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Visualizzazione dei post da Novembre, 2019

Nella Via Lattea un buco nero impossibile

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Un buco nero impossibile, con una massa 70 volte superiore a quella del Sole, è stato scoperto nella Via Lattea a 15.000 anni luce dalla Terra, contrariamente a ogni previsione. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, si deve alla ricerca internazionale coordinata dal gruppo dell’Accademia Cinese delle Scienze coordinato da Jifeng Liu, dell’Osservatorio di Pechino, e alla quale l’Italia ha partecipato con Mario Lattanzi. dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
La massa di questo mostro cosmico, accompagnato da una stella, è superiore di quattro o cinque volte alla massa finora considerata limite per un buco nero di questo tipo. Finora, infatti, si riteneva che nella Via Lattea ci fossero circa 100 milioni di buchi neri, la maggior parte dei quali con una massa non superiore di 15 volte quella del Sole. “Non so se sia il più grande mai trovato, ma la cosa straordinaria è che, stando alle teorie attuali dell’evoluzione stellare, buchi neri stellari così massicci non dovre…

Dall'Amazzonia ai ghiacci, avverate le previsioni sul clima degli anni'90

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Dallo scioglimento dei ghiacci polari alla perdita della foresta amazzonica passando per la riduzione della barriera corallina, sono già realtà nove delle previsioni sul clima fatte alla fine degli Anni '90. A lanciare l'allarme, su Nature, un gruppo di sette esperti: primo firmatario è Timothy Lenton, dell'Università britannica di Exeter. Gli scienziati parlano di "cambiamenti bruschi e imprevedibili, con effetti a cascata che potrebbero minacciare l'esistenza stessa della civiltà", se non attuiamo contromisure immediate, per salvaguardare il Pianeta dagli effetti del riscaldamento globale. "A partire dalla riduzione dei gas serra", rilevano.
L'appello arriva a pochi giorni dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, la Cop25, che si svolgerà a Madrid dal 2 al 13 dicembre. E a meno di un mese dall'allarme "emergenza climatica" per la Terra lanciato sulla rivista BioScience da più di 11.000 ricercatori di 153 Paesi, tra cui pi…

Il sondaggio: il tetano si prende dalla ruggine? Falso

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Non è la ruggine a causare il tetano. A confermarlo è Giancarlo Ceccarelli del Dipartimento Sanità Pubblica e Malattie Infettive del Policlinico Umberto I di Roma e docente di Sanità di Frontiera Onlus: “Il tetano – spiega - è una malattia infettiva, non trasmissibile da persona a persona, causata dal Clostridium tetani, un batterio presente in natura sia sotto forma di spore, sia in forma vegetativa. Il germe, normalmente presente nelle feci di ovini, bovini ed equini, contamina sotto forma di spore il terreno dove è in grado di sopravvivere per anni. In natura è comune che le spore siano presenti, oltre che sul terreno, anche su arbusti (spine di rose o altre piante) e su oggetti che potenzialmente possono essere stati esposti alla contaminazione ambientale (come ad esempio gli oggetti arrugginiti o il filo spinato)”.
Ma cosa succede se si entra in contatto con le spore? “Le spore, ovvero la ‘forma dormiente’ del batterio – risponde Ceccarelli - in caso di ferite causate da oggetti c…

Alzheimer, scoperta molecola che blocca la malattia

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Scoperta dai ricercatori della Fondazione EBRI 'Rita Levi-Montalcini' una molecola che 'ringiovanisce' il cervello bloccando l'Alzheimer nella prima fase: è l'anticorpo A13, che ringiovanisce appunto il cervello favorendo la nascita di nuovi neuroni e contrastando così i difetti che accompagnano le fasi precoci della malattia. Lo studio, italiano, è stato effettuato su topi che, così trattati, hanno ripreso a produrre neuroni ad un livello quasi normale. Una strategia, secondo i ricercatori, che apre nuove possibilità di diagnosi e cura.
Lo studio interamente italiano, è coordinato da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, presso la Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini, in collaborazione con il CNR, la Scuola Normale Superiore e il Dipartimento di Biologia dell'Università di Roma Tre. E' stato pubblicato sulla rivista Cell Death and Differentiation. (fonte ansa)

