ricercatori del Memorial Sloan Kettering Center di New York si sono resi conto che queste si posizionano molto spesso vicino ai tessuti adiposi e utilizzano il grasso come “terreno fertile” da cui trarre energia per crescere e diffondersi in altre aree. “Si tratta di risultati preliminari che necessitano di molte altre conferme e valutazioni prima di poter essere applicati anche agli esseri umani” spiegano i ricercatori, precisando che al momento lo studio non ha prodotto dati sufficienti per poter dare raccomandazioni specifiche su come modificare l’assunzione di grassi con la dieta.
(fonte airc)

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