Meno rari del previsto i mondi alieni amici della vita

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I mondi alieni in grado di ospitare la vita potrebbero essere più numerosi del previsto: lo indica la simulazione pubblicata sull'Astrophysical Journal dal gruppo dell'americano Georgia Institute of Technology (Georgia Tech) coordinato da Billy Quarles. E' emerso in particolare che nei sistemi planetari con due stelle (binari) l'87% dei pianeti simili alla Terra potrebbero avere la stessa inclinazione dell'asse terrestre, cruciale per avere un clima mite e stabile, favorevole alla vita. 
"Simulazioni di questo tipo sono utili per cercare in modo più mirato pianeti abitabili e la stabilità del clima è uno dei fattori chiave per la vita come la conosciamo noi", ha detto all'ANSA Gaetano Scandariato, dell'Osservatorio di Catania dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).  I sistemi con più stelle sono comuni, ha aggiunti, in quanto il 50% delle stelle ha una stella compagna. Di conseguenza la simulazione può essere applicata a un gran numero…

Al Cern si cerca il segreto dell'universo misterioso

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L'esperimento Base studia il legame tra materia oscura e antimateria
L'inafferrabile materia oscura, che costituisce circa un quarto dell'universo, e l'antimateria, controparte speculare di quella ordinaria, potrebbero essere collegate tra loro. Scoprirlo e' il compito dell'esperimento descritto sulla rivista Nature e condotto al Cern dai fisici della collaborazione internazionale Base (Baryon Antibaryon Symmetry Experiment), coordinati da Stefan Ulmer del centro di ricerca giapponese Riken.
Materia oscura e antimateria sono necessarie per capire com'e' fatto l'universo a livello fondamentale e l'idea dei ricercatori e' puntare sul diverso modo in cui materia e antimateria interagiscono con la materia oscura, per cercare di capire la natura di quest'ultima, al momento elusiva. Al momento esistono infatti solo prove indirette della sua esistenza, per spiegare ad esempio il comportamento delle galassie, ma finora la materia oscura e' …

Ecco dove finiscono i cadaveri dei cinesi

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Per tanto tempo ci siamo chiesti dove finissero i cinesi una volta morti. Anche quelli che vivono in Italia (e son sempre di più). Non ne abbiamo trovato traccia in nessun cimitero. Come volatilizzati. La spiegazione l’ha data a livello ufficiale l’Ufficio informazioni del Governo di Pechino. Le ceneri vanno disperse in mare o in un corso d’acqua. Ma perché? Per risparmiare la terra, che è preziosa sia per l’agricoltura sia per lo sviluppo dell’edilizia e dell’industria (dove cè una forte speculazione). 
L’annuncio-invito è stato diramato a pochi giorni dal Qingming, che in Cina è la festa dei morti (cade di domenica 5 aprile). Anche là c’è la tradizione di andare al cimitero a visitare i congiunti defunti. Ma si troveranno soltanto minuscoli cippi (per non consumare la terra), però, sotto, niente perché le ceneri del caro estinto son già finite in mare. Qualcuno parla di triste farsa anche perché la maggioranza dei cinesi è contraria alla cremazione. Ma Pechino cerca di tacitare l’o…

Più comuni del previsto i pianeti con più soli

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Il primo censimento basato sull'osservazione di 1.300 stelle
I mondi alieni con più di un sole potrebbero essere più comuni del previsto. Lo indica la ricerca che ha studiato 1.300 sistemi planetari, scoprendo che il 15% di essi ha più di una stella. Il risultato è pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society dall'astrofisico Markus Mugrauer, dell'università  'Friedrich Schiller' di Jena.
"I sistemi con più stelle sono molto comuni nella Via Lattea", rileva Mugrauer. Se poi includono dei pianeti, aggiunge, è particolarmente interesse studiarne le caratteristiche e confrontarle con quelle dei sistemi planetari che hanno soltanto un sole, come il nostro. Così, basandosi sui dati del telescopio spaziale Gaia, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Mugrauer ha analizzato oltre 1.300 stelle che distanti fino a 1.600 anni luce dalla Terra e ha scoperto che il 15% di esse ha almeno una compagna. Di questi sistemi, 176 sono formati…

Leggere e scrivere proteggono il cervello dalla demenza

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L'analfabetismo è un fattore di rischio per la malattia.
Leggere e scrivere proteggono la salute del cervello: le persone che non possono farlo hanno un rischio quasi triplo di ammalarsi di demenza. Lo rivela uno studio di Jennifer Manly, della Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons a New York pubblicato sulla rivista Neurology. Lo studio ha coinvolto quasi 1000 individui di età media 77 anni, tra cui 237 analfabeti. All'inizio dello studio il 35% degli analfabeti è risultato presentare già la demenza contro il 18% di coloro che sapevano leggere e scrivere. Dopo circa 4 anni si è passati al 48% degli analfabeti con demenza contro il 27% di coloro che sapevano leggere e scrivere. Gli esperti hanno stimato che gli analfabeti hanno un rischio di demenza quasi triplo rispetto agli altri, a parità di condizioni quali età, sesso, stato socioeconomico e salute cardiovascolare. "Essere in grado di leggere e scrivere consente alle persone di intraprendere …

Il Nilo ha 30 milioni di anni

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Il mantello terrestre ne ha cambiato il corso e la storia.
Le sue acque fertili hanno influenzato la storia dell'uomo, favorendo la comparsa della civiltà egizia, ma il Nilo bagna l'Africa settentrionale da molto più tempo di quanto si credesse. Ha infatti 30 milioni di anni ed è quindi sei volte più antico del previsto. Se il suo percorso non è cambiato molto in un periodo così lungo lo si deve al mantello terrestre, che ha continuato a incanalarlo da Ovest verso Nord, anziché lasciarli libero di spostarsi verso Ovest, modificando il suo corso e probabilmente anche quello della storia.
Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience e coordinato dall'Italia, con il gruppo di Claudio Faccenna dell'Università di Roma Tre, in collaborazione con l'Università americana del Texas ad Austin. Vi hanno contributo Alessandro Forte, dell'Università americana della Florida, Eduardo Garzanti, dell'Università di Milano Bicocca e Andrea Sembroni, dell&#…

Disinfettanti ospedalieri inefficaci contro superbatterio

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Neanche i disinfettanti ospedalieri più potenti sembrano avere la meglio sul Clostridium difficile, il superbatterio responsabile di gravi infiammazioni al colon, con sintomi che vanno dalla diarrea alla sepsi, e che colpisce soprattutto gli anziani negli ospedali e strutture sanitarie. Lo indica lo studio dell'università di Houston pubblicato sulla rivista Antimicrobial Agents and Chemotherapy.
"Non abbiamo trovato un disinfettante capace di eliminare completamente questo batterio, che è protetto da strati di biopellicole che fanno da armatura, anche se abbiamo rilevato delle differenze tra i vari prodotti", commenta Kevin Garey, coordinatore dello studio. Tre sono i disinfettanti risultati più efficaci contro il batterio, di cui due anche contro le sue spore, cioè lo stadio con cui causa l'infezione. Nello studio sono stati provati sette disinfettanti ospedalieri su cinque diversi ceppi di batterio, avvolti in tre diversi tipi di biopellicole fatte crescere in lab…

Mattarella & i baci perugina o biscotti della felicità

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Nessun odio o incitazione all'odio. Simpaticamente e con rispetto che si DEVE a un capo dello stato diciamo solo che.. il nostro presidente dello stato Italiano quando parla sembra leggere i messaggi scritti all'interno dei cioccolatini (famosissimi) baci perugina... una sensazione? 
Oppure possiamo immaginare anche i biscotti della felicità CINESI. (Staff RLI)

Il "lavaggio del cervello" esiste e si fa ogni notte.

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Il lavaggio del cervello esiste e avviene ogni notte. A dirlo sono i ricercatori della Boston University che hanno notato come, mentre si dorme, il sangue presente nel cervello lascia spazio al liquido cerebrospinale, una sostanza incolore che circonda il cervello e il midollo spinale e che autoregola la presenza del sangue proprio nell'encefalo.
La ricerca, pubblicata su Science, è la prima a far notare come questo liquido del cervello arriva a pulsare durante il sonno. Questi movimenti, secondo i ricercatori americani, sono strettamente legati all'attività delle onde cerebrali e del flusso sanguigno. "Sappiamo da un po' che ci sono queste ondate elettriche di attività nei neuroni. Ma prima d'ora non ci rendevamo conto che in realtà ci sono anche onde nel liquido cerebrospinale", dice la coautrice dello studio Laura Lewis. Stando ai studiosi questo lavoro potrebbe portare a tutta una serie di nuove intuizioni su una varietà di disturbi neurologici e psicolog…

La verità sulle marocchinate: "Stupravano le donne perché odiavano l'Italia"

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Stupri di guerra..
Dall'archivio di Stato un documento rivela la ragione delle atrocità commesse dai soldati marocchini inquadrati nel Corpo di spedizione francese in Italia: "Stuprano e uccidono per risentimento verso la nazione che odiosamente tradì la Francia".
Il documento trovato nell’Archivio di Stato dal presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti, getta nuove ombre sull’azione del Corpo di spedizione francese durante la campagna d’Italia.
Gli abusi consumati dai goumier, i soldati marocchini inquadrati nell’esercito d’Oltralpe, vengono certificati dal generale Alphonse Juin, comandante del Corpo, che il 24 maggio 1944 sottoscrive un memorandum che ha come oggetto il “maltrattamento di popolazione civile". L’informativa diretta al Comando Alleato, che chiedeva spiegazioni su stupri e uccisioni di migliaia di civili, parla di “atti di brigantaggio, di rapina armata e di ratto”. Le vittime sono gli italiani, in particolare …